Shoah, il lattaio lo salvò: 70 anni dopo incontra la figlia e le consegna una medaglia

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(Meridiana Notizie) Roma, 11 marzo 2016 – Il lattaio salvò lui e sua sorella dalla deportazione, settanta anni dopo rincontra la figlia del suo salvatore. E’ la storia di Gabriele Sonnino, bambino ebreo in fuga dal rastrellamento nazista e Virginia Nardecchia, figlia dello storico lattaio del ghetto, Francesco Nardecchia. Un piccolo gesto eroico, quello compiuto dal negoziante, consumato durante il rastrellamento del 16 ottobre 1943. “Sono figli miei”, aveva gridato allora Francesco, salvando Gabriele e la piccola Sara già in braccio a un soldato tedesco. Una piccola bugia e un crocifisso d’oro attaccato al collo del lattaio, salvarono i due bambini dalla deportazione.

Settantanni dopo, l’idea di Sonnino di ringraziare il suo salvatore attraverso la consegna di una medaglia alla figlia Virginia. La cerimonia si è svolta a porte chiuse nel cortile della scuola ebraica a Portico d’Ottavia. A consegnare una pergamena quale attestato di gratitudine e riconoscimento e una medaglia d’argento, la presidente della comunità ebraica romana Ruth Dureghello e il Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.

Il servizio di Diana Romersi

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