Fake News in medicina, Di Stefano:istituzioni adottino tecniche di intervento per la tutela della salute

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FAKE NEWS IN MEDICINA. DI STEFANO: ISTITUZIONI ADOTTINO TECNICHE DI INTERVENTO PER LA TUTELA DELLA SALUTE

(MeridianaNotizie), Roma, 12 ottobre 2017. “Possiamo affermare che sono sempre dannose, ma il loro potenziale negativo aumenta a dismisura se riguardano il campo della salute: sono le fake news, cioè le notizie false o falsificate ad arte, che rimbalzano e proliferano in maniera esponenziale soprattutto sul Web, al quale, secondo un recente sondaggio, nove italiani su dieci affidano domande e ansie relative a possibili patologie. La questione non è solo scientifica, ma incrocia il piano etico in quanto fonti inquinate impediscono al cittadino medio di formarsi un’opinione valida su argomenti spesso delicati. È grande la responsabilità delle istituzioni pubbliche, che devono essere animate da buoni propositi nell’interesse dei cittadini, ma devono anche sviluppare tecniche di analisi e di intervento specialmente nell’ambito della tutela della salute”. Ha dichiarato Nicola Di Stefano, Giornalista, Esperto di comunicazione durante un Workshop a Roma sul tema: “Le fake news in Medicina”.“Non è sufficiente smentire, bisogna proporre la verità. In particolar modo nei social network dove alcuni algoritmi permettono con facilità di alimentare e diffondere le fake news. Le agenzie educative, i media e il servizio pubblico giocano un ruolo determinante. Spesso infatti le fake news in medicina fanno leva sull’illusione di trovare soluzione a ogni desiderio e l’incapacità di accettare la finitezza della vita, o il limite. Quando si trova davanti a problemi complessi il cittadino è portato a cercare scorciatoie. Ecco perché i media hanno grandi responsabilità nel non alimentare notizie false”. Ha proseguito Nicola Di Stefano nel mettere in guardia contro questo consolidato fenomeno che prospera sul web.“Così se in materia di salute i giornalisti non sono tenuti a seguire la par condicio e, per catturare audience, a dare uguale spazio a chi racconta di cure fantasiose, o che i vaccini fanno male, i medici devono sviluppare modalità comunicative più comprensibili ed accessibili al cittadino. Quando questa sinergia funziona, dà risultati straordinari. Medici e scienziati sono chiamati a offrire un’informazione accessibile e scientificamente rigorosa, che permetta a ciascun utente di valutare in modo rapido e agevole la bontà di quanto letto sul Web. Occorre però fornire ai medici e a tutti i professionisti della sanità nuove capacità comunicative e nuovi strumenti che permettano di affrontare efficacemente il dubbio nel suo manifestarsi, nella sede ideale in cui si consolida il rapporto tra medico e paziente, l’ambulatorio. Infatti in questo luogo occorre includere una serie di spunti comunicativi e materiale visuale. Ma è fondamentale che ci sia l’impegno trasversale di tutte le istituzioni, a livello formativo perché solo con una alfabetizzazione sanitaria sarà possibile aiutare la società a comprendere e a difendersi, oltre a evitare lo sperpero di preziose risorse. Ha sottolineato Nicola Di Stefano nel proporre alcune azioni per fornire corretta informazione.“Se le notizie prive di ogni fondamento scientifico, nel vortice di condivisioni troppo spesso acritiche, ritardano o impediscono il ricorso a cure scientificamente validate, sicure ed efficaci, chi diffonde queste pratiche getta ombre sul metodo scientifico, inneggiando a colossali giochi di interessi per poi indirizzare l’acquisto di libri, sostanze di discutibile e mai valutabile composizione, oppure la partecipazione a costosissimi incontri, corsi o seminari. Tra le dinamiche che fanno proliferare le fake news sanitarie ci sono infatti l’ignoranza del metodo scientifico alla base della realizzazione di un farmaco degno di questo nome, sapendo che esso ha comunque dei costi in salute, cioè gli eventuali effetti collaterali, e il rifiuto di tutto ciò che è dettato dalla scienza, vista come una macchina al servizio delle multinazionali del farmaco, che, pur avendo il profitto come scopo, rappresentano una grossa spinta alla ricerca scientifica e al progresso della medicina, per il quale è dunque strategico comunicare notizie corrette e complete. Lo è ancora di più se il tema è quello della salute, che si gioca sulla pelle di chi legge, ascolta o naviga in Internet alla ricerca di risposte che riguardano un patologia personale, o di un proprio caro”. Ha tenuto a precisare Nicola Di Stefano nel individuare i luoghi comuni che alimentano le fake news.Con l’avvento della rete la platea delle notizie di salute si è moltiplicata: è il lettore stesso che va a cercare quelle che lo interessano e nei grandi numeri è più facile che ci si imbatta in notizie scorrette o addirittura false. Ma spesso chi legge non è attrezzato per distinguere il vero dal falso, occorre quindi seguire alcune regole proprio per stimolare una lettura critica di ciò che trova su Internet, giornali e tv. Regole semplici, come verificare la fonte, accertarsi che la notizia sia aggiornata, evitare il “fai da te” nelle cure mediche, diffidare delle prescrizioni senza visita, non fermarsi alla prima selezione dei motori di ricerca, distinguere tra informazione e pubblicità, acquistare farmaci online solo da venditori autorizzati”. Ha concluso Nicola Di Stefano nel suggerire alcune semplici regole per smascherare le fake news che molti danni provocano tra i cittadini.

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