Femminicidi, Telefono Rosa: le donne continuano a morire con dinamiche simili, aiuto dal Governo

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(MeridianaNotizie) Roma, 1 aprile 2019 – A Nuoro e a Enna si sono registrati altri due femminicidi. E si arriva a 17 dall’inizio dell’anno. E’ morta Romina Meloni, 49 anni, ed è stato arrestato l’ex marito Ettore Sini, agente di polizia penitenziaria che probabilmente ha sparato con la pistola di ordinanza, ferendo anche il compagno della donna. E perde la vita, nelle campagne dell’Ennese, anche Loredana Calì uccisa sempre con un’arma da fuoco dal marito che voleva discutere della separazione. Tanta amarezza nel constatare che si fanno convegni sulla violenza di genere, congressi in difesa della famiglia assicurando un futuro favoloso ma intanto le donne continuano a morire con dinamiche purtroppo simili: uomini che non accettano la fine di una storia e con violenza le aggrediscono e arrivano addirittura ad ucciderle. “E cosa si sta facendo? – si chiede la presidente del Telefono Rosa Nazionale Maria Gabriella Carnieri Moscatelli – possibile che di fronte a simili tragedie assistiamo invece a riduzioni di pene agli assassini e assurde richieste di restituzione delle indennità riconosciute agli orfani di femminicidio? Intanto in Parlamento sta passando il cosiddetto Codice Rosso che, invece di essere di aiuto, in sostanza mette a rischio altissimo la vittima. E ancora, in caso di stupro si propongono soluzioni assurde e pericolose con un linguaggio del tutto inadeguato. E’ vergognoso! Chiediamo al governo di fermarsi perché non abbiamo bisogno di leggi così lontane dalla realtà sociale, di interventi astratti, inutili e persino dannosi. Chiediamo di riflettere seriamente e di ascoltare chi ogni giorno si trova in prima linea, a contatto con i drammi delle donne, dei giovani e delle persone anziane. Non servono proclami e annunci, o ancora peggio proposte di legge o disegni di legge devastanti e anacronistici. E intanto, nell’indifferenza assoluta, un’altra donna viene uccisa. Aspettiamo – conclude la Presidente – una risposta seria, che presti davvero attenzione a quella parte della società ogni giorno più maltrattata. Servono risorse adeguate per contrastare la violenza, ma anche una politica che sia in grado di affrontare con rigore la necessità di offrire protezione alle vittime e di sensibilizzare le nuove generazioni con campagne di prevenzione per una vera cultura del rispetto”. #telefonorosa #piufortiinsieme

(a cura di Cecilia Guglielmetti)