Ardea, bocciata in Consiglio la mozione di sfiducia al Presidente Zito: la dichiarazione di voto del gruppo M5S

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(MeridianaNotizie) Ardea, 13 maggio 2019 – Nella tornata dell’11 aprile scorso è stata  presentata dai consiglieri di minoranza una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio comunale di Ardea, Lucio Zito, che si è discussa e votata nella seduta del 10 maggio. La mozione non è passata per evidenti questioni di numeri.

Riportiamo, integralmente, l’intervento di Debora Duranti, capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

Dichiarazione di voto del Gruppo M5S 

«Siamo tutti concordi nel ritenere che la dialettica e la polemica politica sono il sale della democrazia, ma riscontriamo sempre più spesso,  che ad ogni consiglio comunale, alcuni colleghi della Minoranza e purtroppo sempre gli stessi, infervorati da una effervescenza politica che si manifesta solo in presenza del pubblico, raggiungono picchi parossistici di delirio di onnipotenza, costringendo il PDC a dover sospendere frequentemente  i lavori del consiglio comunale per calmare gli animi e riportare il dibattito in un alveo di correttezza e disciplina. Sospendere un consiglio comunale  per riportare  la calma tra i consiglieri, non è mai un bel gesto verso la cittadinanza, ma è una strada obbligata, quando il livello del confronto scende a livelli intollerabili, che denotano una grave inciviltà, dove la prevaricazione e l’urlo prevale sull’ascolto e sul rispetto delle regole. Regole che sono state scritte dalle precedenti amministrazioni e che chiunque, ricopra il ruolo di Presidente del Consiglio, è tenuto a far rispettare».

«Il primo compito e  ruolo del  PdC è quello di mantenere  un clima di confronto civile garantendo il normale svolgimento dei lavori del consiglio e sollecitare i consiglieri a comportamenti responsabili, che non creino problemi di ordine pubblico, cercando quindi di  ripristinare quei comportamenti sobri e rispettosi versi i colleghi e l’istituzione che rappresentano. E’ incredibile vedere che proprio alcuni  colleghi che  assumono atteggiamenti ostruzionistici  verso i lavori del Consiglio Comunale, creando un clima di arroganza ed inciviltà, siano gli stessi che si fanno portavoce della  Mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio. Anche questa volta non è stato diverso! Nel consiglio del 11 aprile abbiamo assistito ad un penoso tentativo da parte dell’opposizione di forzare la mano al PDC costringendolo ad assecondare i loro teatrini mediatici per quasi tre ore, con la chiara strategia di bloccare i lavori del consiglio comunale piuttosto che dare priorità agli argomenti rilevanti e necessari per i cittadini. Quando questo non si è verificato, gli esimi colleghi consiglieri di opposizione, hanno pensato di presentare non si sa bene cosa,  perché è stato fatto riferimento all’articolo 40 del regolamento comunale che riguarda le “risoluzioni” ma quando è stata data lettura del documento, vi era chiaramente scritto che si trattava di “mozione”».

«Vogliamo pensare che la testa non sa cosa fa la coda, oppure che la forse mozione/forse risoluzione fosse già stata preparata a prescindere dallo svolgimento del consiglio comunale in quanto il loro obiettivo era quello di sfiduciare qualcuno?  Perché dico qualcuno e non il presidente del consiglio? Perché fino a qualche giorno prima, la mozione di sfiducia era stata scritta per il sindaco.  Ma purtroppo la notizia è uscita su un giornale e la sorpresa era stata rovinata  quindi, sempre per l’audience, si è pensato di cambiare obiettivo e di puntare le armi verso il PDC, tant’è che la “forse mozione/ forse risoluzione”, era stata preparata prima dell’inizio del consiglio comunale infatti non è stata scritta in aula al momento , quindi a mano con la vecchia carta e penna, ma era già dattiloscritta! E forse qualcuno l’ha portata firmata già da casa.  Questo conferma le reali intenzioni dell’opposizione, era un’operazione premeditata, questo è il modo di fare politica della minoranza: altro che pensare al  bene dei cittadini! Consideriamo la mozione della Minoranza: IRRICEVIBILE per due motivi,  uno regolamentare e l’altro di ordine politico: Dal punto di vista del regolamento, assistiamo come puntualmente, ripetutamente e come se niente fosse, viene violato il regolamento  del consiglio comunale  da parte dei colleghi dell’opposizione» 

«Per chiarire il concetto vi elenchiamo qualche articolo: 

  • Art. 60 comma 2 che brevemente riassumo “ tale diritto (diritto di esprimersi) va in ogni caso contenuto entro i limiti dell’educazione … e del civile rispetto”, tant’è vero che il PDC deve ripetutamente applicare il comma 3 e 4 (Richiamo e interdizione della parola). 
  • Art. 61 Comma 5  “solo al presidente è permesso interrompere chi sta parlando per richiamo al regolamento” articolo largamente usato dal PDC  Comma 6  “ogni proposta deve riguardare unicamente la proposta in discussione…. In caso il PDC richiama all’ordine il consigliere” altro articolo usatissimo. 
  • Art. 67 Comma 2  tempi di intervento ricordiamo che sono 5 minuti e non 55 minuti di monologo!!!!  Comma 6  Comma 8 
  • Art. 70 Comma 5 Comma 9 Potremmo andare avanti con tutti gli articoli del regolamento, ma se vi siete stufati voi, pensate che tolleranza deve applicare il PDC per gestire questi colleghi indisciplinati! 

Mentre dal punto di vista politico, ribadiamo che avremmo preferito una minoranza propositiva e meno litigiosa , forse dovremmo ritornare a definirla semplicemente “Opposizione” perchè solo questo è capace di fare. Accusare di non imparzialità il PdC è vergognoso! Come è vergognoso uscire dall’aula ogni qualvolta non si condividono le posizioni della maggioranza, vogliamo credere, almeno in via teorica che siete stati votati per lavorare per il bene del territorio, questo vi chiedono i vostri elettori». 

«Signor Presidente, la sua  correttezza nel ricercare sempre e comunque il rispetto del regolamento è esemplarela sua competenza nonché pazienza fa si che i lavori di questo consiglio comunale si svolgano come dovrebbe essere, anche come talvolta è avvenuto dando maggiore spazio di intervento  ai colleghi della minoranza, facendogli superare abbondantemente i tempi massimi di intervento, dando quindi prova di flessibilità e disponibilità solo ed esclusivamente a loro vantaggio. Un Presidente che continuamente viene esposto al rischio di essere revocato ben difficilmente eserciterà la sua funzione con imparzialità e indipendenza nel rispetto dei diritti non solo della maggioranza ma anche dell’opposizione e questo atto intimidatorio nei suoi confronti mira proprio a questo, ad uno svilimento di potere del Suo ruolo. Questa manifesta illogicità e ingiustizia ha condotto al travisamento dei fatti da parte dell’opposizione, che le rivolge accuse palesemente infondate, affermato l’inconsistenza degli argomenti usati motivati da una sterile critica politica camuffata  da una mancata neutralità. In considerazione di tutto ciò, il gruppo di maggioranza, divertito da questo tentativo di delegittimazione nei Suoi confronti, respinge la forse mozione/ forse risoluzione di sfiducia presentata».