Regionali, Cangemi(FI): passione e competenza a servizio del territorio

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(MeridianaNotizie), Roma 22 febbraio 2018 – Siamo ufficialmente in piena campagna elettorale. L’election day ha riunito in un’unica data il rinnovo dei membri di Camera e Senato e Regione. Oggi ci dedichiamo alla Regione Lazio e abbiamo intervistato Giuseppe Cangemi candidato al Consiglio regionale, con la lista Forza Italia nel collegio di Roma e provincia.

 

Giuseppe Cangemi, lei ha avuto già una esperienza nell’amministrazione della Regione Lazio, per quasi tre anni dal 2010 al 2013 la carica di Assessore agli enti locali e politiche per la sicurezza, ed in questi ultimi cinque anni all’opposizione come  Presidente della Commissione Vigilanza sul pluralismo dell’informazione. D’obbligo conoscere la sua proposta perché chiede ai cittadini l’elezione al consiglio regionale?

 

Perché mi sono sempre posto, sin dai primi giorni che ho iniziato a fare politica, al servizio dei cittadini e, in questi ultimi cinque anni, ho portato avanti anche se all’opposizione provvedimenti nell’interesse di tutto il nostro territorio regionale. In particolare due leggi regionali oggi in vigore portano il mio nome come primo firmatario, quella di contrasto all’usura e la legge quadro a sostegno del pluralismo dell’informazione e della comunicazione istituzionale.

Con la nuova legge contro l’usura sono stati introdotti interventi regionali in favore dei soggetti interessati dal sovraindebitamento o dall’usura. Si tratta di una normativa snella che affronta tematiche delicate e complesse. Per la prima introduce il riconoscimento del danno sociale e istituisce un Fondo specifico, strumento di prevenzione importante e di aiuto a famiglie in difficoltà ancora non precipitate nel dramma dell’usura ma che, senza un sostegno, possono diventare facili prede delle organizzazioni criminali. La normativa dedica attenzione anche alla formazione, a cominciare dalla cultura della legalità nelle scuole, e una novità di rilievo è l’inserimento, tra le finalità della legge, l’impegno contro criminalità organizzata e contro infiltrazioni di stampo mafioso nel tessuto sociale ed economico regionale. Mentre con la legge quadro a sostegno del pluralismo dell’informazione si è introdotta una riforma che gli operatori del settore della comunicazione reclamavano da tempo, quanto mai necessaria per colmare decenni di lacune, anche rispetto all’introduzione delle nuove tecnologie. Un testo normativo che finalmente fornisce risposte importanti e dimostra, ancora una volta, come anche dall’opposizione si possa fare un buon lavoro nell’interesse dei cittadini.

 

 

 

Cangemi…Passando ad un tema cruciale come la sanità, il presidente Zingaretti afferma di averne finalmente risanati i conti riducendo il debito e quindi di essere in grado di assumere personale ed investire risorse per i prossimi anni.

 

Nei confronti dei cittadini occorre essere seri e non raccontare una fatti inesistenti. Innanzitutto va detto che il commissariamento se finisce sarà a fine anno, ma che Zingaretti abbia risanato i conti purtroppo non è vero. La Regione ha avuto un miliardo in più dal Governo, poi ha ottenuto 10 miliardi per riallineare i processi di pagamento, ovvero per coprire i ritardi nei pagamenti di servizi e forniture. Così con queste manovre ha ottenuto anticipi di cassa dal Governo che comunque creano altro indebitamento verso lo Stato. Quindi dal punto di vista del bilancio non si può parlare di risanamento. Ma occorre anche mettersi d’accordo sul termine ‘risanamento’.

 

Zingaretti ha avuto poteri straordinari di Commissario e non li ha usati per risanare la sanità perché risanarla non significa soltanto portare i conti in ordine ma riorganizzarla, basti guardare solo come funzionano i pronto soccorso. Per capire meglio facciamo un esempio. Oggi tutto finisce nell’ospedale dove dovrebbero venir curati solo gli “acuti”, il resto, assistenza ambulatoriale, domiciliare, lungo degenza, riabilitazione, anziani, disabili ecc, oggi nel Lazio non c’è e questa situazione genera costi abnormi. Occorrono allora più medici di base H24 disponibili 7 giorni su 7 e organizzare strutture dedicate. Certamente non le “case della salute” che Zingaretti si è inventato, anzi ha copiato all’ Emilia Romagna non servono a nulla a  in particolare a Roma e nel Lazio.

 

E poi ancora, come è stato organizzato tutto il tema della prevenzione che fa risparmiare enormi costi alla sanità pubblica? Zingaretti ha lasciato le cose come erano tagliando oltre 10mila addetti………  Se entra dentro un qualsiasi ospedale se ne accorge subito che il personale sanitario è in grande sofferenza perché sotto organico.

 

Giuseppe Cangemi.Ma tale manovra non è stata fatta dal governatore per restare nel piano di rientro…. 

 

Sì, è facile tagliare i costi a scapito delle performance. Oggi le aziende ospedaliere del Lazio hanno un tetto alle prestazioni, ma non hanno un tetto ai costi quindi vanno in perdita strutturalmente. Zingaretti ha così perso i cinque anni di poteri straordinari che il commissariamento gli offriva. Guardi che i dati ci dicono che dal punto di vista delle liste d’attesa il Lazio è diventata la peggior regione d’Italia Mezzogiorno compreso. Se non si attua un piano strutturato ed omogeneo nel comparto della sanità sarà difficile risalire la china, questo lo possiamo fare solo con il centrodestra al governo della Regione Lazio.

 

Giuseppe Cangemi.Parliamo ora di un altro tema spinoso come quello dell’ambiente, sembra che tra bagarre istituzionali non si riesca a trovare una soluzione definitiva per i rifiuti di Roma.

Intanto per chiarezza serve precisare che la responsabilità della situazione dei rifiuti a Roma non è esclusivamente della sindaca Raggi perché la chiusura, senza alternativa, della discarica di Malagrotta propagandata a suo tempo dall’ex sindaco Marino, fu una decisione sconsiderata anche di Zingaretti per i poteri che gli competevano. 

Non si capisce che dobbiamo smetterla di esportare rifiuti con relativi costi e questa è davvero una emergenza. Ma sulla questione dei rifiuti stiamo anche pagando le indecisioni del governatore che per motivi elettorali ha consentito, ad esempio, il blocco del revamping dell’inceneritore di Colleferro. Inoltre occorreva attivare tutti gli impianti che sono già previsti nel piano regionale dei rifiuti per produrre TMB, FOS ecc. Così in pochi mesi avremmo potuto chiudere il ciclo dei rifiuti. Per questo occorre avere una seria visione industriale di lungo periodo che certamente punti sulla raccolta differenziata che non ha mai raggiunto gli obiettivi che Zingaretti si era posto, mentre le aziende agricole del Lazio rimangono in attesa dei prodotti del compostaggio. Inoltre per gli impianti occorre applicare le tecnologie più avanzate a impatto ambientale zero, come quelle al plasma che annullano le emissioni. Ma oltre al piano industriale occorre un processo decisionale con dei punti fermi, un processo che si discute con le comunità del territorio della nostra regione.

 

Giuseppe Cangemi.Perché, per chiudere davvero, i cittadini dovrebbero sceglierla?

 

Per quello che ho già dimostrato di saper fare; perché tutti quelli che mi hanno cercato, mi hanno sempre trovato; perché sono convinto che la politica seria esiste, perché sono un uomo semplice al sevizio delle Istituzioni, padre di famiglia e mi onoro, da sempre, di essere al servizio dei cittadini, e chi mi conosce può garantirlo, tutti, nessuno escluso.