Nemi, prevenzione sanitaria: il “Progetto Te per la Terza Età”

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(MeridianaNotizie) Roma, 2 ottobre 2018 – La cultura della prevenzione come sinonimo di salute. Concetto che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, equivale a benessere psicofisico capace di riflettersi positivamente a livello personale e familiare ma anche nella società. Questo il tema sul quale si sono snodati gli interventi nel “Convegno di Prevenzione Sanitaria in Ortopedia e Osteopatia” ospitato nell’Aula Consiliare del Comune di Nemi lo scorso 29 settembre. L’incontro è stato il punto di sintesi di un programma di attenzione alla salute, avviato gratuitamente lo scorso giugno presso il Centro Anziani della cittadina delle Fragole e dei Fiori dove i residenti, soprattutto in terza fascia di età, sono stati monitorati per studiarne comportamenti e abitudini da collegare poi alle patologie riscontrate. Patrocinato dal Comune di Nemi e dalla Regione Lazio tramite il suo “Progetto Te per la Terza Età”, il programma di studio è stato messo in atto dall’Associazione dei Nuovi Castelli Romani, da oltre 15 anni attiva sul territorio nel campo della prevenzione sanitaria. A disposizione dei nemesi, due tra i sanitari specialisti che collaborano con la NCR: il dott. Pierfrancesco Cini, fisioterapista e osteopata, docente di Osteopatia EOP presso la scuola Alain Bernard di Roma e il dott. Domenico Lecce, medico chirurgo, specialista in Ortopedia e Traumatologia. Discipline terapeutiche che, apparentemente convergenti, agiscono invece in sincrono migliorando il benessere della persona. Per entrambi i professionisti, alla base delle patologie scheletriche, della schiena, dell’anca e del ginocchio evidenziate nei pazienti sottoposti ad esame, c’è la mancanza di movimento dovuta alla sedentarietà e alla postura, ovvero la cattiva forma che giustifica e determina il mal funzionamento del tutto. “La vita sedentaria dei nostri giorni, è la causa delle tante patologie a carico dell’apparato miofascioscheletrico presenti nei cittadini di Nemi così come nella media degli italiani – ha detto il dott. Cini -.  La cervicalgia e la lombalgia sono state le principali. Per un target di età più avanzata, invece, sono stati evidenziati anche problemi al ginocchio e all’anca di natura prevalentemente degenerativa. Le abitudini di vita dei residenti nei Castelli Romani si sono purtroppo staticizzate con i lavori di ufficio – ha proseguito l’osteopata -. E’ chiaro, quindi, come la cattiva condizione della colonna vertebrale costretta ore nella stessa posizione, sia il preludio di patologie originate dalla cattiva postura come il mal di schiena, il dolore all’anca e al ginocchio. Disturbi che poi evolvono in ernia, discopatia, artrosi all’anca e al ginocchio”. “In questa campagna di prevenzione – ha spiegato il dott. Lecce – sono stati rilevati disturbi legati all’osteoporosi e all’artrosi. Patologie presenti nel 60% delle persone ultrasettantenni, mentre una donna su tre già dopo i 60 anni soffre di osteoporosi: una malattia silente che, solo per una banale caduta, può avere effetti devastanti. Si pensi – ha aggiunto – che una semplice frattura del collo del femore, per un anziano può significare la morte nel 30% dei casi. L’artrosi progredisce con l’età o nei pazienti anche giovani protagonisti di attività sportive eccessive. In entrambi i casi la protesi, quando la malattia colpisce anca o ginocchio, è l’ultima risorsa. Prima ci sono la rieducazione e le infiltrazioni: l’intervento solo quando il rischio è bilanciato al beneficio”. Per Cini e Lecce sì alla terapia farmacologica che può aiutare ad alleviare il sintomo. Ma non è la soluzione che deve essere individuata nel cambiamento delle abitudini di vita, nella manipolazione e nella rieducazione alla postura: strategie precauzionali con le quali l’intervento chirurgico può anche essere scongiurato. “Anche se, soprattutto per i più giovani e impegnati nel lavoro, è più facile chiedere un farmaco anziché fare riabilitazione” ha aggiunto il dott. Lecce evidenziando come proprio grazie ad un accurato controllo medico, possano essere rivelate fratture vertebrali scambiate per discopatie. Fondamentale, quindi, una correzione dello stile di vita con un’alimentazione sana e variata, attività fisica e, naturalmente, prevenzione. Un ringraziamento per il progetto messo in atto dalla NCR per i cittadini di Nemi è stato espresso dal presidente del Centro Anziani Mario Ricci, che ha sottolineato come le visite gratuite siano state provvidenziali per molti fra gli anziani presenti nella cittadina percettori di pensione minima. Presente al convegno anche Maria Paola Monnati, segretario del Centro Anziani di Albano, uno tra i più grandi dei Castelli Romani con i suoi circa 1800 iscritti, che ha ringraziato la NCR per l’importante contributo in termini sanitari prestato alla società della terza età. Sulla stessa linea anche Fabio Canini, segretario associazione APSSO che ha evidenziato come il tema della prevenzione sia sempre di più all’attenzione delle aziende sanitarie locali. Salvaguardia del benessere della persona che, per le ASL, presenta risvolti positivi anche in contesto economico: a una salute migliore corrisponde, infatti, un impegno sanitario minore. Soddisfatto per i risultati del progetto il presidente onorario NCR Ettore Pompili che ha ringraziato il sindaco di Nemi Alberto Bertucci e la Regione Lazio, per la fiducia riposta nelle capacità operative dell’Associazione dei Nuovi Castelli Romani. Riconoscenza estesa ai due medici senza la cui preziosa collaborazione il programma di prevenzione gratuita non sarebbe stato messo in atto. “Proseguiamo con le nostre attività di carattere sanitario all’interno dei Centri Anziani del territorio nella certezza che, anche grazie alla sensibilità delle amministrazioni locali, la nostra presenza rappresenti quel valore aggiunto sinonimo di un’attenzione che, soprattutto per la fascia della terza età, non deve mai venire meno”. In chiusura il commento del sindaco Bertucci presente al convegno con il suo vice, Edy Palazzi. “Al termine di questo lodevole progetto sanitario – ha detto il primo cittadino – siamo noi a dover ringraziare chi, come la NCR, si è fatta interprete di una necessità importante, operando affinché Nemi e suoi cittadini usufruissero di professionisti di primo livello. In un territorio benedetto dalla natura come il nostro, una vera palestra a cielo aperto, la cultura della prevenzione deve assumere dimensioni prioritarie. A partire dall’alimentazione fino ad arrivare alle attività motorie preventive e curative che, nei tanti percorsi boschivi e lacustri di cui possiamo approfittare, possono trovare la loro giusta dimensione. Per questo – ha concluso – nelle scuole stiamo favorendo il movimento. Affinché nei giovani il concetto di sport non sia legato solo all’aspetto ludico, sociale e aggregativo ma sia considerato un viatico per uno stato di salute eccellente”.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)