Rifugiati siriani ospiti di Papa Francesco: “Per noi comincia una nuova vita”

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(MeridianaNotizie) Roma, 19 aprile 2016 – Le facce contente, anche stanche, ma incredule per questa nuova vita che si e’ aperta per loro. Sono i dodici siriani ospiti di Papa Francesco. E’ il secondo giorno della loro ‘nuova’ vita e parlano di “un sogno”, “un miracolo”. La scuola di italiano, le prime passeggiate a Trastevere e la curiosita’ dei giornalisti: queste le prime ore a Roma. Mercoledi’ li aspetta un adempimento burocratico per completare la loro domanda d’asilo che hanno avviato sabato sera, appena scesi dall’aereo del Papa. E oggi pomeriggio, pur frastornati da tanta attenzione e dagli eventi che hanno cambiato la loro vita, hanno accettato di raccontare le loro storie nei giardini nella scuola d’italiano della comunita’ di S.Egidio.siriani-papa1

Hasan e Nour sono la coppia piu’ giovane, 31 e 30 anni, e con loro c’e’ un bimbo di due anni. “Perche’ sono qua? Sono un ingegnere, non un soldato e non volevo uccidere nessuno”, racconta il marito riferendo della rocambolesca fuga fino a Lesbo e dei tanti soldi dati per i vari passaggi dalla Siria verso la Turchia e poi la Grecia. “Volevamo dare a lui un futuro piu’ sereno”, dice indicando il piccolo. Il Papa? “E’ il nostro angelo”, ripetono tutti. E ora vogliono scrivergli una lettera per ringraziarlo: troppo veloci i saluti sull’aereo e ora vogliono dire quanto e’ stato importante nella loro vita. Omar e Masa, 6 e 8 anni, hanno la faccia stanca: tanta emozione e anche un po’ di febbre.

siriani-papa2E’ la giovane mamma a raccontare quanto questi mesi passati abbiano sofferto, anche somatizzando i disagi. E adesso, pur circondati da “tante persone gentili” sperano comunque che “un giorno prima o poi possiamo tornare nella nostra terra”, dice il papa’ Osama. Rami, 51 anni, insegnante di storia, e’ con la moglie, due figli adolescenti e una bambina. Anche per questa famiglia la vita ricomincia a Roma. E si puo’ voltare pagina anche indossando una polo giallorossa o la t-shirt dei Simpson. Rashid, 18 anni, era all’ultimo anno di liceo “ma siamo andati via e il diploma non lo prendero'”. Tanta felicita’ per tutti per la vita che lentamente torna alla normalita’. Ma nei loro cuori e’ rimasto un pezzo di Siria. “Puoi trovare un altro posto, un’ altra casa, un altro lavoro ma non un’ altra famiglia”, dice Hasan pensando ai cari rimasti nell’inferno del loro Paese in Medio Oriente.

Cristina Pantaleoni

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