Zingaretti all’aula: “La sanità del Lazio è fuori dal tunnel”

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zingaretti 2(MeridianaNotizie) Roma, 5 maggio 2017 – “La sanità del Lazio non produce più un euro di disavanzo”. E’ quanto ha annunciato il presidente della Regione Lazio, nonché commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit sanitario, Nicola Zingaretti, ascoltato dal Consiglio regionale, all’uopo convocato in seduta straordinaria su richiesta di alcuni consiglieri di opposizione. Dai quasi due miliardi di euro di disavanzo del 2007- 400 euro sulla testa di ogni cittadino del Lazio con un’offerta di cure giudicata dal governo insufficiente -, si è passati ai 164 milioni del 2016, la metà dell’anno precedente (333 milioni di disavanzo nel 2015), ma con un margine operativo positivo: il rapporto ricavi-costi è di più 137 milioni di euro, al netto delle partite finanziarie. Insomma, secondo il commissario ad acta i conti sono a posto e presto si dovrà pensare a una nuova governance della sanità, fuori dal regime commissariale. “Dopo un’approfondita valutazione sui numeri e sui dati dell’erogazione dei servizi dei livelli essenziali di assistenza, il ministero dell’Economia e il ministero della Salute hanno certificato che la sanità del Lazio è finalmente uscita dal tunnel e si apre una fase nuova”, ha dichiarato Zingaretti, riferendosi all’esito dell’ultimo tavolo tecnico di verifica del piano di rientro e di controllo del piano di rientro dal deficit che si è svolto lo scorso 29 marzo. “A raggiungere questo traguardo di oggi – ha proseguito Zingaretti – hanno contribuito tutte le amministrazioni precedenti a questa, di centrodestra e di centrosinistra, e nel corso di questi quattro anni le forze politiche delle opposizioni”. Oltre al controllo dell’andamento della spesa a ripianare il disavanzo ha contribuito l’aumento delle entrate, dovuto all’adeguamento dei fondi destinati alla popolazione assistita in virtù del riconoscimento della crescita demografica avvenuta negli ultimi anni, e una dinamica di diminuzione della spesa sanitaria. Nel periodo 2010-2015 c’è stato un trend di diminuzione pari almeno al 3,5 per cento. Nello stesso periodo lo stesso trend a livello nazionale è stato del meno 1,2 per cento. Per il terzo anno consecutivo il disavanzo del Lazio è dunque al di sotto del 5 per cento del totale del fondo sanitario regionale: è questa una delle condizioni poste dal Piano di rientro, per aprire la fase di uscita. “Siamo dunque nelle condizioni che dovrebbero portare a una prospettiva di alleggerimento della pressione fiscale – ha dichiarato Zingaretti -, un processo questo iniziato con alcuni tagli dell’addizionale regionale Irpef previsti dalla legge di stabilità 2017 e con l’abolizione del ticket aggiuntivo regionale, a partire dal primo gennaio di quest’anno”. Resta da lavorare per diminuire le liste d’attesa, estendendo gli orari di strutture e laboratori, coinvolgendo i medici di base nelle prenotazioni delle visite specialistiche e ponendo limiti all’attività intramoenia in quelle aziende sanitarie in cui i tempi di attesa per le attività istituzionali saranno inferiori a quelli fissati dalla programmazione regionale. All’intervento del commissario ad acta è seguito il dibattito. In più di un intervento le opposizioni hanno voluto sottolineare che se è vero che il disavanzo è decresciuto, è altrettanto vero che ciò è avvenuto soprattutto grazie all’aumento dei fondi nazionali dovuto al riconoscimento della crescita demografica del Lazio. La relazione del presidente della Regione ha risposto solo a criteri di marketing politico da campagna elettorale. Secondo le opposizioni inoltre i cittadini del Lazio sono costretti a subire una politica scriteriata di tagli a tutti i livelli – reparti, posti letto, prestazioni e personale -, incontrando disagi e disservizi di ogni tipo, come i lunghi tempi delle liste d’attesa e il blocco delle ambulanze.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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