Il blitz di Greenpeace a San Pietro

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meridiana trump(MeridianaNotizie) Roma, 24 maggio 2017 – Una scritta a lettere cubitali proiettata sul ‘Cupolone’: “Planet Eeart First”. Blitz di Greenpeace nel giorno della visita di Donald Trump a Roma. Gli attivisti ecologisti lo hanno messo in atto ieri sera dopo essere arrivati a bordo di un mezzo in via della Conciliazione, altezza di via della Transpontina. Qui hanno proiettatao sulla cupola della basilica il loro messaggio al presidente degli Stati d’Uniti d’America. Come spiega la Questura, gli agenti della Polizia di Stato, tenuto conto della non pericolosità dell’iniziativa, hanno tollerato e tenuto sotto controllo, solo per pochi istanti, per poi procedere a loro carico, previa identificazione (8 attivisti) di tutti i presenti. “AMERICA FIRST” – Greenpeace ha poi spiegato il senso del messaggio al presidente Trump: “La nostra risposta al motto di Trump “America First”. Prima il pianeta Terra! Lo abbiamo detto chiaramente, proiettando il nostro messaggio sulla cupola della Basilica di San Pietro stasera, alla vigilia dell’incontro tra Papa Francesco e Donald Trump”. Un messaggio chiaro, quello di Greenpeace, con gli ambientalisti che spiegano ancora: “Il presidente degli Stati Uniti ha abolito numerose misure per la protezione del clima, per favorire le aziende petrolifere e del carbone, ma i cambiamenti climatici sono la minaccia che più tocca la nostra generazione e Trump non può sfuggire a questa responsabilità rinnegando l’impegno che gli Stati Uniti hanno preso a Parigi”. “Quello che vogliamo ricordare a Trump prima dell’incontro con il Papa è molto semplice: la sua priorità devono essere le persone e il pianeta, non il profitto di chi inquina. È assurdo fermare la transizione, che deve invece essere accelerata, verso fonti di energia pulita. Nella prima enciclica sull’ambiente “Laudato Si’ sulla cura della casa comune” – spiega ancora Greenpeace – promulgata il 18 giugno 2015, lo stesso Papa Francesco identificava la lotta ai cambiamenti climatici come priorità, affermando anche che “i combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas – devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi”. Greenpeace conclude: “Nelle prossime settimane Trump deciderà se gli Stati Uniti continueranno o meno ad essere parte dell’Accordo di Parigi sul clima, un patto storico in cui quasi 200 Paesi si sono impegnati a contenere il riscaldamento del pianeta entro 1,5 gradi Celsius. Trump dovrebbe ricordare che anche il 71% degli americani chiede che gli Usa non si tirino indietro. In vista del G7 che si apre giovedì a Taormina, Greenpeace chiede anche un impegno chiaro di tutti gli Stati per dare piena attuazione all’Accordo di Parigi”.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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