Export del vino, appello alle Istituzioni da parte di esperti e produttori riuniti da FORAGRI

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(MeridianaNotizie),Roma 2 dicembre 2017–  Troppe barriere all’export bloccano lo sviluppo di mercati in forte espansione come quelli verso Cina e Russia, c’è bisogno di sostegno da parte delle istituzioni. Questo l’appello di esperti, produttori vinicoli e rappresentanti internazionali riuniti da FORAGRI – Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua in Agricoltura, per il convegno “Sviluppo e barriere al commercio internazionale del vino: UE – Russia – Cina”, che si è tenuto ieri  venerdì 1° dicembre  presso l’Accademia dei Georgofili (Logge Uffizi Corti, Firenze). Al centro del meeting, organizzato da FORAGRI in occasione della chiusura del 68° Anno Accademico dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, strategie innovative di mercato in ambito vinicolo,  le opportunità di export rappresentate da Cina e Russia, in contrasto con le nuove forme di protezionismo messe in atto dai paesi produttori che rappresentano una sfida importante per il sistema commerciale. Da sottolineare come la forte crescita dell’export vinicolo Europeo è rivolta soprattutto verso i Paesi extra-UE. L’Italia non fa eccezione, anzi, è  il locomotore di questa tendenza che vede nei mercati russi e cinesi i principali approdi.“Malgrado le grandi opportunità di sviluppo – ha spiegato Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona e membro dell’Accademia della vite e del vino, tra i relatori attesi – tuttora siamo abbandonati dalle istituzioni, perché il sistema delle imprese si muove da solo in assenza di una concreta politica di negoziazione internazionale che abbia ottenuto vantaggi effettivi. Questo vale sia per l’Europa che per il nostro governo. Le barriere che in passato erano principalmente tariffarie adesso sono di tipo tecnico: sugli standard, le certificazioni e i controlli che rendono molto onerosa l’esportazione in quanto aggravano le imprese di costi aggiuntivi”. “La missione di Foragri –  ha dichiarato Stefano Bianchi, presidente dell’organizzazione – è quella di sostenere le aziende agroalimentari più innovative e dinamiche nei loro processi di sviluppo, attraverso la formazione, la crescita professionale e le competenze delle risorse umane. Siamo convinti che in questo momento l’innovazione nelle imprese riguardi principalmente l’internazionalizzazione e l’introduzione di nuove tecnologie. In questi processi le competenze sono sempre più sofisticate sia negli strumenti che nei contenuti come dimostra il tema della giornata all’Accademia dei Georgofili. Anche in questo settore vogliamo essere a fianco delle aziende e dei loro collaboratori”.Negli ultimi dieci anni il commercio di vino mondiale ha registrato il massimo flusso di scambi. Dal 2000 lo scenario internazionale è stato dominato dagli USA con tre milioni di ettolitri annui, seguiti da Cina (2,8 milioni di ettolitri) e Russia (2,4 milioni). Sono soprattutto i Paesi extra-Ue (seppure rappresentino ancora meno del 35% dell’export totale) ad evidenziare i tassi di crescita più elevati nell’export. Tra questi Russia e Cina registrano variazioni negli acquisti di prodotti agroalimentari italiani a doppia cifra (oltre il 20%), benché continuino a pesare solo per il 2% sul totale dell’export (dati Nomisma, gennaio-luglio 2017). Restano in linea con la media di settore le esportazioni verso Nord America ed Europa. “Il vino italiano – ha detto Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies – è distante dalla Cina in maniera direttamente proporzionale alla lontananza tra le due culture. La nostra debolezza sul mercato della domanda cinese ha infatti origini culturali: se la Francia presidia questa piazza da anni attraverso una pianificazione certosina delle relazioni, dell’informazione e della propria presenza presso la ristorazione e i canali della distribuzione, l’Italia si è fatta avanti tardi e spesso in maniera frammentata. La conseguenza è che tutt’oggi i cinesi pensano che il vino europeo sia prodotto dalla Francia e si sorprendono quando scoprono la grande produzione italiana. I dati di quest’anno ci dicono che qualcosa si muove in nostro favore, ma è ancora presto per cantare vittoria”.“Il passaggio dal multilateralismo a logiche bilaterali, registrato negli ultimi anni a livello di accordi commerciali internazionali – aggiunge Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini – ha certamente indebolito la spinta verso politiche di libero scambio su scala mondiale riflettendosi negativamente anche nelle dinamiche di sviluppo economico di molti paesi. Le barriere non tariffarie sono diventate forme mascherate di protezionismo con conseguenze negative per l’economia globale e per gli stati che le attuano, perché innescano spirali protezionistiche dannose per tutti. A partire dai consumatori, che sono i primi a pagare i dazi con prezzi crescenti dei prodotti. Il vino italiano sta soffrendo molte situazioni del genere in diversi continenti scontando la difficoltà crescente della UE a proporsi come interlocutore forte, viste le recenti dinamiche politiche del Vecchio Continente. E’ necessario recuperare velocemente una capacità di interlocuzione autorevole da parte della UE, perché gli ostacoli al libero mercato sono oggi il maggior pericolo per la competitività del vino europeo”.La giornata di ieri, voluta da FORAGRI, è stata aperta dai saluti del Presidente dell’Accademia dei Georgofili Giampiero Maracchi, del Presidente dell’Accademia della Vite e del Vino Calò, e del Presidente di Foragri Stefano Bianchi. A seguire gli interventi di Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona, del professor Cardebat dell’Università di Bordeaux e del Prof. Hanf dell’Università di Geisenheim. Tra gli ospiti di Foragri, in qualità di esperti dei rapporti con Russia e Cina,  Piero Antinori dei Marchesi Antinori, Lamberto Frescobaldi dei Marchesi Frescobaldi e Ernesto Abbona dei Marchesi di Barolo. Sono intervenuti inoltre Silvana Ballotta, General Manager di Business Strategies – China, l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia,  Valentina Ivanova Nikolaevna, il rettore dell’Università Statale di tecnologia e di Gestione delle Imprese agroalimentari “K.G. Razumovskogo” di Mosca, Dudko Jury Vladimirovic – ZAO Igristie Vina di San Pietroburgo e l’On. Dorina Bianchi,  Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

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