Ostia, sequestri al clan Fasciani per 20mln di euro: le mani nella ristorazione lidense

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(MeridianaNotizie) Roma, 24 giugno 2016 – Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo due provvedimenti di sequestro emessi dal Tribunale di Roma nei confronti di elementi di vertice del noto gruppo criminale FASCIANI, per un valore complessivo pari a circa 20 milioni di Euro.

Le indagini economico-patrimoniali, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale e dal II Gruppo Roma, sono state eseguite nei confronti dei fratelli FASCIANI Carmine e Terenzio, tuttora detenuti.

Più nel dettaglio è stato accertato come i due abbiano progressivamente inquinato l’economia legale lidense, attraverso la costituzione e acquisizione di svariate società operanti in diversificati settori, sfruttando numerosi prestanome. sequestri-ostia1

In alcuni casi, si è assistito a vere e proprie joint-venture tra i fratelli FASCIANI e, sino ad oggi, poco conosciuti imprenditori lidensi, che hanno tentato di camuffare l’illecito patrimonio accumulato. Obiettivo del clan è stato quello di investire in attività (quali la ristorazione e la gestione di stabilimenti balneari e discoteche) che meglio e più velocemente si prestavano al reimpiego dei proventi illeciti.

I FASCIANI hanno dato, altresì, prova di possedere elevate “capacità imprenditoriali e societarie”: ad esempio, nel perseguire le loro finalità illecite, hanno fatto ricorso ai nuovi strumenti societari (le cd. “S.r.l. ad 1 euro”), introdotti con la recente riforma del diritto delle società di capitali.

In definitiva, è stato accertato come tutti gli investimenti societari individuati facessero capo ad un unico “centro di interessi occulto”, gestito da Carmine FASCIANI, supportato dal fratello Terenzio.

Ad essere sequestrati oggi sono 18 attività commerciali quali bar, ristoranti, panifici, alimentari e immobiliari,  29 unità immobiliari site tra Roma, Civitavecchia a L’Aquila , 5 autovetture, rapporti bancari, postali, assicurativi e azionari per un valore complessivo di 20 milioni di euro.

Cristina Pantaleoni

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