Paradiso inclinato all’Ex Dogana

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(MeridianaNotizie) Roma, 28 aprile 2016 – Paradiso Inclinato è la mostra proposta dalla sede dell’Ex Dogana, nel quartiere di San Lorenzo a Roma, dal 28 aprile al 15 maggio 2016. Direttamente dalla mega opera sul muraglione del Tevere, l’artista sudafricano William Kentridge ha inaugurato l’esposizione, passeggiando con interesse attraverso i locali e scambiando battute e complimenti ai artisti che ha incontrato nel corso della visita sono stati Luigi Puxeddu e Giannì. Nel corso della visita è rimasto particolarmente impressionato ed ha apprezzato molto l’ambiente dell’Ex Dogana, l’architettura industriale del luogo. Si è intrattenuto a lungo sull’opera di Borondo (Ubiquitas) e sul tempietto di Edoardo Tresoldi, che lo hanno particolarmente colpito. Ha riconosciuto a colpo d’occhio le opere di Boetti e si è informato spesso sull’età degli artisti, in molti casi sorpreso per la giovane età.paradisi-inclinati-exdogana1

L’esposizione si propone di mettere a confronto diverse generazioni di artisti per creare nuovi progetti ed eventi di confronto creativo. Dalle opere dei grandi maestri come Franco Angeli, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Mario Ceroli, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Tano Festa, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Marco Tirelli, passando per le opere di giovani ma già affermati sul fronte contemporaneo quali Alberto Di Fabio a Pietro Ruffo ad Arcangelo Sassolino, da Gea Casolaro a Luana Perilli, fino ad arrivare ai giovani emergenti tra i quali Alberonero, Andreco, Mariana Ferratto, Gonzalo Borondo, Eracle Dartizio, Daniele “Deca” De Carolis, Alessandro Giannì, Matteo Nasini, Leonardo Petrucci, Luigi Puxeddu, Sbagliato, Karine Sutyagina, Edoardo Tresoldi, Verónica Vázquez.

Roma si apre ad una dialettica inclusiva tra gli stessi artisti e i diversi tipi di fruitori, che hanno la possibilità di confrontarsi con le singole declinazioni del linguaggio contemporaneo come fossero parte di un grande catalogo di opere artistiche. Passato e presente convivono in uno spazio espositivo inedito, nel quale i diversi interventi animano il dibattito sempre attuale del ruolo dell’artista.

Silvia Mattina

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