Ardea, la salma dell’artista Giacomo Manzù verso Aprilia: irrompono le polemiche

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(MeridianaNotizie) Ardea, 19 maggio 2019 – Nonostante mancano pochi giorni ai festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario della Fondazione del Museo Manzù, irrompe ad Ardea una polemica che coinvolge il grande maestro Giacomo Manzù.

Secondo il Comitato popolare Pace per Manzù, le sue spoglie lasceranno Ardea per raggiungere Aprilia. La salma dell’artista, simbolo della città rutula, si trova dal 22 maggio 1992 presso il parco giardino del museo da lui creato su via Laurentina ad Ardea ma in questi giorni sembra che la salma si sposti in altro luogo.

Tempo fa si vociferava in un trasferimento verso la città natale dell’artista, e cioè Bergamo, ma ora prende sempre più piede un suo trasferimento presso la Fondazione Giacomo Manzù di Aprilia, in provincia di Latina.

A comunicare i dettagli il Sindaco di Ardea, Mario Savarese, in una nota di risposta alla prima comunicazione del Comitato popolare: «saranno rispettate le ultime volontà del maestro e della sua amata compagna Inge Schabel Manzù, che chiaramente esprimono nei loro testamenti il desiderio di essere sepolti nel luogo amato, dove l’artista aveva scelto di stabilire la sua dimora nel 1964». In particolare, analizzando i testamenti dei due, emerge che Giacomo Manzù, prima di morire, davanti a un notaio avrebbe affermato quanto segue: «Alla mia morte desidero essere sepolto nel terreno circostante la casa dove attualmente abito in Ardea, Colle Manzù n.1». E Inge, nel proprio testamento, ha ribadito: «La salma di mio marito Giacomo deve essere trasferita alla Fondazione Giacomo Manzù, sul colle Manzù, e per me sarebbe un grande onore, se un domani devo lasciare questo mondo, essere sepolta insieme al mio adorato Giacomo, per tutta l’eternità».
Nella frase scritta a penna sul testamento in parte dattiloscritto e in parte manoscritto di Giacomo Manzù  c’è però un errore: Colle Manzù non è Ardea, ma Aprilia. L‘accesso di villa Manzù è nel territorio di Aprilia, così come la sede della Fondazione che porta il suo nome è via Apriliana 1, sempre ad Aprilia.
Nell’ipotesi che le spoglie del grande maestro fossero cremare e spostate accanto a quelle di Inge, è evidente che Ardea perderebbe la «titolarità» della sepoltura e interesse nel museo donato allo Stato Italiano dieci anni dopo la sua inaugurazione avvenuta nel lontano 22 maggio 1969.
«I figli Giulia e Mileto hanno chiesto che sia rispettata la volontà dei loro genitori – ha concluso Savarese nella sua nota -, che per sempre riposeranno, dunque, in questo territorio rutulo. A me umilmente e devotamente non resta che appoggiare e condividere questo loro desiderio».
Pur non parlando esplicitamente di Aprilia ma di «territorio rutulo», nella nota, è chiara la volontà del Sindaco Mario Savarese di appoggiare e condividere questa decisione di trasferire la salma da Ardea ad Aprilia.
Irrompe il Comitato popolare Pace per Manzù: «Tutti sanno che l’ultima volontà di Giacomo Manzù, morto il 17 gennaio 1991, fu quella di essere sepolto nel parco giardino del suo museo che donò allo Stato italiano esattamente 40 anni fa. Inge Manzù, vedova dell’artista, lo disse, lo scrisse e lo confermò più volte quando chiese i permessi e le autorizzazioni allo Stato per seppellire Manzù nella tomba monumentale che si trova all’ingresso del museo di Ardea».
Il Comitato ha così avviato una raccolta firme per consegnare una petizione al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, volta a «lasciare riposare in pace Giacomo Manzù ad Ardea, dove aveva scelto di essere sepolto, rispettando e facendo rispettare gli impegni presi dallo Stato».
A quanto pare, però, il testamento dell’artista e della moglie riportano un’altra volontà.
Curioso è capire come mai, a distanza di 28 anni dalla morte del grande maestro, questa volontà non è mai emersa.
In un articolo de L’Eco di Bergamo del 24 aprile 2012, consultabile online, la figlia della coppia, Giulia, intervenne sostenendo che «Papà era felice di stare ad Ardea, amava questa terra, ma non ha detto nulla circa il luogo della sua sepoltura». Alla domanda di accogliere la salma di suo padre a Bergamo rispose: «Ne saremmo felici. Come potremmo dire di no alla richiesta di vedere nostro papà sepolto nientemeno che in una grandissima e splendida Basilica come quella di Santa Maria Maggiore e nella sua terra».