La Spina di Borgo, la trasformazione delle vie vaticane in mostra ai Musei Capitolini

0

(MeridianaNotizie) Roma, 26 luglio 2016 – Sarcofagi, sculture, dipinti, disegni, cartografie raccontano l’evoluzione della vasta area di Roma intorno al Vaticano, dall’antichità fino al 1950, in una grande mostra allestita fino al 20 novembre ai Musei Capitolini. Realizzata in occasione del Giubileo della Misericordia, la rassegna riunisce le opere provenienti dalle maggiori collezioni cittadine per documentare la profonda trasformazione nei secoli dei luoghi destinati ad accogliere i pellegrini da tutto il mondo.

Intitolata ‘La Spina. Dall’agro Vaticano a via della Conciliazione’, la rassegna è quindi una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, capace di ridisegnare un rapporto cruciale per lo sviluppo di Roma nei millenni. Il famoso rione della Spina di Borgo, che si estendeva dal Mausoleo di Adriano, poi diventato Castel Sant’Angelo, fino a San Pietro, è diventato nelle mani dei curatori un filo conduttore ricco di suggestioni per interpretare ancora una volta le mille anime dell’Urbe.

Il percorso espositivo prende le mosse dall’epoca repubblicana, quando la zona al di là del Tevere, esclusa dal perimetro delle mura (povera e malsana, in quanto soggetta agli straripamenti), era considerata ”straniera, nefasta”, assimilata al territorio etrusco e quindi pericolosa. mostra-laspina2

Solo nella prima età imperiale, dopo alcuni interventi di bonifica, iniziò a ospitare delle ville patrizie, come quelle di Agrippina e Domizia. Le opere esposte testimoniano appunto questa estensione urbana, mentre la via Triumphalis e la via Cornelia venivano scelte per l’edificazione di monumenti funebri, dal Mausoleo di Adriano alle necropoli vaticane. Eppure, quei luoghi, destinati a diventare la sede della Chiesa, avevano avuto da sempre una ”forte valenza pagana – ha proseguito Presicce – con insediamenti di culti orientali, in particolare quello di Cibele”.

Bisogna aspettare il medioevo, invece, per lo sviluppo di una vera e propria area sacra, con chiese e monasteri. Nasce il Borgo, dal tedesco burgs, il modo in cui i pellegrini d’oltralpe chiamavano gli agglomerati, che nel IX secolo Leone IV trasforma in cittadella fortificata. E’ la Spina, chiamata così perché si incunea in quella parte della città, e nel Rinascimento diventa oggetto di una nuova trasformazione con i palazzi sfarzosi edificati per alti prelati e addetti alla Curia. Un altro passo è la realizzazione del Colonnato del Bernini a San Pietro (1657), quella meraviglia architettonica che è un abbraccio a credenti provenienti da tutta Europa. E che necessitavano di nuovi accessi. La Spina rimane per altri due secoli un problema per lo sviluppo urbanistico della città, fino ai Patti Lateranensi, dopo i quali, grazie a un accordo tra Pio XI e Mussolini, iniziarono nel 1936 le demolizioni tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo. Un plastico esposto per la prima volta, mostra quindi gli studi degli architetti incaricati, Piacentini e Spaccarelli, per trovare una soluzione. Che arriva soltanto nel 1950 con l’inaugurazione, in occasione del Giubileo, di via della Conciliazione.

Cristina Pantaleoni

Print Friendly, PDF & Email
Share.

Comments are closed.