Ardea, omicidio Victor Sirbu: confermata condanna a 17 anni di reclusione per il moldavo di 48 anni

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(MeridianaNotizie) Ardea, 21 novembre 2018 – E’ stata confermata in appello la condanna a 17 anni di reclusione per T. M., il moldavo di 48 anni sotto processo perche’ accusato dell’omicidio di un connazionale, compiuto in una villetta di Lido dei Pini, ad Ardea, nel dicembre 2014, e il cui corpo fu trovato dopo piu’ di un mese dopo lo smottamento di una duna. La sentenza e’ stata pronunciata dalla terza Corte d’assise d’appello, presieduta da Mario Frigenti, a conferma della condanna gia’ emessa in primo grado nel gennaio scorso dal gup di Velletri a conclusione del processo che si svolse col rito abbreviato. Le accuse contestate erano omicidio volontario, possesso di arma bianca e occultamento di cadavere. Per la stessa vicenda, un altro moldavo, A. R., e’ stato condannato in appello nell’ambito di un procedimento ‘ordinario’, mentre altri tre connazionali furono assolti, con sentenza confermata in secondo grado. I fatti risalivano al 28 dicembre 2014. Victor Sirbu, moldavo di 55 anni, fu ucciso quella notte in una villetta di Ardea; il suo corpo riemerse dopo piu’ di un mese dopo lo smottamento di una duna sulla spiaggia (il cadavere infatti era stato nascosto in un canale di scolo). L’omicidio fu subito inquadrato dalla Procura di Velletri come effetto di scontri tra la criminalita’ organizzata di matrice russo-moldava, anche se all’apparenza frutto di un litigio per futili motivi. Sirbu, infatti, secondo quanto al tempo si apprese, era ritenuto personaggio di spicco della malavita moldava. Fu la fidanzata dell’uomo che rivelo’ ai carabinieri di Anzio un incontro in casa di R. quel 28 dicembre 2014, nel corso del quale aveva sentito urla e un gran frastuono. Secondo l’accusa il moldavo sarebbe stato ferito con un tirapugni; trasportato sulla spiaggia, sarebbe stato li’ finito con violenti colpi alla testa. Ignoti ancora i motivi veri dell’aggressione; col tempo emerse anche la vicenda di un ‘commento’ fatto nei confronti di una ragazza. M., che si diede alla latitanza, fu arrestato nel marzo del 2016 dall’Interpol in Ucraina, e poi estradato in Italia; si trova rinchiuso in carcere. (ANSA)