Roma, scontro Raggi – Morassut

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(MeridianaNotizie) ROma, 11 luglio 2017 – “Tante chiacchiere e zero sostanza”, questo il commento a caldo del vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, Roberto Morassut, che insieme ai membri della commissione ha interrogato il sindaco di Roma, Virginia Raggi, sullo stato della Capitale dopo oltre un anno di amministrazione della sua giunta. “Bisogna sedersi a un tavolo e rivedere il calcolo del debito – ha detto Morassut aprendo il suo intervento – perché oggi non è pensabile gestire una città con questa spada di Damocle”. L’ex assessore all’Urbanistica della giunta Veltroni ha poi parlato dell’emergenza rifiuti e del nuovo piano del Campidoglio: “L’emergenza rifiuti, in alcune zone periferiche, è ormai inaccettabile. Il piano dell’Ama, che prevede di arrivare al 70% di differenziata entro il 2021, potenziando il porta a porta, riducendo però di due terzi gli investimenti sull’impiantistica. Come ritenete di potenziare la differenziata senza nuovi investimenti e senza prevedere nuovi impianti? Mi sembra un piano campato in aria”. E ancora, sui trasporti: “Entro il prossimo anno dovrete scegliere se mettere a gara il servizio, lo farete oppure no? E se invece deciderete di gestirlo in house, qual’è il piano?”. Sugli appalti per il rifacimento stradale, pubblicizzati alla stregua di una ‘grande opera’ negli ultimi mesi, il parlamentare dem ha contestato i numeri: “Tanti proclami ma non avete progetti ne appalti pronti per i tre milioni – pochi – messi in bilancio sulla grande viabilità”. Anche su campi rom e roghi tossici – ha spiegato Morassut – in bilancio non c’è nulla. Ma l’affondo più pesante arriva sul nuovo progetto dello Stadio della Roma: “Vorrei chiedere alla sindaca e all’assessore all’Urbanistica se sul progetto di Tor di Valle, spogliato di opere pubbliche, è rispettato l’articolo 16 comma d ter del testo unico per l’edilizia dpr 380 del 2001 e successive modificazioni che prevede un “Contributo straordinario” di chi costruisce. Sono contento delle vostre tante citazioni del Nuovo Piano Regolatore, malgrado sia stato oggetto di tanti proclami in campagna elettorale. Tuttavia, non è assolutamente chiaro come vogliate attuarlo e quali progetti e stanziamenti siano stati messi in campo, dalle centralità ad opere come, appunto, lo Stadio della Roma, dove c’è un chiaro vuoto comunicativo sul progetto approvato”, ha concluso Morassut. “La bonifica dei cumuli di rifiuti dai quali si sprigionano roghi tossici la faccio anche oggi ma le bonifiche straordinarie non rientrano nel contratto di servizio di Ama. Noi stiamo intervenendo per modificare il perimetro del contratto, ma al momento sono interventi extra tari, e il ritiro dei rifiuti combusti costa di più. Io posso anche chiedere ad Ama le bonifiche straordinarie, e Ama mi dice: se mi paghi lo faccio. Noi abbiamo pagato 30 milioni di euro l’anno per i campi rom, io quei soldi non me li trovo in tasca, come le faccio le bonifiche?” “La legge di Roma Capitale non è sufficiente – ha replicato Virginia Raggi – secondo voi tre milioni di cittadini possono pagare servizi per quattro milioni e mezzo di persone? A Roma c’è tutto: uffici, manifestazioni. Quando si dice bonifiche subito io ringrazio, la farei anche oggi, ma forse non tutti sanno che l’attuale contratto di servizio con Ama non le prevede”. E ancora, “I debiti che le amministrazioni precedenti ci hanno scaricato sulle spalle rendono quasi impossibile lavorare”. Il sindaco ha poi sbottato: “Questa è una commissione sulle periferie, non credo sia la sede per discutere dei piani industriale di Ama e Atac”. La frase ha scatenando una forte contestazione da parte dei membri della commissione.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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