Frascati, l’intervista di Daniele Di Mario a Lucia Santoro del M5S

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(MeridianaNotizie), Roma, 26 maggio 2017 – Ieri sera a Frascati, in un incontro pubblico, Lucia Santoro( candidata a sindaco per il Movimento 5 Stelle) ha rilasciato un intervista a Daniele Di Mario, giornalista del quotidiano Il Tempo. La riportiamo fedelmente.

Innanzitutto la ringrazio per aver accettato di rilasciare quest’intervista. Per cominciare le chiederei: chi è Lucia Santoro e per quale motivo ha deciso di intraprendere questo percorso?

Ho 49 anni e sono avvocato. Svolgo attività professionale a Frascati, dove sono titolare di uno studio. Sono sposata e ho una figlia di 20 anni. Non sono nata a Frascati, però ho scelto di viverci e lavorarci. Ho aderito al Movimento 5 Stelle nel 2009, quando il gruppo ha iniziato ad essere presente sul territorio e ho vissuto sia la campagna elettorale del 2009 sia quella del 2014, quando siamo riusciti ad eleggere un Consigliere in Comune. In quel momento, oltre alla vigilanza sul territorio, abbiamo iniziato la vera attività politica nelle istituzioni: la preparazione di mozioni, interrogazioni e interpellanze che ci hanno dato modo di conoscere più a fondo i problemi dei cittadini e il funzionamento della macchina amministrativa. Da qui nasce la mia candidatura a sindaco di oggi, perché considerate le mie competenze professionali, ho spesso supportato il consigliere comunale (Emanuele Dessì ndr), anche se il lavoro di tutto il gruppo non è mai venuto meno.

Contro di lei ci sono alcuni personaggi che hanno maggiore esperienza della gestione della cosa pubblica e della gestione del “potere”. Agli occhi della cittadinanza reputa di essere credibile, dal momento che non ha questo tipo di background?

È vero, non ho quel tipo di background, ma la mia e la nostra presenza è stata assidua sia sul territorio sia all’interno del Consiglio comunale. Forse alcuni non sanno che insieme agli altri attivisti siamo stati sempre presenti nei consigli comunali, insieme al nostro consigliere. L’opposizione che abbiamo condotto è stata sempre a sostegno dei cittadini, specialmente dei più deboli: penso alla mozione sul baratto amministrativo, che è stata approvata e di cui ho curato personalmente il regolamento, ma che è finita in un cassetto. Penso anche alle nostre mozioni sull’acqua pubblica, il piano antenne e tante altre. Abbiamo cercato di essere collaborativi, all’inizio, con il partito di maggioranza; volevamo lavorare sui temi, ma col passare dei mesi è diventato evidente che l’attività amministrativa era completamente ferma e siamo passati ad un’opposizione più dura. Tornando alla sua domanda, è vero, non ho mai rivestito cariche politiche sino ad ora ma i cittadini possono già valutarmi dalle battaglie politiche che ho svolto negli anni.

Frascati è uno di quei comuni “cintura”, confinanti con Roma e oggi soffre un’emergenza importante, l’emergenza rifiuti. C’è chi parla di un allarme simile a quello che ha colpito Napoli qualche Anno fa. Dalla Città metropolitana, amministrata da quello stesso Sindaco Raggi che governa Roma, è stata inviata una lettera a tutti i Comuni per individuare siti idonei ad ospitare impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti. Qual è la sua posizione in merito, posto che Frascati per morfologia del territorio e anche per patrimonio culturale non corre il rischio di ospitare eco-mostri?

Domenica scorsa siamo scesi in piazza perché il PD frascatano, nei giorni precedenti, aveva affisso dei manifesti per una raccolta firme contro una fantomatica discarica che la Città metropolitana avrebbe, a loro dire, programmato nella zona di Castelli.

Sappiamo per certo, perché abbiamo avuto contatti con la città metropolitana, che la lettera che era arrivata ai diversi Comuni era una lettera dovuta, e rientrava nelle attività di vigilanza della città metropolitana nella lavorazione del piano rifiuti. Eravamo quindi in piazza per spiegare ai cittadini che quella raccolta firme era solo un pretesto del Pd ai fini della campagna elettorale; volevamo rassicurare quanti si fossero inutilmente allarmati.

Il PD ha fatto intervenire le autorità di Polizia e ci hanno fatto sgombrare. In realtà, i fatti ci hanno dato pienamente ragione perché proprio oggi Virginia Raggi ha smentito la possibilità che nella zona dei castelli potesse sorgere un qualsiasi di tipo di discarica.

Questo Comune è uno dei più ricchi della provincia di Roma; vi abitano professionisti, imprenditori del ceto medio e alto. A questo tipo di blocco sociale lei cosa sente di dire? Quale dialogo una sua eventuale amministrazione può instaurare con questa parte della società così importante dal punto di vista della visibilità, del reddito e della capacità di influenza sulla classe dirigente locale?

Le nostre azioni sono tipicamente a tutela degli interessi dei più deboli però noi vogliamo rassicurare il ceto medio. Assicureremo tutti i servizi essenziali come la sicurezza, il decoro urbano, il verde pubblico e tuteleremo l’intera città, che dovrà diventare efficiente. Ovviamente, per fare ciò abbiamo bisogno di copertura finanziaria. Andremo ad agire sul bilancio per ridurre gli sprechi e quello che riusciremo a recuperare verrà tutto investito in questo tipo di azioni.

Prima ha parlato di azioni di governo incentrate sulle categorie più deboli, su quelle fasce più disagiate usando un termine che può apparire poco elegante. Oggi si parla molto di welfare di comunità, di presa in carico dei soggetti deboli, come gli anziani o i disabili (non solo i disabili permanenti ma anche quelli temporanei come chi ha avuto un incidente stradale e si ritrova a letto o in fase di riabilitazione ma è comunque a carico della famiglia). Da questo punto di vista, per quanto riguarda il welfare di comunità, quale sarà la sua azione amministrativa?

La nostra azione sarà determinata. Dall’ultimo DUP (documento unico di programmazione) di Frascati emerge che nel bilancio previsionale i fondi stanziati per il sociale sono pari a zero. Per quanto riguarda il sociale, Frascati ha un’antica tradizione e ha sempre investito per il sociale; ora invece, grazie alle recenti amministrazioni, purtroppo non ci sono più fondi. La settimana scorsa sono andata in una cooperativa molto nota qui a Frascati dove c’è un progetto che si chiama Filo d’Argento: si prende cura di sedici persone anziane che vivono da sole o perché hanno i figli lontani o perché non hanno figli. Questo progetto fino ad un mese fa era finanziato in parte dal Comune di Frascati con un contributo annuo di €17.000 (quindi proprio una sciocchezza) e permetteva a queste signore di passare 2 giorni a settimana presso la cooperativa con un’operatrice con la quale svolgevano attività ricreative. Purtroppo oggi la situazione è tale che il comune non ha nemmeno €17.000.

Noi agiremo in favore delle categorie più deboli. Riorganizzeremo la macchina amministrativa per risparmiare sul suo funzionamento e tutto quello che riusciremo a recuperare andrà a coprire queste spese che secondo me sono fondamentali e importanti.

Prima ha parlato di problemi finanziari legati all’amministrazione e al bilancio comunale. Gli ultimi governi sia nazionali che regionali, sia di destra che di sinistra, sia governi tecnici di coalizione, hanno sostanzialmente tagliato i trasferimenti ai comuni sia per quanto riguarda le finanziarie nazionali sia per quanto riguarda le finanziarie regionali. Oggi sostanzialmente l’unica fonte di sostentamento per i comuni sembra essere a questo punto l’Europa. Lei crede veramente che si possa realizzare il programma di cui ha parlato esclusivamente tagliando gli sprechi? O forse bisognerebbe fare un passo in più verso Bruxelles, cercando di ottimizzare le occasioni che da Bruxelles? E come? E qual è il ruolo che secondo lei deve svolgere L’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, visto l’atteggiamento abbastanza critico che altre sue – magari future – colleghe come Raggi e Appendino hanno intrapreso nei confronti dell’ente?

La nostra azione sarà quella di ridurre gli sprechi. La settimana scorsa abbiamo presentato quelli che saranno i nostri futuri assessori e delegati e anche lo staff del sindaco. Tra i delegati compare anche la delegata ai fondi europei. Abbiamo individuato una professionista, esperta di progettazione che si interesserà dell’accesso ai fondi. Abbiamo anche intenzione di istituire all’interno del comune un apposito ufficio con personale formato che possa essere di ausilio alle imprese che voglio accedere ai fondi europei. Non solo: abbiamo preso contatti con la comunità scientifica – qui a Frascati ci sono dei centri di ricerca – e con il professor Mazzitelli, il presidente di Frascati Scienza, intendiamo creare un tavolo di lavoro permanente che consenta l’accesso ai fondi europei a diversi soggetti che possono essere privati, enti pubblici e anche enti di ricerca. Per quanto concerne l’ANCI, ritengosi debba ragionare in un’ottica di coesione, inclusione e collaborazione, mirando a mettere gli enti locali nelle condizioni per garantire il meglio alla cittadinanza. Purtroppo, a causa delle decisioni prese negli ultimi anni dai governi nazionali, i Comuni riscontrano sempre maggiori difficoltà, privazioni ed ostacoli nella propria attività amministrativa. Auspichiamo pertanto di poter lavorare insieme per invertire tale tendenza.

L’Italia è particolarmente in ritardo per quanto riguarda l’ambito infrastrutturale, soprattutto per quelle infrastrutture legate alle nuove tecnologie. Questo vale per tutto il paese, vale per la sua capitale e vale anche per i comuni della città metropolitana. Cosa può fare l’amministrazione per cercare di ridurre quello che viene in gergo chiamato Digital Device?

Noi incentiveremo questo tipo di servizio, che attualmente è un disastro. Quando ce ne siamo serviti in questi anni abbiamo notato che quando si vanno a cercare le delibere, i regolamenti, etc., è davvero difficile individuarle. Non c’è una catalogazione chiara degli atti. Riteniamo che orientarci verso la digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi possa migliorare l’efficienza e la funzionalità dell’ente pubblico, assicurando allo stesso tempo una maggiore accessibilità per i cittadini, ed una maggiore trasparenza su dati, documenti, processi decisionali e sulla situazione del Comune. Non riusciremo a farlo in tempi brevi, perché per poter realizzare la digitalizzazione di tutti i servizi, avremo bisogno di recuperare i fondi necessari, vista la disastrosa situazione del bilancio. Quindi penseremo prima a quelle che sono le priorità per i cittadini, poi a questo tipo di servizio, che per noi resta importante e da mettere in atto non appena la situazione ce lo permetterà.

Le cronache attuali, locali e nazionali, raccontano ogni giorno di problemi sia legati alla sicurezza sia all’immigrazione. Spesso i due temi vengono accostati in maniera strumentale per motivi di polemica politica. Altre volte vengono accostati perché l’immigrazione in alcuni casi genera insicurezza. Qual è l’atteggiamento di un’amministrazione 5 stelle verso questi temi?

Il problema della sicurezza è molto molto sentito qui a Frascati. Fino a circa un mese fa, era avvertito quasi solo in periferia dove i ladri hanno modo di agire con più facilità con furti e rapine; di recente invece ci sono stati degli episodi anche in centro città, addirittura nella Sacrestia della Chiesa Centrale e nell’ufficio del Commissario Straordinario, quindi nell’ufficio comunale. Non a caso qualche giorno fa il Commissario ha fissato un incontro con tutte le forze di Polizia in un quartiere periferico per tranquillizzare i cittadini che sono davvero disperati a causa dell’aumento dei furti. Il nostro progetto prevede un coordinamento maggiore tra le forze di Polizia e un potenziamento della Polizia Municipale con un prolungamento dell’orario di lavoro. Ad oggi la Polizia Municipale ha un orario di lavoro ridotto che termina alle 20:00. A Frascati, il sabato e i mesi estivi sarà necessario prolungare necessariamente l’orario di lavoro. Abbiamo anche intenzione di costruire una rete di telecamere unificate che, insieme alle telecamere di privati, possano in qualche modo aiutare i cittadini a stare più tranquilli.

Parlavamo prima di Frascati come di una città “ricca”. È chiaro che oggi viviamo una rivoluzione industriale in controtendenza rispetto a quelle dei secoli passati. Viviamo una rivoluzione industriale che non crea né trasforma posti di lavoro ma li elimina: la risposta del Movimento 5 Stelle come proposta di politica nazionale è il Reddito di Cittadinanza. Calandoci nella dinamica locale, per creare occupazione e tamponare una emergenza occupazionale che si sente anche nei Comuni più benestanti, qual è l’indirizzo politico che seguirà la sua amministrazione?

Penso che per la città di Frascati il turismo possa essere un volano per l’economia. Abbiamo delle risorse incredibili che non sono state sfruttate al meglio in questi anni. Abbiamo le Ville che sono beni storici e archeologici; abbiamo i centri di ricerca che ancora una volta possono interagire e creare un turismo più di nicchia rispetto al “mordi e fuggi” del fine settimana. Abbiamo l’enogastronomia, quindi il vino di Frascati, che è un vino DOC. Abbiamo intenzione anche in questo caso di creare un tavolo di lavoro dove tutti i soggetti interessati possano scambiarsi le loro idee e creare una rete, in maniera da elaborare un progetto organico che porti più turismo a Frascati.

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