Alitalia, Ministro Calenda: vendita o liquidazione

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(MeridianaNotizie) Roma, 26 aprile 2017 – Il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, ha comunicato ufficialmente a Vito Riggio, presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, la decisione del Cda della compagnia aerea di avviare la procedura per la nomina del commissario. L’Enac ha preso atto che, al momento, esistono le condizioni per il mantenimento della piena operatività di Alitalia, su cui l’Ente continuerà a mantenere la propria vigilanza istituzionale in base alla normativa europea vigente.Al Tg3, è il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a delineare gli scenari futuri di Alitalia. “La cosa più plausibile, viste le dichiarazioni del alitalia2Cda, è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di sei mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione. Se ci saranno aziende interessate a rilevarla è tutto da vedere, è prematuro a dirsi”. Sei mesi, aggiunge Calenda, anche perché l’Unione europea può dare l’ok a un aiuto pubblico per Alitalia “per un periodo di tempo limitato”, appunto “un orizzonte di sei mesi, a condizioni molto precise che vanno negoziate e che negozieremo sotto forma di prestito”. Si tratterà solo di un “ponte finanziario transitorio” e non di “una nazionalizzazione né di 5 anni di amministrazione straordinaria o di miliardi di euro di perdite”. Quanto ai lavoratori, “dipenderà molto dagli sbocchi che si troveranno nel corso dell’amministrazione straordinaria”. Ora non si può parlare di esuberi, spiega Calenda, ricordando che dopo la vittoria del ‘no’ al piano industriale nel referendum indetto dai sindacati “tutto è in discussione” e “si vedrà nei prossimi mesi”. La nazionalizzazione di Alitalia è esclusa anche dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, “Alitalia è un’azienda privata: ora dobbiamo aspettare la decisione degli azionisti, poi siamo pronti ad applicare la legge per tutelare i lavoratori” dichiara a SkyTg 24. Per il ministro, il ‘no’ al referendum da parte dei lavoratori di Alitalia “produce un problema di molto difficile soluzione che danneggia gli stessi lavoratori. Perché hanno votato no? Una miscela di elementi: la rabbia per essersi trovati ancora una volta in crisi, una critica al management per i risultati che non sono venuti, scarsa fiducia nel piano”.In una nota, James Hogan, numero uno del gruppo Etihad, parla di “voto profondamente deludente”. “L’accordo preliminare con i sindacati – aggiunge – era stato reso possibile e supportato dai leader degli stessi sindacati, dal management di Alitalia, dal primo ministro italiano e da tre ministri del governo, che avrebbero aiutato a mettere il futuro di Alitalia al sicuro”.Il voto di protesta rappresenta un brutto colpo anche per il governo, che si era molto esposto per il “si”, che parla di “sconcerto per la situazione”. Grossi guai pure per i sindacati, che hanno ricevuto un pugno in pieno volto dai dipendenti. Se dal settore dei piloti e degli assistenti di volo lo sgambetto al referendum veniva dato per scontato, nessuno si attendeva un pari trattamento da impiegati e operai di terra che hanno fatto la differenza sconfessando i sindacati tradizionali che dovranno ormai ripensare al proprio ruolo in azienda. A difesa dei dipendenti Alitalia si registrano invece le parole di Pier Luigi Bersani, ex ministro oggi esponente di Mdp. “Quando i lavoratori si esprimono non sono irresponsabili, sanno benissimo qual è la situazione. Evidentemente non credevano che quella ricetta avrebbe funzionato, e che se ne sarebbe riparlato di nuovo tra un anno o due. Il governo si preoccupi adesso che l’impresa non precipiti” e incontri azionisti e Cda per “trovare una traiettoria che tenga assieme l’assetto industriale di questa grande azienda”.Alitalia per la seconda volta nella sua storia procede quindi verso la liquidazione come nel 2008, quando Augusto Fantozzi fu nominato dal governo come traghettatore della società, nelle prossime ore, a partire da venerdì, inizierà l’iter per l’amministrazione controllata del gruppo.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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