Terrorismo, preso lupo solitario dell’Isis

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(MeridianaNotizie) Roma, 21 novembre 2018 – All’alba di oggi, la Polizia di Stato, con personale delle Digos di L’Aquila, Teramo, Milano, Piacenza, Cuneo, della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dei Compartimenti di Pescara, Milano Bologna e Roma, ha concluso una importante operazione per il contrasto al terrorismo di matrice jihadista. In particolare: a Milano, è stata data esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di l’Aquila, nei confronti del cittadino egiziano SHALABI Issam Elsayed Elsayed Abouelamayem, nato ad Eldakahlia (Egitto) in data  01.07.1996, residente a Milano in via A. Meucci 2, per i reati di cui agli art. 270 bis ( associazione con finalità di terrorismo internazionale) e 414 comma 4^ CP (istigazione e apologia per delitti di terrorismo) poiché ritenuto organico allo Stato Islamico, intenzionato di andare a  combattere per Daesh ed intraneo alla macchina della propaganda di quest’ultimo. A Teramo è stato denunciato in stato di libertà in quanto indagato per il reato di terrorismo internazionale ex art. 270 bis C.P.I.O.M.A., nato ad Asiut (Egitto) il 10.5.1997, già residente a Botricello (CZ) in via A. Moro 16, di fatto domiciliato in Colonnella (TE) c. da Rio Moro nr. 193/E al quale è stato notificato il decreto del Ministro dell’Interno che ne stabilisce l’espulsione dall’Italia in quanto ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato. Un terzo cittadino egiziano, è stato denunciato in stato di libertà in quanto indagato per il reato di terrorismo   internazionale ex art. 270 bis C.P. E. A. I. A. A., nato il 01.03.1995 in Egitto, residente a Piacenza (PC) via Mischi 16; lo stesso si trova attualmente all’estero e sono in corso fattive ricerche finalizzate al suo rintraccio. Le indagini, estremamente complesse ed articolate, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, sono state svolte dalla Procura della Repubblica di L’Aquila.-D.D.A.A.- Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo, che si è avvalsa delle DIGOS di L’Aquila  Teramo e Piacenza, del Compartimento della Polizia Postale e Comunicazioni Abruzzo di quello della Emilia Romagna, con il contributo delle Digos di Cuneo e Milano e con il coordinamento operativo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto al Terrorismo Internazionale e del Servizio Polizia Postale e Comunicazioni. L’attività investigativa ha avuto inizio nel dicembre 2017, portando alla luce la presenza di un ristretto gruppo di cittadini egiziani, composto da tre persone, fortemente radicalizzati, con dichiarati sentimenti di odio nei confronti dell’occidente, che ha nello SHALABI la sua figura carismatica. All’inizio delle indagini quest’ultimo risiedeva a Colonnella, in provincia di Teramo, come dipendente della azienda che aveva in appalto le pulizie del Mc Donald’s ubicato in quel centro; dal 20 giugno  SHALABI si era trasferito a Cuneo, mantenendo le stesse mansioni lavorative, mentre dal primo agosto il cittadino egiziano  si era trasferito a Milano, dove aveva trovato lavoro, in nero, presso una azienda per la bitumazione stradale, cambiando per ben  4 volte il suo domicilio, come rilevato nel corso dei costanti e continuativi servizi di osservazione statica e pedinamento dinamico svolti, continuativamente nell’arco delle 24 ore, da personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/U.C.I.G.O.S.. Dalle attività di captazione, telefoniche e telematiche svolte sul suo conto, sono stati recuperati numerosissimi file audio, molti dei quali con il logo della famosa rivista dell’Isis “Dabiq”, ascoltati di continuo dallo SHALABI, in una sorta di costante brain washing, contenenti inni jihadisti e sermoni di Iman radicali, propugnatori di odio nei confronti del mondo occidentale, sostenitori del compimento di atti di martirio in nome di Allah  e della necessità di combattere l’occidente anche con attentati nei confronti di popolazione civile. Lo stesso SHALABI, infatti, in una conversazione, si dichiara pronto e disponibile a combattere ed a fare la guerra:

SHALABI “Sì, io mi auguro di andare lì ma ancora non è arrivato il momento”.

Interlocutore: Tu vai a fare la guerra insieme a loro? (fa riferimento allo Stato Islamico ndt)

SHALABI: “Sì, arriverà il momento in cui andrò a fare la guerra insieme a loro”.

Le indagini, per tanto, hanno dimostrato sia che SHALABI è un miliziano dello Stato Islamico, che aspira a combattere ed a sacrificarsi per Daesh, per operare o nello scenario siriano o dove gli fosse eventualmente richiesto, sia anche, come emerso dalle attività investigative e dalle analisi Web nei contesti informativi di riferimento svolti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, che SHALABI ricopre anche un ruolo significativo all’interno della complessa macchina della propaganda dello Stato Islamico, partecipando e gestendo in prima persona, grazie al peculiare skill tecnico e alla significativa conoscenza delle piattaforme social,  canali e gruppi chiusi sul social Telegram, rilasciando le credenziali affinchè altri potessero partecipare a tali gruppi nei quali venivano diffuse le notizie delle attività giornaliere dello Stato Islamico sia tramite la nota agenzia “AMAQ” sia tramite la meno nota, ma molto diffusa, agenzia “NASHER NEWS”.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)