Essere Pomezia: «Ex Pettirosso, si pensi alle famiglie italiane senza casa»

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(MeridianaNotizie) Pomezia, 23 gennaio 2019 – L’amministrazione comunale di Pomezia è ferma al palo da settimane. Affermare questo è possibile non solo perché è evidente lo stop alla manutenzione delle strade, ma anche perché, nonostante una richiesta ufficiale dei consiglieri di minoranza, non c’è traccia di convocazione di commissioni e riunioni della massima assise cittadina. Zero azioni, zero discussioni: è lecito domandarsi cosa stia combinando la maggioranza, che in questi mesi ha inaugurato soltanto opere già pronte, ereditate dalla precedente amministrazione. Tuttavia, Essere Pomezia intende continuare ad avanzare proposte con gli strumenti a disposizione. Per questo motivo abbiamo intenzione di proporre tre nuovi temi: i primi due riguardano gli immobili e l’ex scheletro Pettirosso, il terzo è dedicato alla manutenzione e al controllo dei ponti comunali.

Nel dettaglio, con la prima proposta chiediamo il cambio di destinazione d’uso degli immobili “ex Pettirosso” a seguito della delibera di C.C. n. 4 del 12 febbraio 2018. Con l’atto citato, dopo la ultradecennale vicenda relativa al fallimento della “Società Immobiliare Pettirosso 81 s.r.l.” conseguente alla decadenza della convenzione urbanistica ad essa associata, si metteva fine alle anomalie relative alla destinazione d’uso degli immobili. Nella richiamata delibera si dava indirizzo al Dirigente del Settore V-Lavori Pubblici e Urbanistica di dare attuazione degli adempimenti amministrativi consequenziali con riferimento particolare al cambio di destinazione d’uso degli immobili. Tale azione amministrativa consentirebbe ai residenti di avere la certezza di essere proprietari di immobili regolari sotto il profilo urbanistico ed edilizio. Chiediamo dunque al sindaco un impegno a definire gli effetti della delibera 2018 entro marzo 2019.

La seconda proposta è a sostegno delle famiglie italiane in emergenza abitativa e riguarda l’ex scheletro Pettirosso di via De Gasperi. Su richiesta del Comune di Pomezia e della proprietà del lotto e dell’immobile, a febbraio del 2018 la Regione Lazio ha concesso il nulla osta all’abbattimento del manufatto incompleto, ben noto a tutti i cittadini pometini. Al posto dello scheletro, che deturpava l’immagine ed il decoro dell’area, nasceranno nuovi immobili di edilizia residenziale ad opera del privato proprietario del lotto di terreno. Essere Pomezia chiede al sindaco di stipulare una convenzione con il privato proponente del progetto di ricostruzione, per garantire la cessione al comune di una quota degli appartamenti che saranno realizzati, da destinare alle famiglie italiane in difficoltà economica che non hanno un tetto sopra la testa. Sono tanti i cittadini costretti a sopravvivere in luoghi di fortuna, scantinati, automobili. È a loro che vogliamo dare risposte ed è compito del primo cittadino fronteggiare l’emergenza abitativa.

La terza proposta è incentrata, ancora una volta, sul tema sicurezza. Visti e considerati i tragici fatti legati al crollo del “ponte Morandi” di Genova, che hanno evidenziato la necessità di attuare un assiduo controllo delle infrastrutture sospese del nostro Paese, vogliamo esaminare con la lente di ingrandimento il nostro territorio. Recentemente è stato chiuso per rischio crollo il viadotto “Puleto” sulla E45, a settembre dello scorso anno, a causa della caduta di alcuni frammenti, è stato chiuso per alcuni giorni il sottopassaggio della S.R. Pontina che porta in via Spaventa e sempre nella S.R. 148 alla fine di novembre del 2018 si è verificato un cedimento della sede stradale che ha causato feriti ed un disperso. Nel territorio del Comune di Pomezia insistono alcuni viadotti e sottopassaggi transitati da migliaia di automobilisti e pedoni ogni giorno. Chiediamo al Consiglio Comunale di agire d’impulso verso il sindaco, affinché organizzi una campagna di controllo e monitoraggio delle infrastrutture “sospese”. In questo modo sarà possibile mettere in atto qualsiasi tipo di iniziativa a tutela della sicurezza e dell’incolumità delle persone che vivono, lavorano o transitano nella nostra città.