GENGLE, dai social network il primo magazine per genitori single e per tutte le nuove famiglie

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(MeridianaNotizie) Roma, 15 giugno 2018 – Nasce GengleMag, la nuova rivista dedicata ai separati, divorziati e famiglie ricostituite, con il supporto di oltre 40 professionisti e una rete che conta più di 44mila iscritti. Assegni di mantenimento che diventano insostenibili, figli che chiedono il perché della separazione, come divorziare in maniera civile, a chi rivolgersi per avere aiuto. E ancora: trovare compagni di vacanza con bambini coetanei, rimettersi in gioco dopo il divorzio, cercare soluzioni abitative adeguate al proprio portafoglio. Si chiama GengleMag ed è il primo magazine in Italia pensato e scritto per i genitori single. A “partorire” l’idea, Giuditta Pasotto, direttore creativo ed ex mamma single che qualche anno fa, dopo la separazione, decise di fare di necessità virtù e creò GenGle, la prima comunità di genitori single. Dal sito dedicato alla app (in uscita a settembre), la community si è subito espansa fino ad arrivare ad oltre 44mila persone associate in appena 4 anni. Un network nato per condividere attività che altrimenti si farebbero in solitudine, ciascuno con i propri figli: la gita allo zoo, la cena di Capodanno, le escursioni, fino allo scambio di vestiti. Un network che ora diventa anche magazine in vendita per abbonamento e del quale si può trovare un primo assaggio sul sito dedicato www.genglemagazine.com. Quaranta professionisti coinvolti, 128 pagine di contenuti per una galassia di 44mila utenti: questi i numeri del Magazine, diretto dalla nota giornalista Geraldina Fiechter che in più di 35 anni di carriera ha approfondito ogni tipo di tema legato alla famiglia risultando essere la professionista perfetta per dirigere un magazine così all’avanguardia. Il primo numero è dedicato alle famiglie interrotte: cause e soluzioni del divorzio, consigli degli esperti, la nuova linea telefonica per un supporto concreto, e un sondaggio esclusivo per capire come stanno cambiando le famiglie e in che direzione vanno. E così si scopre che la durata media dei matrimoni che finiscono è di 15 anni (in piena linea con i dati Istat), che il tradimento è la prima causa di separazione, che meno della metà dei figli ha avuto la notizia della separazione da entrambi i genitori (3 su 10 se ne accorgono da soli), che circa la metà dei padri separati contribuisce al mantenimento di ogni figlio con un importo fra i 200 e i 400 euro al mese. In base ai dati del sondaggio realizzato dalla community di GenGle, solo il 20% delle ex coppie ha divorziato, mentre gli altri sono o restano nel limbo dei separati: a dimostrazione del fatto che il divorzio, con tutto il carico di sofferenza e difficoltà che porta con sé, è tutt’altro che breve. Il 24% degli intervistati è diventato single dopo un arco di tempo che va dagli 11 ai 15 anni di matrimonio o convivenza, mentre nel 21% dei casi è avvenuto tra il settimo e il decimo anno, per il 19% tra il sedicesimo e il ventesimo anno. Per quanto riguarda la situazione economica, quasi la metà degli intervistati vive in una casa di proprietà, 1 su 4 in una casa in affitto, il 12% a casa dei nonni. Il reddito va da 500 a 1.000 per il 14,2% (maggioranza donne), da 1.000 a 1.500 euro per il 34%, da 1.500 a 1.800 per il 15,4%. Secondo gli ultimi dati dell’Istat (2014) i genitori single in Italia sono 2 milioni e mezzo, cifra che raddoppia se aggiungiamo i genitori che vivono soli (i cui figli risiedono altrove). Nel 2015 ci sono state quasi 100mila separazioni e 82mila divorzi. Aumenta l’età media in cui gli italiani si separano dai coniugi: per gli uomini è 47 (15 anni fa era 39) e per le donne è 44 (era 35). E il 12,7% degli italiani rompe il matrimonio dopo i 60 anni (quasi tre volte di più rispetto al 2000): dunque i giovani si separano meno dei più maturi, ma solo perché si sposano anche meno. Le separazioni sono consensuali nell’84,2% dei casi e il 76,2% delle coppie che si dividono hanno figli. “GengleMag è l’approdo naturale di un progetto più ampio che nel corso degli anni ha visto l’adesione di migliaia di persone – commenta Giuditta Pasotto – Siamo sempre più soli e isolati e la mancanza di confronto con persone dalle esperienze simili era uno dei problemi più grandi per i nostri iscritti e per i loro figli: il magazine sarà uno strumento utile da consultare per rendersi meglio conto delle possibilità esistenti e anche di come altre persone hanno affrontato situazioni analoghe. Ogni giorno riceviamo centinaia di messaggi che confermano quanto il confronto e la condivisione abbiano realmente cambiato qualitativamente la vita dei nostri iscritti e dei loro figli”.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)