Ostia, lotta tra clan: arrestato l’autore del duplice tentato omicidio in pizzeria

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(MeridianaNotizie) Roma, 3 maggio 2018 – Nella mattinata odierna personale della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato di Ostia Lido ha dato esecuzione ad una misura cautelare in carcere nei confronti di CIRILLO Michele, pregiudicato di Ostia, ritenuto responsabile di tentato omicidio aggravato dall’impiego del metodo mafioso, per aver esploso diversi colpi di arma da fuoco ai danni di BRUNO Alessandro e FERRERI Alessio, nipote di Terenzio FASCIANI, a sua volta fratello del noto boss Carmine FASCIANI, attualmente ristretto in carcere in regime di 41 bis. Il provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma scaturisce dalla richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura di Roma, nell’ambito di una costola dell’Operazione Eclissi, che nel gennaio di quest’anno ha visto la disarticolazione del clan SPADA, attraverso l’esecuzione di 32 ordinanze di custodia cautelare in carcere. I fatti risalgono alla serata del 23 novembre 2017, allorquando presso la pizzeria Disco Giro Pizza sita ad Ostia Lido in via delle Canarie, il Bruno, padre della titolare della pizzeria, ed il Ferreri, impiegato, venivano attinti da diversi colpi di arma da fuoco da parte di un uomo armato di pistola e con il volto parzialmente travisato da un casco integrale con visiera alzata, che sparava entrando nel retro dell’esercizio commerciale, provocando ai due delle ferite non mortali agli arti inferiori. Nell’immediatezza, sono stati rinvenuti nei pressi del luogo del delitto, degli indumenti, un caricatore di pistola, e lo scooter, bruciato, utilizzato dal feritore. Le indagini, immediatamente attivate, hanno consentito di acquisire direttamente dalla vittima, soggetto già noto per i suoi legami con i FASCIANI, così come il fratello pregiudicato FERRERI Fabrizio, alcune importanti caratteristiche somatiche riconducibili al volto dell’aggressore, riconosciuto per i suoi inconfondibili “occhi a palla” e dal quale la vittima ha dichiarato di aver in passato acquistato dello stupefacente. Pertanto, dal vaglio di numerosi soggetti pregiudicati ed orbitanti negli ambienti solitamente frequentati da spacciatori ubicati sul territorio lidense l’attenzione è stata focalizzata proprio su CIRILLO Michele, poi riconosciuto con individuazione fotografica dal FERRERI. Un’ulteriore evidenza investigativa è stata riscontrata nella presenza del medesimo, nel pomeriggio del ferimento, nei pressi della pizzeria teatro della gambizzazione; l’uomo, infatti, è stato visto in una zona di Ostia che non è noto frequentare, mentre procedeva a piedi, con fare concitato, in direzione di un’autovettura parcheggiata a circa duecento metri dall’attività commerciale in questione; autovettura poi risultata appartenere ad altro pregiudicato di Ostia, FUSINATO Domenico, con il quale è stato più volte controllato proprio a bordo di quella macchina e di altre autovetture. Le indagini hanno consentito tramite rilevi scientifici, attività tecnica, acquisizione di testimonianze, riconoscimenti fotografici, conoscenza dei contesti criminali di quel territorio, di attribuire le responsabilità del fatto al CIRILLO. Questi, romano del 79, pregiudicato, è stato rintracciato presso la sua abitazione, presso la quale era già agli arresti domiciliari e portato nel carcere di Rebibbia; già noto agli investigatori per violazione della legge sugli stupefacenti, porto di armi od oggetti atti ad offendere, oltraggio, resistenza e violenza a P.U., lesioni, ricettazione, furto e altro. Riconosciuta dal G.I.P. l’aggravante del metodo delinquenziale mafioso, per aver il soggetto agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis in una dinamica di contrapposizione armata sul territorio tra associazioni criminali. Infatti, la contestualizzazione dei fatti è da ascriversi alle dinamiche di conflitto e riposizionamento delle zone di influenza criminale che hanno interessato il territorio di Ostia Lido, emerse nell’ambito del proc. pen. 47412/15, instaurato dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma che hanno portato attraverso le indagini condotte da questa Squadra Mobile a smantellare il clan SPADA, con l’ordinanza eseguita in data 25.01.2018, unitamente a 30 perquisizioni a carico di altri indagati non destinatari dei provvedimenti cautelari, al sequestro preventivo di nr. 11 autovetture e di diverse società e ditte individuali. In particolare, l’attentato si inserisce nel conflitto ormai risalente dal 2013, tra il clan SPADA, storico alleato della famiglia FASCIANI, rappresentata da Carmine FASCIANI, precedentemente smantellata qualche anno addietro con “l’Operazione Nuova Alba”, ed ESPOSITO Marco, detto Barboncino, al quale Michele CIRILLO risulta strettamente legato. I fratelli FERRERI, Fabrizio ed Alessio, quest’ultimo vittima dell’azione di fuoco, sono nipoti di FASCIANI Terenzio, detto Garibaldi, fratello di FASCIANI Carmine, e tra l’altro proprio FERRERI Alessio, è stato in passato arrestato insieme a SPADA Ottavio, per aver fatto parte di un’associazione finalizzata al narcotraffico; i due avevano, inoltre, partecipato alla pianificazione di un grave fatto di sangue poi non realizzato, nei confronti di ESPOSITO Marco, come reazione legata allo scontro armato precedentemente avvenuto, nel 2013, che aveva visto contrapposti SPADA Ottavio, SPADA Carmine, DE SILVIO Nando da una parte e proprio ESPOSITO Marco, DI FRANCESCO Fabio e FUSINATO Domenico dall’altra, durante il quale ESPOSITO Marco aveva esploso un colpo di arma da fuoco nei confronti di SPADA Ottavio, il quale a sua volta aveva ferito alla gola ed al torace Ottavio SPADA con delle coltellate. L’attentato in cui è rimasto coinvolto FERRERI Alessio costituisce un antefatto storico rilevante circa il fatto che l’azione violenta nei confronti di FERRERI Alessio sia riconducibile alle attività criminali del fratello, cognato proprio di SPADA Ottavio; le attività d’indagine hanno, infatti, evidenziato che il movente è da ricondurre ad una ritorsione verso FERRERI Fabrizio, per ragioni economiche legate ai suoi traffici illeciti.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)