“Ragazzi in Marcia”, un percorso metodologico per formare i giovani nei valori fondanti dell’umanità

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(MeridianaNotizie) Roma, 8 marzo 2019 – Viaggio alla conoscenza delle Associazioni e Organizzazioni umanitarie e di volontariato dei territori di Roma e Provincia, abbiamo incontrato l’Ass. I.N.S.E.U. (Istituto Nazionale di Studi dell’Esperienza Umana), che si prefigge di promuovere attività e metodologie di Formazione per lo sviluppo ed il potenziamento delle risorse umane, attraverso diverse discipline convenzionali e non.

In particolare, approfondiamo la conoscenza con la Dott.ssa Maria Cristina Franceschi che, oltre ad essere Presidente della Commissione Scientifica dell’Ass. I.N.S.E.U., è anche l’ideatrice e realizzatrice del Percorso Metodologico denominato “Ragazzi in Marcia”, un’attività socio-psico-pedagogico, rivolta ai ragazzi delle scuole dell’obbligo, in un’età compresa tra i 9 e 16 anni, che ha lo scopo di formarli nella crescita dei valori fondanti dell’umanità.

Partiamo da qui: chi è Maria Cristina Franceschi e di cosa si occupa?

Buon giorno , sono Cristina Franceschi , ovvero figlia, madre e nonna di tre bellissimi maschietti, due che vivono in California e uno che è appena arrivato a rallegrare la nostra vita qui! Mi sono sposata giovanissima a 19 anni e son partita per l’Argentina, a 24 anni avevo i miei tre figli e una laurea in Lavoro Sociale più la specializzazione con indirizzo pedagogico. La vita poi mi ha riportata in Patria dopo 14 anni vissuti in quello splendido paese.

Quando e come nasce il Percorso Metodologico “Ragazzi in Marcia”?

Ho fatto molti lavori fino al 2004 -2005 anno in cui ho fondato l’Associazione Ideas Europa e lanciato nel X Municipio di Roma (all’epoca XIII Municipio) il Progetto “Giovani Solidali”, rivolto ai ragazzi dai 9 ai 15 anni nelle scuole e che coinvolgeva molte realtà territoriali.

In che modo viene espletato questo Metodo socio-psico-pedagogico?

Dopo questa esperienza ricchissima in ogni senso, tanto a livello umano come rispetto ad apprendimenti e crescita personale, ho dovuto fermarmi per un po’per ragioni di salute, chiudere l’Associazione ,dato che non riuscivo a sostenerne più i costi, e rivedere il percorso realizzato fino a quel momento. L’esperienza di tanti anni , col lavoro su campo, nel nostro territorio che ha tante necessità e caratteristiche , mi ha permesso di dar forma ad un percorso metodologico che ho esteso ai ragazzi delle superiori anche degli ultimi anni. Avevo già in testa “come” modularlo e tanta voglia di provarlo!
L’occasione si è presentata quest’anno, quando, grazie al Prof. D’Angerio della scuola Vivaldi, lo stesso ha avuto il coraggio di rispondere ad un Bando del MIUR presentando un progetto al cui interno vi è “Ragazzi in Marcia” , insieme ad altre due azioni. Bando che poi, è stato vinto.
Così quest’anno mi son trovata con 36 classi del X Municipio dai 9 ai 18 anni , più altre tre di un municipio confinante, che mi seguono da anni!!! Una marea di ragazzi circa 890…che in questo periodo stanno invadendo le strade, i parchi, le chiese, i campetti e andranno fin in Municipio a portare i loro messaggi di solidarietà e amore per la Polis!!! Bellissimi!!!

“Ragazzi In Marcia” è un percorso metodologico che parte a inizio d’anno con un corso di formazione per i professori che intendono mettersi in gioco e “cambiare” la loro forma di stare in aula, il loro rapporto con i ragazzi e riappropriarsi del ruolo di educatore a trecentosessanta gradi e smettere di essere solo un mero strumento di trasmissione di contenuti. E-ducere, tirar fuori. Si dice spesso che questo si dovrebbe fare a scuola ma, poi, nella realtà ci si perde in tante cose e si smette di mettere al centro delle nostre azioni, i ragazzi. “Ragazzi in marcia” li rimette al centro, ma sul serio e i docenti durante tutto l’anno sono seguiti, settimanalmente, perché certi cambiamenti , soprattutto all’inizio, son difficili da fare e da visualizzare. Il monitoraggio settimanale serve a questo, è una formazione in itinere. Si ragiona su ciò che è successo in aula per correggere pian piano il modo di stare con loro.
Si utilizzano varie tecniche che aiutano di volta in volta a capire il gruppo classe, i problemi sotterranei, a lavorare sugli stessi, a superarli nel fare. Imparare-facendo, orienta molte delle azioni del percorso.

Quanti docenti e ragazzi delle scuole dell’obbligo si sono formati con questo metodo da quando è nato?

Hanno realizzato il progetto circa 2.750 ragazzi fino al 2016.

Quale ricadute positive ha nella società il metodo socio-psico-pedagogico da lei messo a punto e proposto alle scuole dell’obbligo?

Cosa viene devoluto alla comunità? Intanto, la speranza. Vedere i ragazzi così giovani, che con impegno abbracciano una causa giusta e solidale, fa spuntare il sorriso sui volti delle persone! Gli adulti che vengono in contatto con i ragazzi diventano in quel momento educatori a loro volta e questo risveglia in loro il senso di responsabilità, i ragazzi spingono i genitori ad accompagnarli, ad affiancarli, a condividere momenti di lavoro e di divertimento e, si, perché inoltre si impara meglio, se nel farlo, ci si diverte!!!
Si cominciano a ricreare reti di comunità, rapporti e collaborazioni, si guarda con occhi diversi il docente e si abbattono barriere. La figura del docente si rivaluta e così la sua azione sui ragazzi. Sono tutti vincitori e si crea la comunità intorno alla scuola.
Molte delle cose che fanno durante l’anno, inoltre, possono essere usate per il loro percorso curriculare.
Cosa Imparano? Tra le infinite cose, imparano a ideare e realizzare progetti, imparano ad essere responsabili, imparano che insieme molte cose sono possibili, imparano a guardare la Comunità di cui fanno parte con occhio attento, imparano che possono essere artefici delle loro vite..creano amicizie durature, scoprono l’importanza delle relazioni, aumentano l’Autostima,si ascoltano tra di loro, si mettono in gioco e sorprendono gli stessi docenti , mostrando loro aspetti e capacità lasciate in ombra sino ad ora ….

In che modo viene proposta sul territorio tale attività educativa?

“Ragazzi in marcia “ è un percorso di formazione nei valori che, partendo da ogni singola classe, nel “fare” , cerca sempre di far applicare i valori nella vita ..non a parole. Valori come: la solidarietà, l’accettazione del diverso, il rispetto, la responsabilità, la legalità con la giustizia sociale, la libertà di scelta, l’Amicizia e tanti altri Valori che sono profondi e vanno contro il brillare dell’effimero e superficiale che oggi è l’apparire, per riappropriarci dell’Essere.

Durante l’anno vi sono varie tappe, ma per sintetizzare si può dire che il “territorio, la Comunità entra nella scuola attraverso le sue Associazioni, Comitati di quartiere , Istituzioni che prestano un servizio alla comunità tipo: la CRI, la Protezione Civile, i pompieri, la Polizia ; la Guardia Costiera ecc … I ragazzi ne scelgono una e per questa costruiscono un progetto solidale che realizzano verso Marzo-Aprile. Come dicevo prima ..già stanno cominciando ad invader le nostre strade !! Fioriscono così raccolte fondi, partite di calcio, conferenze, volantinaggi, spettacoli musicali, spettacoli teatrali,fiere, giochi per ragazzi diversamente abile, filmati, siti internet, giornalini, racconti e chi più ne ha , più ne metta …

I più grandi partono invece da un problema sentito da loro e poi cercano un’organizzazione sul territorio che se ne occupi, per proporre azioni da realizzare insieme. I problemi più sentiti quest’anno , sono : la mancanza di centri d’aggregazione, il degrado dei parchi..il lungo muro delle spiagge … per citarne alcuni. In tutte queste tappe sono seguiti , orientati , e stimolati dai docenti che mettono in atto varie tecniche per far fare esperienze concrete che aiutano a veicolare concetti.. in questo modo i ragazzi ragionano per conto loro e arrivano alle loro conclusioni. Pedagogicamente si sa che se una cosa viene detta da un adulto..difficilmente fa presa, ma se i ragazzi ci arrivano da soli ragionando su ciò che hanno vissuto, bhè., in questo caso quell’apprendimento non lo scordano più.

E’ previsto un convegno finale alla fine del Percorso Metodologico “Ragazzi In Marcia” a cui hanno preso parte docenti e allievi delle scuole nelle quali tale iniziativa ha avuto luogo?

Personalmente no so se a fine anno scolastico ci sarà un convegno, questi aspetti non li seguo io, anche se penso che organizzare un Convegno richiede molto lavoro aggiuntivo che in questo momento non reputo che siamo in grado di affrontare. La chiusura del percorso con tutte le 39 classi si realizzerà nell’arco di tre mattine a Cineland: il 20-21 e 22 di Maggio dalle 10 alle 13 . In quelle mattine si riuniranno circa 300 ragazzi di varie classi (son tanti e per questo si impiegheranno tre mattine), con le associazioni che li hanno affiancati, i docenti che li hanno guidati, i genitori che li hanno sostenuti e i formatori che ci siamo presi a cuore ogni singola classe, seguendola tutto l’anno fino in fondo…. E’ invitata tutta la cittadinanza !! in quelle mattine si presenterà il percorso fatto da ogni classe e i ragazzi si racconteranno agli amici presenti, saranno loro i protagonisti di quelle mattinate e riceveranno il giusto riconoscimento !!

A conclusione di questa gradevole intervista che ci ha permesso di conoscere un’altra realtà del nostro territorio, vorrei esprimesse una sua ulteriore riflessione in merito alle sue aspettative per il futuro riguardo la diffusione di questo metodo educativo.

Cosa sogno per il futuro ? Un paese in cui in ogni scuola, in ogni città, in ogni paese, si realizzi “Ragazzi in marcia” e si possano così formare i ragazzi a crescere come “Persone” consapevoli e costruttori di comunità sane. Ma forse non è un sogno impossibile, si sta parlando di reintrodurre l’ora di educazione civica , e penso che “Ragazzi in Marcia” avrebbe in quell’ora, il suo spazio naturale, chissà!!!

Parlare della diffusione del metodo mi riporta alla realtà, certo l’ideale sarebbe riuscire a formare giovani nel metodo, che poi mi aiutino a diffonderlo ma, poi, la realtà mi dice che in tanti anni ho trovato pochi giovani disposti ad impegnarsi in questo settore, la realtà è che non ci sono investimenti di soldi nell’educazione, anzi è il settore dove si operano sempre più tagli e come si fa a chiedere a dei giovani di formarsi e poi lavorare gratuitamente solo per un ideale? Devono pensare a crearsi una famiglia e ci vogliono soldi, quindi finché non ci saranno più risorse economiche, trovo difficile sperare che si possa allargare in modo significativo.
Ma, anche se non si potrà portarlo in tutta Italia, io continuerò, là ove mi vogliano, a formare chi me lo chiede e a farne fare esperienza alle classi. Grazie per la pazienza e…vi aspettiamo a Cineland!!!

Massimo Catalucci