Alitalia, Montino: “non abbandoniamo asset strategico per tutto il Paese”

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montino(MeridianaNotizie) Roma, 5 maggio 2017 – Si è svolto ieri, presso i locali della mensa centrale del Leonardo Da Vinci alla presenza di lavoratori, sindacati, consiglieri e parlamentari di ogni schieramento politico, il Consiglio comunale straordinario di Fiumicino sulla crisi Alitalia. Il Consiglio ha preso atto che le misure e le decisioni adottate negli ultimi 10 anni per risollevare Alitalia sono fallite, fino all’abbandono dell’azienda in questa ultima fase. Tra i partecipanti i deputati e senatori Stefano Fassina, Fabio Rampelli, Barbara Saltamartini, Emiliano Minnucci, Marco Miccoli, Umberto Marroni, la consigliera di Roma capitale e della Città Metropolitana Agnese Catini, il consigliere della Città Metropolitana Marco Silvestroni. Nel corso della seduta consiliare è stata approvata all’unanimità una mozione che impegna il sindaco Montino a farsi portavoce presso il Governo di ogni iniziativa utile a delineare una strategia chiara e ricercare le soluzioni più idonee in modo da definire un progetto di rilancio e ristrutturazione di Alitalia che preveda anche il ricorso alle aziende partecipate dello Stato e la ricerca di partner impegnati nel settore del trasporto aereo. E a continuare le interlocuzioni con le istituzioni locali e parlamentari, con i Ministri interessati e i Commissari appena nominati, per avere l’occasione di dare il proprio contributo al progetto di rilancio di Alitalia evitando i licenziamenti e valutando tutte le soluzioni utili a scongiurare lo smembramento o il fallimento dell’azienda. Nella mozione approvata si legge che il Consiglio comunale rimane convinto che la via migliore sarebbe stata quella di proseguire attraverso una ricapitalizzazione da parte degli operatori esistenti in modo da garantire la normale operatività sul mercato. E questo anche per assicurare l’ingresso di Alitalia nell’alta stagione in regime ordinario e per un tempo sufficiente a trovare soluzioni manageriali e una prospettiva duratura all’azienda; ritiene che la posizione assunta dall’Assemblea degli Azionisti di Alitalia che attribuisce ai dipendenti, dopo l’esito del referendum, l’impossibilità dell’attuazione del rilancio e della ristrutturazione della società sia inaccettabile e costituisca un tentativo di deresponsabilizzare i veri artefici della crisi; auspica che i tre commissari nominati dal Governo si prefiggano esclusivamente l’obiettivo di creare le condizioni per un vero rilancio produttivo in modo da uscire dalla crisi in atto. Il Consiglio comunale ritiene altresì che i costi che incidono maggiormente sullo stato di crisi siano fondamentalmente riferibili alle maggiori spese per il carburante, le manutenzioni, il leasing per gli aeromobili e altri servizi e non quelli relativi all’occupazione: il costo del lavoro è allineato a quello delle altre grandi compagnie aeree come Air France e Lufthansa. “Il Comune di Fiumicino non può girare la testa dall’altra parte davanti a questa situazione – sottolinea il sindaco, Esterino Montino – Il 9 maggio sarò ricevuto in audizione in Senato e il prossimo 16 maggio alla Camera. Buona parte dei lavoratori che rischiano il licenziamento sono cittadini del Comune di Fiumicino, del litorale e del quadrante ovest di Roma Capitale e quindi c’è un interesse diretto dell’Amministrazione considerate le pesanti ripercussioni sul territorio che questi licenziamenti provocherebbero e il dramma sociale ed economico che ne deriverebbe, anche sull’indotto. Il Consiglio comunale ha presentato e approvato una propria proposta che prevede l’intervento delle grandi aziende partecipate dello Stato: Leonardo Finmeccanica, Eni e Ferrovie dello Stato in quanto attinenti e sinergiche alla missione di Alitalia. Siamo convinti della validità di questa proposta per uscire dalla crisi ma siamo pronti a valutare ogni soluzione che entri nel merito delle questioni e sia lontana da qualsiasi posizione ideologica. Vanno contenuti i costi ed eliminati gli sprechi attraverso una politica industriale di alto livello. Non vorremmo che qualcuno attendesse l’ulteriore fallimento di Alitalia in modo da creare le condizioni per una vendita frazionata del patrimonio più remunerativo della compagnia aerea italiana”.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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