Legge elettorale, sms ai deputati M5s: “Votate con lʼindice e filmatevi”

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(MeridianaNotizie) Roma, 8 giugno 2017 – Il M5s ribatte alle accuse di avere franchi tiratori all’interno del gruppo alla Camera che potrebbero affossare l’accordo sulla legge elettorale. Tutti i deputati pentastellati hanno ricevuto un sms sul loro telefonino in cui si invitava a filmare il proprio voto a scrutinio segreto per fugare ogni dubbio sulla loro trasparenza. Un ordine di scuderia che ha lasciato perplessi non pochi portavoce. Intanto i franchi tiratori sono andati a segno. Un emendamento di Forza Italia alla legge elettorale è passato contro il parere non favorevole della commissione: dai banchi del M5s si è urlato “Libertà, libertà”. Rosato (Pd): “M5s dimostra che la sua parola non vale nulla” – “Oggi il M5s ha dimostrato che la sua parola non vale nulla”, ha commentato il presidente dei deputati Pd, Ettore Rosato, aggiungendo: “La legge elettorale va fatta, condannando i franchi tiratori e chiedendo una sospensione della seduta”. M5s: “Responsabilità di Pd e maggioranza” – “Pd e maggioranza non devono neanche pensare lontanamente di addebitarci la responsabilità. Hanno oltre 300 deputati, se c’è qualcuno responsabile sono loro”. E’ quanto ha dichiarato il portavoce pentastellato Danilo Toninelli, sottolineando che “l’emendamento passato era un emendamento di giustizia per non consentire che il Trentino Alto Adige diventasse un feudo del Pd. E’ stato giusto farlo passare”. Speranza (Mdp): “E’ un’azione illegale” – L’idea dei deputati 5 Stelle di filmare con i telefonini i voti sulla legge elettorale “è una cosa illegale che non si può fare. Chiederemo alla Boldrini di far rispettare fermamente le leggi”. Lo ha detto il coordinatore di Mdp, Roberto speranza, aggiungendo: “Non si può immaginare che i parlamentari siano fantocci teleguidati da fuori”. Boldrini: “Responsabilità sul voto segreto” – Appresa l’intenzione dei pentastellati, il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha fatto appello alla “responsabilità dei singoli deputati” affinché non filmino il loro voto segreto e non lo divulghino. Si è aperta dunque all’insegna delle tensioni tra i partiti la seconda giornata di votazione sulla legge elettorale alla Camera, dopo un mercoledì in cui il “treno” ha rischiato di deragliare a causa della minaccia di una possibile defezione dei deputati pentastellati. Sensazione poi rientrata nei successivi passaggi in Aula, che però hanno confermato le tensioni fra M5s e Pd. Il treno della legge elettorale – La metafora del “treno” della legge elettorale era stata proposta da Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), ma in tarda mattinata è apparsa evidente la frenata, con lo slittamento della riunione del Comitato dei Nove (l’organismo ristretto che prepara i lavori d’Aula) a dopo il voto delle pregiudiziali presentate dai piccoli partiti contro il provvedimento.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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