Eur, no alle nuove residenze nell’ex Velodromo: “Pronti alle barricate”

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(MeridianaNotizie) Roma, 6 giugno 2017 – Cosa fare dell’area che ospitava l’ex Velodromo olimpico dell’Eur? Ogni tanto se ne torna a discutere, avanzando delle proposte che hanno il pregio di non essere mai scontate. Dalla “Città dell’acqua” di veltroniana memoria, al polo di servizi che, insieme ai grattacieli, voleva realizzarvi una parte del centrodestra di Alemanno. Fino al laghetto dei cigni proposto da Pierluigi Borghini, ex numero uno di via Ciro il Grande.Tante diverse progettualità che hanno contribuito ad alimentare il dibattito politico e ad alimentare i commenti della società civile. L’ultima proposta presentata dal nuovo amministratore delegato di Eur SpA, rispetto al passato, prevede una netta trasformazione urbanistica. L’area, rimasta orfana del fatiscente velodromo olimpico, potrebbe finire con l’ospitare una nuova zona residenziale. Opzione della quale l’istituzione locale non è ancora al corrente. “Per ora dispongo solo delle informazioni apprese sulla carta stampata” conferma il presidente del Municipio IX Dario D’Innocenti. Il progetto, già presentato alla maggioranza capitolina, prevede la realizzazione di circa ventimila metri quadrati di abitazioni. Il dieci per cento dei quali potrebbero essere destinati all’edilizia popolare. La proposta di Eur SpA, in attesa di essere commentata dall’amministrazione locale, è stata immediatamente contestata da alcuni cittadini. “Per me è semplicemente inaccettabile e, contro questa iniziativa, siamo pronti a dare battaglia – dichiara Paolo Lampariello, presidente dell’Associazione Ripartiamo dall’Eur – il nostro quartiere è caratterizzato da un’urbanistica consolidata e di pregio e quindi verrebbe depauperato dall’eventuale inserimento d’abitazioni di tipo popolare. Ma anche a prescindere da questo, io non vorrei mai che un’area destinata allo sport, fosse improvvisamente ripensata per ospitare nuovi appartamenti. Restiamo fedeli a quanto previsto nel piano regolatore: Eur SpA, non può fare ogni volta quello che gli pare”. Per ora le differenti proposte, anche quando hanno trovato il consenso della maggioranza capitolina, si sono dovute fermare difronte alle stringenti condizioni poste dal Piano Regolatore. L’argine potrebbe tenere anche in quest’occasione. Di certo, in questa lunghissima querelle che ha attraversato ormai quattro diverse amministrazioni comunale, resta solo una certezza. La necessaria riqualificazione di un’area lasciata per troppi anni nel totale degrado.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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