Appello al Governo, mancano i profili tecnico scientifici, rischiano anche i monumenti

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(MeridianaNotizie) Roma, 7 marzo 2019 – “Alla vigilia della riforma promessa e delle nuove assunzioni chiediamo al Ministro Alberto Bonisoli e al Governo del cambiamento di ricordarsi di inserire i profili professionali per chimici, biologi, geologi, fisici, ingegneri e restauratori diagnosti: sono vent’anni che non vengono banditi concorsi per questi profili ed è mancato l’affiancamento tra l’esperienza dei senior e l’entusiasmo dei giovani, i laboratori scientifici andati deserti. Un po’ come se non ci fossero infermieri e medici all’ospedale militare Celio della Difesa, o gli esperti balistici e telematici nella Polizia di Stato. Roba da matti!”. Lo dichiara Giuseppe Urbino – Unsa- ricordando che in Soprintendenze, Musei, Biblioteche e Archivi “non ci sono più i profili scientifici e tecnici che prima si occupavano della conservazione, manutenzione, tutela e facevano il monitoraggio di opere e patrimonio culturale. Il rischio è di buttare via il prestigioso know how di tanti decenni nei settori del restauro e della valorizzazione e di far collassare gli istituti più celebri al mondo come l’Istituto centrale del restauro. In pericolo ci sono monumenti e aree archeologiche. Fare la manutenzione corretta e costante ai monumenti e nei luoghi della cultura significa allungargli la vita”. “Per questo mi rivolgo al ministro Bonisoli e alla sottosegretaria Borgonzoni che stanno dimostrando di voler invertire la politica attuata negli ultimi anni verso le strutture ministeriali. Fuori i responsabili di questa schizofrenia che in parte ancora continua: lo dimostra il blocco dello scorrimento delle graduatorie interne, di cui la metà erano tra l’altro vincitori, e su cui la Corte di Cassazione ha puntato i fari di recente con sentenze molto chiare. Finirà che ha più soldi per pagarsi gli avvocati bravi avrà giustizia, ma questo non è un ragionamento utile per lo Stato né per gli obiettivi del governo Lega e Movimento 5 Stelle. Vi riportiamo, e non vi rubiamo altro tempo – conclude Urbino – le nostre aspettative e quelle dell’Associazione nazionale esperti di diagnostica e di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali che a fianco di altre associazioni cerca di tutelare i professionisti dei beni culturali.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)