Regimenti, consulente medico della famiglia: “Pamela morì a causa di lesioni da arma bianca”

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(MeridianaNotizie) Roma, 13 febbraio 2019 – “Pamela Mastropietro morì a causa di lesioni di tipo vitale inferte con arma bianca”. Lo sostiene, nella sua perizia, il medico legale Luisa Regimenti, consulente di parte civile al processo che si è aperto oggi, 13 febbraio, presso la Corte di Assise di Macerata e che vede imputato il nigeriano Innocent Oseghale, accusato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della 18enne romana Pamela Mastropietro. Una prima udienza che ha visto la Corte respingere le istanze della difesa del nigeriano, avanzate per presunte irregolarità di alcune notifiche tecniche.

“Le prove ematiche condotte in laboratorio – sottolinea Regimenti – dimostrano che a Pamela furono inferti tre fendenti al fegato mentre era ancora in vita, determinandone poi la morte. C’è anche un secondo importante aspetto da tenere in considerazione: gli esami tossicologici hanno dimostrato che la ragazza non aveva assunto una quantità di stupefacenti tale da causarle una overdose”.

“La mia posizione – rileva Regimenti, che fa parte, insieme alla criminologa Roberta Bruzzone e ad altri professionisti, del gruppo di esperti che collaborano in modo diretto con l’avvocato Marco Valerio Verni, zio e legale della famiglia di Pamela Mastropietro – si sovrappone a quella del medico legale Mariano Cingolani, consulente del pubblico ministero, che ha effettuato l’esame autoptico sul corpo martoriato della giovane. Il processo si basa sulle nostre perizie medico legali, così se le nostre tesi dovessero cadere il rischio concreto è quello di ridare la libertà a Oseghale, perché cadrebbe di conseguenza l’accusa di omicidio”.

“Si tratta di un processo molto doloroso per la famiglia” commenta Regimenti, sottolineando la presenza impassibile dell’imputato in aula, a pochi metri di distanza dai genitori di Pamela, “ma il dibattimento dirà come effettivamente sono andati i fatti. Il mio lavoro, come consulente medico legale, ha l’obiettivo di ristabilire la verità in maniera oggettiva e seguirò con grande interesse tutte le fasi processuali. Il prossimo 20 marzo, intanto, è prevista la mia deposizione in aula”.

“La brutalità dell’accaduto ha destato grande sconcerto nell’opinione pubblica e mi auguro che si proceda in tempi rapidi, accertando tutte le responsabilità e mettendo la parola fine con una pena esemplare, che non potrà mai avere sconti o agevolazioni di qualsiasi natura” conclude.