Regione Lazio: contributi per il futuro di Castel di Guido

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regione lazio(MeridianaNotizie) Roma, 19 aprile 2017 – Castel di Guido è un’importante tenuta dell’agro romano di oltre 2.000 ettari, che ricade all’interno della Riserva Statale del Litorale Romano, di notevole interesse ambientale e produttivo, dove viene praticata la coltivazione biologica di cereali e di colture foraggere, l’allevamento di bovini maremmani, la produzione di carni DOP di vitellone della Maremma, di latte bio, di miele e olio. Per non disperdere questo enorme patrimonio la Regione Lazio, che è entrata nel possesso del bene nel mese di dicembre, ha sottoscritto un Accordo di collaborazione con l’ARSIAL, l’Università della Tuscia, Roma Capitale e il MIPAAF. In una nota la Regione Lazio comunica che oggi presso la Sala Tirreno si è tenuta la consultazione pubblica “Castel di Guido guarda al futuro” coordinata dagli assessori regionali Alessandra Sartore e Carlo Hausmann con i comitati, le associazioni e i soggetti interessati al tema della valorizzazione della Tenuta .Dai numerosi e diversi interventi della mattinata – tra gli altri, UILA, Legacoop Lazio, CGIL, Associazione sociale Arpa, Campagna romana bene comune, Agave Onlus, Confcooperative Lazio, Coldiretti Lazio, il consigliere regionale Fabio Bellini – oltre al ringraziamento all’amministrazione regionale per il lavoro svolto finora, è emerso l’intento comune nel fare sistema per il futuro della Tenuta. In particolare, si è riscontrata la volontà, sia dell’amministrazione regionale sia delle varie realtà che operano intorno a Castel di Guido, di trovare soluzioni gestionali unitarie nell’ottica della multifunzionalità di questo straordinario bene regionale; di puntare alla conservazione del capitale naturale e del metodo di coltivazione biologica; di valorizzare le risorse archeologiche; di dare spazio alle associazioni e ai servizi alle persone e di tutelare non solo l’occupazione attuale, obiettivo essenziale e condiviso, ma anche di aumentarla e incrementare l’indotto.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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