Rete di badanti per svaligiare case, 57 arresti a Roma

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(MeridianaNotizie) Roma, 9 ottobre 2015 – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo, in varie località in Italia e all’estero, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma nei confronti di 57 persone, in prevalenza di nazionalità georgiana, ritenute responsabili di far parte di un’associazione per delinquere operante anche sul territorio italiano e dedita alla commissione di furti in abitazione. Il sodalizio è operante in Italia e in diversi paesi europei, tra i quali Grecia, Spagna, Germania, Francia, Austria, Russia, Georgia e Moldavia.

I componenti dell’articolato gruppo criminale erano soliti individuare gli appartamenti da derubare grazie alle informazioni ricevute da una fitta rete di badanti di origine est-europea e utilizzano la tecnica del key–bumping per forzare le serrature blindate delle porte di ingresso senza lasciare segni di effrazione. Nel corso dell’indagine che ha portato all’emissione del provvedimento cautelare eseguito nel corso della nottata, i Carabinieri di Roma hanno arrestato in flagranza di reato 67 persone collegate al citato sodalizio criminale, sorprese dai militari mentre stavano effettuando furti all’interno di abitazioni nei quartieri romani Parioli, Pinciano, Prati e Talenti. In considerazione della transnazionalità del sodalizio criminale che ha basi operative in vari paesi europei, l’indagine è stata sviluppata anche grazie all’apporto fornito da Europol, l’Agenzia Europea per la lotta al crimine.

Grazie a una fitta rete di badanti dell’Europa dell’est individuavano gli appartamenti più ricchi da derubare, poi agivano con la tecnica del key–bumping – una sorta di piccola esplosione – per forzare le serrature blindate delle porte di ingresso senza lasciare segni di effrazione. Cinquantasette persone, in prevalenza georgiane, stanno ricevendo in queste ore dai carabinieri del comando provinciale della Capitale un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere con articolazioni in tutta Europa: Grecia, Spagna, Germania, Francia, Austria, Russia, Georgia, Moldavia e Italia, in particolare Roma. Vista la transnazionalità dell’organizzazione, le indagini sono state condotte in collaborazione con Europol, l’agenzia Ue per il contrasto al crimine. furti-casa-badanti1

Gli indagati fanno parte di una banda legata a un’organizzazione criminale georgiana con una forte struttura gerarchica – una cupola con sottoposti ed esecutori materiali per un totale di circa 5 persone per cellula – tanto da essere denominata “Thieves in law” (“Ladri nella legge”), dove per legge si intende il rigido codice di comportamento interno. Chiunque violava le norme imposte – 18 punti inderogabili da abbandonare i propri familiari a obbedire a organizzazione – incorreva in provvedimenti e punizioni.  I proventi dei furti venivano fatti confluire in una cassa comune denominata “obshak”, “sacco”, utilizzata sia per le operazioni che per il mutuo soccorso. È stato calcolato che solo dalla Capitale confluissero mensilmente nella cassa dell’organizzazione diverse centinaia di milioni di euro. Secondo il generale Salvatore Luongo del comando provinciale, “la banda avrebbe messo a segno circa il 60% dei furti in appartamento a Roma degli ultimi tempi. Parte della refurtiva è stata recuperata, ma molta parte è stata rivenduta e spedita in Georgia, affidata a una rete illegale di corrieri”.

La base operativa della banda è costituita da una rete di badanti – per lo più compagne o parenti dei ladri – che inviavano all’organizzazione informazioni circa gli appartamenti da derubare. I ladri erano professionisti addestrati: con una tecnica velocissima riuscivano a portare via la refurtiva, utilizzando il più delle volte il trasporto pubblico, per essere più abili e non essere riconosciuti attraverso i veicoli. Gli appartenenti all’organizzazione, tra l’altro, riuscivano a rendersi invisibili, attraverso falsificazione di documenti e trasferimenti continui. Quando avevano la percezione di essere scoperti, infatti, spostavano la cellula in altri paesi. Questo ha portato grosse difficoltà nell’identificazione degli appartenenti alla cellula romana. L’attività investigativa è iniziata circa 4 anni fa, con due operazioni che hanno portato all’arresto in flagranza di reato ben 67 persone collegate a “Thieves in law”, sorprese mentre facevano furti all’interno di abitazioni nei quartieri residenziali di Parioli, Pinciano, Prati e Talenti. Le indagini hanno preso le mosse dall’operazione “Caucaso” del 2011, partita da una rapina sventata ai Castelli romani in una villa di un collezionista di armi. In quell’occasione erano stati arrestati i promotori della prima cellula emersa sul territorio romano.

Cristina Pantaleoni

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