Ridusse un medico in fin di vita, preso 21enne: i due si conoscevano

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(MeridianaNotizie) Roma, 3 settembre 2015È finito in manette il 21enne accusato di aver rapinato e tentato di uccidere un medico che conosceva all’interno della sua abitazione all’Esquilino. L’arresto del giovane, con precedenti di polizia per armi, rapina e stupefacenti, è avvenuto a seguito di una indagine degli agenti della Polizia di Stato della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Esquilino, durata 7 mesi. Nel pomeriggio del 10 febbraio scorso,  in Via Leopardi nr.54,  il medico e professore universitario Alberto Paris, è stato ritrovato esanime all’interno della propria abitazione, vittima di un’aggressione a scopo di rapina ad opera di malviventi non individuati nell’immediatezza.medico-esquilino2

Ad essere sottratti dall’abitazione del medico, telefoni cellulari, un tablet e denaro contante. L’esame della scena del crimine e le modalità con le quali il reato è stato posto in essere hanno da subito indirizzato l’attenzione degli investigatori nell’ambito della sfera conoscitiva della vittima, poiché gli autori del crimine si erano introdotti all’interno dell’abitazione con il suo consenso. Dal controllo dei tabulati telefonici sono emerse numerosi contatti con un cittadino rumeno abituale frequentatore delle zone a ridosso della Stazione Termini

L’analisi dei tabulati telefonici ha permesso di fare luce su una serie di contatti intercorsi quel pomeriggio tra quest’ultimo e alcuni suoi connazionali, anche loro gravitanti nel medesimo contesto i quali, nelle fasi immediatamente successive alla rapina, hanno abbandonato repentinamente la Capitale per rifugiarsi nel nord Italia, non prima di aver venduto uno dei telefoni rubati alla vittima vicino alla stazione Tiburtina a un loro connazionale.Gli investigatori hanno poi scoperto che Paris era sicuramente entrato in contatto con Z.V., nei cui confronti sono stati acquisiti gravi elementi di accusa. L’uomo è stato poi rintracciato dagli investigatori all’interno di un edificio abbandonato a Cinecittà e arrestato.

Cristina Pantaleoni

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