Battistoni(FI), solo il centrodestra può rilanciare la Tuscia

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(MeridianaNotizie), Roma 1 marzo 2018- La Tuscia come paradigma dell’Italia: un territorio bellissimo che, però, ha bisogno di una scossa per ripartire. “E solo il centrodestra, con il suo programma, può assicurare quelle riforme liberali di cui il nostro Paese ha bisogno per rilanciarsi”. Parole e pensiero di Francesco Battistoni, esponente di spicco di Forza Italia e candidato della coalizione di centro destra al Senato, nel collegio uninominale di Viterbo e Civitavecchia. Una partita per molti alla portata, sulla quale però il diretto interessato preferisce non sbilanciarsi: “Ogni campagna elettorale è una storia a sé. E’ vero, il centrodestra, a livello nazionale e nelle province laziali, è in vantaggio, ma il buon esito delle elezioni dipende spesso dall’ultima settimana, quando, tradizionalmente, si forma il voto d’opinione e quando gli indecisi decidono se andare a votare e per chi. Ha ragione il Presidente Berlusconi: la nostra sfida ora è convincere gli indecisi e i moderati delusi dagli altri schieramenti, far capire agli elettori che l’unica soluzione ai problemi del Paese è rappresentata dal centrodestra”. Riguardo poi alle priorità per il suo collegio elettorale, Battistoni ha le idee molto chiare: “La Tuscia deve ottimizzare le proprie risorse naturali ed è compito della politica mettere in condizione il territorio di sfruttare a pieno le proprie potenzialità: il turismo, le bellezze naturali, storiche, culturali e l’agricoltura, un settore quest’ultimo su cui investire. Naturalmente, tutto ciò passa anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture, come, ad esempio, il completamento della Orte-Civitavecchia, un’arteria fondamentale per il trasporto delle merci, per interconnettere il porto di Civitavecchia al nord del Lazio e per portare milioni di turisti che si imbarcano da lì o sbarcano dalle navi da crociera a visitare questo bellissimo territorio”.

Battistoni,come pensa di essere utile, da parlamentare, al suo territorio?

“Abbiamo firmato, insieme agli altri alleati, un Patto per il turismo in 8 punti, orientato ad una forte valorizzazione territoriale: abbiamo dei laghi splendidi, le bellezze del mare, la Necropoli etrusca di Cerveteri, le tombe etrusche di Tarquinia, il Parco di Vulci, che non vengono sfruttati. Serve un brand unico, da proporre all’esterno come “pacchetto”. La Toscana e l’Umbria in parte già lo fanno. Non vedo perché, in questa parte di Lazio, non si dovrebbe puntare sul turismo enogastronomico e paesaggistico. Inoltre, occorrono misure mirate per rilanciare l’agricoltura a livello locale, attraverso un monitoraggio della Regione Lazio, per lo snellimento delle procedure del Piano di sviluppo rurale. Sarà nostro compito agevolare l’accesso al credito degli agricoltori, in particolare dei giovani agricoltori, per creare nuova occupazione. Infine, ritengo prioritario tutelare le produzioni tipiche, anche attraverso la cosiddetta tracciabilità”.

L’Europa in questo senso può fare molto. Eppure tra i suoi alleati non mancano gli euroscettici. Battistoni, Lei ha lavorato a lungo col Presidente Tajani al Parlamento europeo, come pensa che possano essere conciliate le due posizioni delle diverse anime del centrodestra?

“In realtà, i leader della coalizione hanno caratteri e personalità diverse, ma, sostanzialmente, le stesse idee. Per quanto riguarda l’Europa, credo che sia ancora un’opportunità. Questo non vuol dire che sia sempre in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini o che sia perfetta così. Tuttavia, un conto è impegnarsi per cambiare e rendere l’Unione Europea più efficiente ed attenta alle preoccupazioni e alle necessità degli italiani, altro è entrare nella logica dell’ognuno per sè, finendo per distruggere anche quanto di buono è stato fatto. La cornice europea resta essenziale, specie in un contesto mondiale in cui bisogna confrontarsi con giganti politici ed economici, quali la Cina e gli USA.

Ad esempio?

“Ho già ricordato, di recente, la prossima entrata in vigore della normativa europea sull’antidumping, che imporrà ai partner commerciali extra europei di conformarsi agli standard sociali e ambientali internazionali. Una manovra che argina la concorrenza sleale, messa in atto da paesi come la Cina, che consentirà di non perdere migliaia di posti di lavoro, rafforzerà la difesa commerciale del nostro Paese e che andrà a tutelare il Made in Italy.
Noi italiani siamo per cultura europeisti. Il sogno di Alcide De Gasperi degli Stati uniti d’Europa non può essere archiviato perché qualcosa non funziona. Anzi, va rilanciato. Il che non vuol dire acconsentire a cessioni di sovranità o essere supini a qualsiasi decisione discutibile possa essere proposta da questo o quel rappresentante della Commissione. Rilanciare il progetto di De Gasperi, Adenauer e Schumann vuol dire essere consapevoli del ruolo dell’Italia in Europa. Quando Junker si dice preoccupato per il voto italiano dimostra che senza Italia non esiste Ue. In ogni caso il nostro Paese avrà uno stabile governo di centrodestra che rilancerà il nostro ruolo nell’Unione e aiuterà l’Europa a crescere e a correggere alcuni difetti”.

Battistoni,cosa può fare l’Europa per l’Italia?

“Tanto. Al di là delle polemiche sull’immigrazione o sulla sovranità monetaria, dobbiamo renderci conto che oggi gran parte dei finanziamenti per Regioni ed enti locali provengono da Bruxelles. I bandi europei sono una risorsa da sfruttare. Penso, ad esempio, all’agricoltura, alla sicurezza: i Comuni potrebbero accedere ai fondi comunitari per varare una grande operazione di installazione di telecamere di videosorveglianza per rendere più sicuri centri storici e periferie”.

Centrodestra unito dunque.

“Assolutamente. Le cose che ci uniscono sono tantissime. Penso alla flat tax: Berlusconi, Salvini e Meloni da mesi sono d’accordo sull’imposta piatta ad aliquota unica, una vera rivoluzione liberale, che abbatterà la pressione fiscale, creando nuovi posti di lavoro e aumentando il potere d’acquisto delle famiglie. Il Presidente Berlusconi ci punta molto, come gli alleati del resto. Penso poi al Patto per la natalità: sostegni concreti alle famiglie per dare sicurezza alle giovani coppie e invertire la tendenza demografica del nostro Paese, che oggi purtroppo invecchia. Un tema caro anche a Lega e FdI”.