Il dolore insopportabile del Fuoco di Sant’Antonio, per evitarlo basta il vaccino

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(MeridianaNotizie) Roma, 20 settembre  – Un dolore severo, insopportabile, un’esperienza difficile. Questo è il vissuto dei pazienti con nevralgia post-erpetica emerso da un’indagine realizzata da DoxaPharma per MSD Italia. La ricerca ha coinvolto oltre 200 persone tra i 60 e i 70 anni colpite da questa patologia, principale complicanza dell’herpes zoster o più comunemente conosciuto come Fuoco di Sant’Antonio, che colpisce in Italia il 20% dei pazienti, pari a circa 30mila soggetti.

Si tratta di una patologia, della durata media di 5 o 6 mesi, con un grande impatto sulla qualità di vita di chi ne è colpito e che compromette l’attività lavorativa e le normali attività quotidiane. Caratterizzata nella sua fase acuta da un dolore persistente e di elevata intensità, la nevralgia post-erpetica comporta di conseguenza un forte impatto sulla quotidianità: oltre il 40% del campione dichiara che il dolore provato ha compromesso la sua vita professionale, con una perdita di circa 13 giorni lavorativi. Inoltre il 55% degli intervistati ha sottolineato che nella fase più acuta non è stato più in grado di gestire autonomamente diverse attività quotidiane. 

“La nevralgia post-erpetica è una complicanza frequente dell’infezione da herpes zoster – dichiara Sandro Giuffrida, Direttore della UOC di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria – Peraltro questo dolore ha la sua particolarità di essere molto resistente alle comuni terapie antalgiche: solo un paziente su due riferisce infatti un’attenuazione del dolore a seguito dell’utilizzo dei farmaci. Per questo è determinante il ruolo della prevenzione.”

“Il contributo del Medico di Medicina Generale rispetto alla vaccinazione contro  herpes zoster è fondamentale – spiega Tommasa Maio, medico di medicina generale, responsabile area vaccini FIMMG – dal momento che è in grado di individuare più facilmente i soggetti a rischio e può fare un’azione di avvicinamento e consapevolezza laddove sussista una resistenza dei pazienti verso la vaccinazione, oltre che di educazione, dando loro informazioni necessarie sul vaccino.”

“E’ fondamentale veder tutelato e rispettato il diritto a non soffrire inutilmente, evitare il dolore e le sofferenze non necessarie – dichiara Sabrina Nardi, direttore coordinamento nazionale delle associazioni di malati cronici presso Cittadinanza onlus – il dolore deve essere prevenuto quando possibile, riconosciuto e trattato negli altri casi perché riguarda la qualità della vita della persona e la qualità dell’assistenza e delle cure erogate.”

Teresa Ciliberto

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