Non Una Di Meno a Verona contro il Congresso mondiale delle famiglie

908

(MeridianaNotizie) Verona, 28 marzo 2019 – Sabato 30 marzo corteo indetto da Non Una Di Meno, a cui partecipano altri movimenti italiani e internazionali. Domenica assemblea femminista transnazionale con Marta Dillon (Ni Una Menos Argentina), attiviste dal Regno Unito, dalla Polonia, dalla Croazia, dalla Francia e dai Paesi Bassi. E inoltre presentazioni di libri, video, mostre, dibattiti per parlare di diritti delle donne e delle persone LGBTQI:https://nonunadimenoverona.com/calendario-citta-transemminista/

La tre giorni, organizzata da Non una di meno e chiamata “ Verona Città Transfemminista ” sarà contestuale a quella del Congresso Mondiale delle Famiglie. Tra le iniziative: convegni per raccontare come è nata e come si è diffusa la cosiddetta “ideologia del gender”, con ricercatrici europee; laboratori di piazza per insegnanti sull’educazione contro sessismo e razzismo nella formazione; proiezione del documentario “Aborto, le nuove crociate”, della TV franco-tedesca Arte sugli attacchi a livello internazionale alle leggi che regolano l’aborto; proiezione del cortometraggio sulle lotte della comunità LGBTQ in Uganda con Najib Kabuye, protagonista e attivista LGBTQI ugandese.

Non Una di Meno era già entrata in azione contro la mozione “Verona Città a favore della Vita” (che finanzia associazioni legate ai movimenti antiabortisti e che è stata presentata in molte altre città). Ora si mobilita contro il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF) che si tiene a Verona il 29-30-31 marzo. Non Una di Meno è una rete femminista estesa su tutto il territorio con 70 nodi in altrettante città italiane.

Verona, la città del ministro Fontana, culla della destra misogina e transomofobica italiana, si candida a essere la capitale europea della reazione antifemminista con il patrocinio del ministero della Famiglia e della Disabilità, e quello della regione Veneto e della regione Friuli Venezia Giulia. All’incontro, oltre al vicepresidente del consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, ci saranno: il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il senatore della Lega Simone Pillon, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Federico Sboarina, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il presidente del Family Day Massimo Gandolfini. E ci saranno esponenti politici di governi dove l’omosessualità è reato o viene perseguita, dove l’aborto è illegale o dove vengono sistematicamente presentati progetti di legge per renderlo tale, come in Polonia.

Articolo precedenteFiumicino, Anselmi su stadio della Roma: «Noi siamo pronti!»
Articolo successivoArdea, liquami nel piazzale della scuola media: la nota del consigliere Neocliti