Referendum Turchia: Erdogan vince di un soffio

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“La Turchia preso una decisione storica di cambiamento e trasformazione che tutti devono rispettare, compresi i Paesi che sono nostri alleati”, lo ha detto il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel suo primo discorso dopo la vittoria, con il 99% dei voti scrutinati nel Paese, il ‘sì’ si è imposto con il 51,35%, contro il 48,65%, secondo i dati diffusi dall’agenzia turca Anadolu. “La Turchia ha preso la sua decisione con quasi 25 milioni di cittadini che hanno votato sì, con quasi 1,3 milioni di scarto. È facile difendere lo status quo, ma molto più difficile cambiare”, ha detto ancora Erdogan, ringraziando i leader dei partiti che hanno sostenuto il ‘sì’ al referendum. “Voglio ringraziare ogni nostro cittadino che è andato a votare. È la vittoria di tutta la nazione, compresi i nostri concittadini che vivono all’estero. Questi risultati avvieranno un nuovo processo per il nostro Paese”, ha concluso il Presidente turco. Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso di discutere con gli altri leader politici la reintroduzione della pena di morte in Turchia, che potrebbe essere oggetto di un nuovo referendum. Lo ha detto arringando la folla dopo la vittoria di misura del ‘sì’ al referendum sul presidenzialismo. Forti polemiche sull’esito del voto. I due principali partiti d’opposizione hanno infatti denunciato senza mezzi termini “brogli” e “manipolazioni” del voto. Il capo della commissione elettorale turca ha detto che le schede senza timbro, contestate dall’opposizione, sono valide, e che già in passato sono state ammesse. Lo riferisce la Cnn turca. Le opposizioni, che sostenevano il No alla riforma costituzionale, hanno annunciato per oggi ricorsi ufficiali al risultato, che ha assegnato la vittoria al Sì al 51,41%. Comunque la Turchia resta spaccata in due. Come previsto dai sondaggi, il cruciale referendum costituzionale che blinda il ‘Sultano’ fino al 2034 finisce con un testa a testa.. A decidere la vittoria di Erdogan è stato ancora una volta lo zoccolo duro dei suoi sostenitori nell’Anatolia profonda, islamica e tradizionalista, mentre deludente è apparso l’apporto dei nazionalisti del Mhp, a loro volta spaccati sulla scelta referendaria.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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