Il più grande sequestro di beni mai compiuto: confiscati 127 milioni all’impero Licata

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(Meridiana Notizie) Roma, 26 novembre 2015 – Beni immobili e mobili, società e denaro liquido per un valore complessivo di circa 127 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza a Michele Licata, 52 anni, principale imprenditore del settore ristorazione-alberghiero di Marsala. Il maxi-sequestro, dal nome in codice “scacco al re”, è scattato questa mattina quando il Personale della Guardia di Finanza, appartenente al Nucleo di Polizia Tributaria di Trapani hanno dato esecuzione alla più imponente misura di prevenzione patrimoniale mai effettuata nei confronti di società e persone fisiche.

Un enorme patrimonio illecitamente accumulato negli anni dall’imprenditore Angelo Michele Licata, il quale, grazie ad una colossale e continuata frode fiscale (scoperta proprio dagli stessi finanzieri) nonchè a numerose truffe ai fondi comunitari e alla violazione di numerose altre norme in tema di edilizia e sanità pubblica, è riuscito, negli ultimi 20 anni, ha imporsi prepotentemente nel settore turistico – alberghiero, sbaragliando la leale concorrenza, “drogando” l’economia locale, alterando i normali processi economici e creando intorno a sè un vero e proprio impero economico, fatto di lussuose sale ricevimento, ristoranti, piscine e centri benessere.

Nell’aprile scorso, l’imprenditore aveva tentato di svuotare i propri conti correnti. I finanzieri, monitorando tutti i flussi finanziari dei conti correnti intestati alla famiglia Licata e alle varie società a loro riconducibili, si sono accorti delle rilevanti operazioni di disinvestimento di titoli e fondi, seguite da svariati e ingenti bonifici nei confronti di parenti non coinvolti nelle indagini o dall’emissione di assegni circolari per rilevanti importi mai negoziati dai beneficiari. Una mossa per prevenire il primo sequestro avvenuto nella primavera scorsa.

Se il provvedimento di sequestro verrà confermato nel successivo grado di giudizio, tutti i beni verranno confiscati e andranno a confluire nel patrimonio dello Stato a vantaggio dell’intera collettività.

Il servizio di Diana Romersi

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