Ama minaccia lo sciopero: “No alle privatizzazioni”

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(Meridiana Notizie) Roma, 24 settembre 2015 – Gli spazzini sono sul piede di guerra. Sotto il Campidoglio sindacati e dipendenti Ama si sono riuniti in presidio per protestare contro la delibera in discussione in giunta che aprirebbe la strada alle privatizzazioni.

Dopo l’approvazione avvenuta ieri in Assemblea capitolina della delibera “Indirizzi programmatici e linee guida per la predisposizione del nuovo contratto di servizio per la gestione dei rifiuti urbani e i servizi di igiene urbana tra Roma Capitale e Ama Spa”, prende il via oggi in Aula la discussione sulla delibera riguardo l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani e di igiene urbana ad Ama da approvare entro il 27 settembre. Primo punto del testo è l’affidamento ad Ama per 15 anni del servizio di gestione dei rifiuti. Ma a preoccupare i lavoratori sono i punti nei quali si prospetta l’esternalizzazione di parte di quei servizi.

Secondo l’assessore all’Ambiente, Estella Marino. “Noi diamo fiducia all’azienda ma pretendiamo anche che svolga il servizio di cui è incaricato. E sul controllo e il monitoraggio insiste proprio la delibera perché sono sinceramente convinta che il servizio pubblico può funzionare bene ma siamo altrettanto consapevoli che in questo momento parti di quel servizio non funzioni. Quindi – ha spiegato l’assessore – sicuramente c’è da rafforzare tutto il tema del controllo e monitoraggio che l’amministrazione deve fare comunque rispetto alle proprie partecipate così come con tutti i soggetti esterni privati appaltatori di servizio. E siccome siamo convinti che ci siano parti del servizio che non funzionano e vanno migliorate abbiamo inserito in delibera il rafforzamento del monitoraggio ma anche la necessità di prendere eventuali scelte diverse nel caso in cui gli esiti di quel monitoraggio diano delle valutazioni negative”.

“A Roma un personale sempre più ridotto deve operare in un perimetro ben maggiore del resto del Paese, con mezzi logori e in numero disponibile ancora non sufficiente. Ogni singolo operatore di Ama serve una superficie di intervento quasi doppia rispetto a quella di mercato, il 90% in più. Inoltre, negli ultimi due anni, una frettolosa sperimentazione e implementazione della raccolta differenziata ha modificato significativamente l’organizzazione del lavoro”. Lo scrivono le sigle sindacali di Roma e Lazio Fp Cgil, Cisl Fit, Uil Trasporti e Fiadel in una dichiarazione congiunta distribuita in piazza del Campidoglio nel corso del sit-in dei lavoratori Ama. “Il contingente complessivo del personale Ama subisce ogni anno una sensibile riduzione (solo tra il 2013 e il 2014 più di 100 unità perse, trend confermato anche quest’anno) – si legge ancora – Inoltre, fino al 2013 la raccolta era effettuata principalmente dagli autisti, poco più di 1000 unità e il resto della forza lavoro, di 4600 operai di zona, era destinata alle altre attività, compresi i servizi di pulizia, lo spazzamento e il servizio base e solo in misura minima, non più di 600 unità, ai vari servizi di raccolta differenziata preesistente.

Se già nel 2014 il contingente destinato ai servizi di pulizia e spazzamento era stato ridimensionato, riducendosi a più di 2100 unità, oggi, con gli ulteriori avanzamenti nella differenziata, questo numero si è ulteriormente ridotto, raggiungendo al 30 luglio del 2015 quota 1600 unità. Per investire nella differenziata, quindi, – concludono – si è distratto il personale dal resto dei servizi -quasi 1800 lavoratori- mentre il numero complessivo scendeva: oggi più di 2400 operai di zona si occupano di raccolta contro gli appena 600 di due anni fa, di questi quasi 2000 impiegati nel porta porta e i restanti negli altri servizi di raccolta, su un contingente ridotto a meno di 4500″.

Il servizio di Diana Romersi

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