Marcia degli uomini e delle donne scalzi a Roma, in duemila a Tiburtina

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(Meridiana Notizie) Roma, 11 settembre 2015 – A piedi nudi si marcia fianco a fianco con chi ce l’ha fatta, solidali con chi ancora è in cammino verso un luogo migliore. Italiani e immigrati si sono incontrati per la “marcia degli scalzi”. Dal centro d’accoglienza Baobab in cammino fino alla stazione Tiburtina, in duemila sono scesi in strada per abbattere il muro del razzismo e sollecitare i governi europei alla costituzione di un corridoi umanitario.

Il Centro Baobab è divenuto il luogo-simbolo dell’accoglienza ai migranti nella capitale e teatro di una delle più vaste mobilitazioni spontanee della società civile romana degli ultimi anni. Da qui la scelta di far partire, proprio da via Cupa, la “Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi” di Roma. Gli immigrati sono alla testa del corteo e sorreggono uno striscione che recita “Everyone is welcome in Rome” (Tutti sono benvenuti a Roma), dietro di loro uomini, donne e bambini li accompagnano solidali.

L’evento si è svolto in contemporanea con altre 35 città italine. Da Venezia a Palermo, l’Italia si mette in marcia contro il razzismo e la chiusura delle frontiere. Sul sito c’è la lista completa delle adesioni: scorrendola è difficile arrivare fino alla fine e altri nomi continuano ad aggiungersi all’elenco. Sulla pagina Facebook ufficiale aumentano i “like” di minuto in minuto: questa mattina già superavano i 4300. Oltre a comuni cittadini, all’appello hanno risposto in più di 1500 tra artisti, registi, esponenti della società civile e della chiesa. Dai registi Ettore Scola e Marco Bellocchio agli attori Elio Germano, Valerio Mastandrea, Toni Servillo e Jasmine Trinca, ai giornalisti Roberto Saviano e Lucia Annunziata. L’ appoggio all’iniziativa è arrivato anche da molti parlamentari come Arturo Scotto e Nichi Vendola, Corradino Mineo, Stefano Fassina e Pippo Civati, l’eurodeputata ed ex mini­stra per l’integrazione Cecile Kyenge e da sindacalisti come le segretarie generali di Cgil e Cisl Susanna Camusso e Anna Maria Furlan.

Il servizio di Diana Romersi

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