Riqualificazione periferie, Raggi: “necessario contributo di tutti i livelli di governo”.

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(MeridianaNotizie) Roma, 9 novembre 2017 – Garantire ai cittadini il diritto alla sicurezza e una qualità della vita uniforme in tutti i quartieri: una priorità ineludibile per Roma Capitale. A fronte dei molti problemi emersi negli ultimi anni, soprattutto di ordine sociale e ambientale, occorre un ampio piano operativo che poggi su uno sforzo congiunto di tutti i soggetti istituzionali. Degrado e violenza colpiscono soprattutto le fasce più deboli della popolazione, contribuendo a incrementare il divario tra i diversi quartieri della città. Non è dunque più rinviabile una solida e articolata pianificazione che sia assicurata tramite l’apporto di tutti i livelli di governo. “La problematica della sicurezza e del degrado delle periferie romane, per la sua complessità e vastità, non può essere compiutamente ed efficacemente contrastata con le sole risorse umane, finanziarie e tecnologiche fino ad ora messe a disposizione, con notevole dispendio di energie, da Roma Capitale”. Così la sindaca Raggi. “L’Amministrazione ha già messo in campo una serie di importanti interventi. Penso al primo censimento di chi vive nei villaggi attrezzati o al progetto Scuole Aperte contro la dispersione scolastica. Abbiamo stanziato 500mila euro per l’installazione di nuove telecamere e aumentato i controlli nei campi nomadi. Servono però azioni congiunte e mirate a più livelli istituzionali. Dobbiamo costruire insieme un nuovo patto per la sicurezza di Roma che si sviluppi su quattro assi: sociale, ambiente, urbanistica e soprattutto presidio del territorio”. Nel complesso – è stato ribadito in conferenza stampa – è imprescindibile uno sforzo congiunto di tutti i livelli istituzionali, nell’ottica di una cooperazione tra interventi nazionali e locali che possa abbinare misure di carattere straordinario e una programmazione a medio-lungo termine. Una questione che richiede, in particolar modo, una profonda unità di azioni e intenti è quella legata agli incendi dolosi e ai roghi tossici. Sono necessari appositi presidi, composti da unità della Guardia di Finanza, da unità del Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri e da unità dell’Esercito – alle quali dovranno essere attribuite le funzioni di agente di Pubblica Sicurezza nonché di Polizia Giudiziaria – che verifichino che nei villaggi e nei campi Rom non vengano illegalmente introdotti rifiuti e materiali di vario genere potenzialmente incendiabili. Il corpo della Polizia Locale – è stato sottolineato – è fortemente sotto organico. È quindi fondamentale concedere all’Amministrazione capitolina la possibilità di reclutare nuovi agenti di Polizia Locale, senza intaccare gli eventuali limiti assunzionali e rivedendo i vincoli finanziari alla facoltà di assunzione di personale e alla spesa per la formazione di Roma Capitale. Sotto il profilo giuridico, servono specifiche modifiche legislative che consentano di contrastare con più efficacia lo smaltimento illecito dei rifiuti, fenomeno alla base dei roghi tossici. Sarebbe, per esempio, fondamentale prevedere anche per la realtà di Roma l’arresto in flagranza per alcune tipologie di abbandono di rifiuti e applicare la stessa normativa con cui si pone mano alla questione della Terra dei Fuochi. Altro nodo ineludibile risiede nel potenziamento dei sistemi di videosorveglianza attualmente presenti sul territorio, anche attraverso la costituzione di una centrale operativa unica integrata. Questa dovrà essere organizzata in modo da avere sempre una rappresentanza delle realtà che contribuiscono alla normale attività cittadina oltre che di quelle che agiscono in fase di emergenza. Una valutazione di massima dei costi di realizzazione è già stata effettuata e ammonta ad almeno 12 milioni di euro, ai quali andranno aggiunti quelli per la manutenzione. Per contrastare il fenomeno dei roghi tossici è, infatti, necessaria l’attivazione di sistemi di videosorveglianza presso i campi Rom e presso le aree utilizzate come discariche abusive. Ancora in tema di necessaria ‘coralità’ dell’approccio al tema periferie, è indispensabile prevedere un piano di investimenti per completare l’urbanizzazione primaria e secondaria dei piani di zona, attivando uno sforzo anche a livello governativo. Si è a questo proposito parlato di “un fondo rotativo a durata quinquennale per terminare le infrastrutture”. E’ questa la soluzione principale che il Governo dovrebbe mettere in campo a sostegno della città e della sua periferia. Con un simile fondo – è stato specificato – si possono realizzare strade, impianti, fognature e tutti i servizi pubblici essenziali per un reale miglioramento della qualità di vita degli abitanti. Il fondo verrebbe rifinanziato progressivamente con gli oneri derivati dai diritti edificatori corrisposti dagli assegnatari. Sarebbe un’iniziativa fondamentale sia per rispondere ai bisogni dei cittadini che per imprimere nuova vitalità al tessuto imprenditoriale. A conclusione dell’incontro: non è più rinviabile un coordinamento tra gli apparati dello Stato e quelli di Roma Capitale, per assicurare “un intervento socio-sanitario oculato e tempestivo” e il “risanamento ambientale e urbanistico dei quartieri più in sofferenza ed esposti al disagio”.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

 

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