Pigneto, spaccio di hashish e marijuana invece di vendere canapa: chiusi esercizi commerciali e multa per 13.127 euro

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(MeridianaNotizie) Roma, 28 gennaio 2019 – Ha condotto all’arresto di due persone, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, l’operazione condotta dal personale della Questura di Roma (Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e Commissariato Porta Maggiore) insieme a quello di Polizia Locale di Roma Capitale, Agenzia delle Dogane ed ASL Roma 2. Il pool di operatori, tra cui chimici della agenzia dogane, avviando un’attività di controllo degli esercizi commerciali che mettono in vendita prodotti contenenti quella che viene ritenuta “cannabis legale” o “canapa light”, ha scoperto in due negozi (uno nel quartiere Pigneto e l’altro nel quartiere Tuscolano), una vera centrale di produzione, confezionamento e spaccio sia al dettaglio, che all’ingrosso, di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana. Al Pigneto gli agenti hanno trovato, all’interno di un esercizio commerciale, dei pani di hashish confezionati artigianalmente, venduti come cannabis legale dalla titolare che indicava agli agenti il fornitore al Tuscolano. Ed è proprio qui che è stato rinvenuto l’ingente quantitativo di droga: 8 kg di hashish e 500 gr di marijuana pronto ad essere immesso sul mercato, oltre al laboratorio clandestino e materiale idoneo al frazionamento e al confezionamento della sostanza stupefacente, numerosi bilancini di precisione e macchine per la realizzazione del sottovuoto, il tutto camuffato come esercizio commerciale di canapa legale. Nel corso dell’operazione, che ha portato ad elevare e contestare sanzioni amministrative per un ammontare di 13.127 euro, un locale è stato sottoposto a sequestro penale, dove era il laboratorio, ed un altro, grazie ad un provvedimento della ASL Roma 2, è stato chiuso per motivi igienico sanitari. Tutto il materiale sequestrato è sottoposto ad analisi da parte dei laboratori specializzati delle Agenzie delle Dogane e Monopoli. Dei due arrestati, uno è stato sottoposto a rito direttissimo presso il Tribunale di Roma, l’altro associato alla casa circondariale di Regina Coeli in attesa di giudizio.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)