Regione Lazio, Zingaretti: presenta il Centro di Eccellenza del Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali del Lazio

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(MeridianaNotizie) Roma, 22 ottobre 2018 – Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il Vicepresidente con delega all’Università e alla Ricerca, Massimiliano Smeriglio presentano, insieme a istituzioni ed Enti coinvolti, il Centro di Eccellenza del Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali del Lazio (DTC). Il Centro raggrupperà, con l’Università di Roma la Sapienza come capofila, 8 tra i principali organismi di ricerca del settore “tecnologie per i beni e le attività culturali del Lazio”: le università di Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia e Cassino, e i grandi Enti scientifici Cnr, Enea e INFN, oltre alle associazioni Imprenditoriali: CNA, Federlazio, Lega Coop, Unindustria. L’Italia è al primo posto per numero di siti inseriti nel Patrimonio dell’Unesco e, in questo panorama nazionale, il Lazio spicca per quantità e qualità del patrimonio culturale, con 259 fra musei e gallerie; 28 aree/parchi archeologici; 29 monumenti di cui 5 Unesco, nonché 13 Università, 4 Primari Organismi di Ricerca, 6 Istituti centrali del Mibact, 40mila imprese con 202mila addetti (14% del totale nazionale), con una produzione di valore aggiunto pari a 14,7 miliardi di euro (16% del totale nazionale). Questo tessuto territoriale, culturale e produttivo ha bisogno di azioni concrete per finalizzare in prodotti e servizi il sapere e le tecnologie per il restauro e la conservazione dei beni culturali e per sviluppare tecnologie, processi, prodotti e servizi per la fruizione avanzata del patrimonio artistico, architettonico, archeologico e culturale regionale. Proprio per questo il Distretto ha stabilito una serie di azioni volte al raggiungimento di questi obiettivi, con un investimento complessivo di 41,7 milioni di euro (di cui 20,7 a carico della Regione Lazio e 21 a carico del MIUR). Il primo obiettivo è proprio il Centro di Eccellenza, che prevede un intervento pari a 6 milioni di euro, con il coinvolgimento di 800 ricercatori; 400 assegnisti. Nei primi 18 mesi sono previsti 18 corsi di Alta Formazione, 10 Master di primo e secondo livello e 3 grandi progetti di ricerca.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)