Legambiente, 15 spiagge da bollino rosso nel Lazio

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foto2(MeridianaNotizie) Roma, 04 agosto 2015 – Scarichi abusivi o non controllati direttamente su spiaggia e un deficit depurativo. Questi sono i principali punti che rendono da bollino rosso 15 delle 24 spiagge del Lazio. A fornire questi dati Legambiente tramite Goletta Verde, la storica campagna dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. Prelievi e analisi sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 22 e il 23 luglio scorsi. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono stati considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

Dei 14 prelievi effettuati in provincia di Roma, 10 hanno riportato un giudizio di “fortemente inquinato”. Nella Capitale cariche batteriche ben oltre i limiti sono state riscontrate alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale presso il cancello numero 1 a Ostia (sempre a Ostia è invece risultato nei limiti il prelievo effettuato al canale dei Pescatori).

Tre, infine, i prelievi effettuati in provincia di Viterbo. “Fortemente inquinato” è stato giudicato il campionamento eseguito alla foce del fiume Marta, in località Lido di Tarquinia; “inquinato” invece quello alla foce del Fosso Chiarone in località Pescia Romana, nel comune di Montalto di Castro.

Molte delle problematiche riscontrate dai tecnici di Goletta provengono dall’entroterra, ne è un esempio il Tevere, dove poche settimane fa Legambiente denunciava la presenza di ben 12 scarichi non depurati solo a Roma. E se tutte le regioni italiane sono ormai sotto l’attenzione dell’Ue, l’ultima procedura arrivata lo scorso anno coinvolge sei agglomerati urbani laziali che risultano non conformi all’art.4 in quanto non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceva un adeguato trattamento secondario: Roma, Anagni, Fontana Liri-Arce, Monte San Giovanni Campano, Orte e Piglio.

Anche secondo i dati Istat del 2012, oltre il 40% dei reflui civili nel Lazio non viene adeguatamente trattato e apporta così il suo carico inquinante a mare. Grazie ai fondi della legge di Stabilità 2014, il ministero dell’Ambiente nel novembre scorso ha finanziato 132 interventi nel Centro-Nord per risolvere i contenziosi con l’Ue. Alla Regione Lazio sono stati destinati 16milioni e mezzo di euro per opere di collettamento e depurazione che ricadono negli agglomerati urbani di Vignanello, Canepina, Vallerano e Soriano nel Cimino.

sono stati effettuati sul lungomare Pyrgi (altezza via Oleandri) a Santa Severa di Santa Marinella; alla foce del fiume Arrone, sul lungomare di Ponente di Fregene; alla foce del canale Crocetta (Filadelfia), alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto tutti a Torvajanica, nel comune di Pomezia; alla foce del fosso Grande ad Ardea; alla foce del fosso Cavallo Morto (lungomare delle Sterlizzie) in località Lido dei Gigli di Anzio e alla foce del porto canale Loricina di Nettuno.

Entro i limiti, invece, gli altri campionamenti: alla foce del fosso Zambra a Marina di Cerveteri; alla spiaggia presso la foce del canale e del fiume Statua a Ladispoli.

Sette i campionamenti effettuati in provincia di Latina. Fortemente inquinati sono stati giudicati quelli alla foce del torrente Longato in località Torre San Vito a Gaeta, alla foce del Rio Recillo a Minturno e quello alla spiaggia presso Rio Santacroce in località Gianola di Formia. Entro i limiti le cariche batteriche presenti nei campioni prelevati alla foce Verde di Latina; alla foce del canale Caterattino di Sabaudia; alla foce del canale Sisto a Terracina e alla foce del canale Sant’Anastasia di Fondi.

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