Oltre la Nutraceutica: una prospettiva per il futuro dell’agricoltura

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(MeridianaNotizie) Roma, 17 giugno 2019 – Il 14 giugno, presso l’Associazione della Stampa Estera a Roma, ha avuto luogo il convegno organizzato da ForAgri sulle potenzialità dei prodotti e delle molecole di origine naturale nella farmacologia e nella nutraceutica. Alimentazione e Benessere, gli argomenti protagonisti del dibattito tra i grandi specialisti di questo settore, con focus sull’aspetto salutistico che ne deriva e sull’utilizzo dei principi attivi e delle molecole di origine naturale come nuova prospettiva nella nutraceutica e nella farmacologia. A introdurre l’argomento Stefano Bianchi, presidente di ForAgri (Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua in agricoltura), che ha spiegato come questi interventi possano avere un seguito positivo per il settore agricolo e la sostenibilità del territorio: “L’utilizzo di derivati ottenuti non da sintesi chimica ma da prodotti di origine naturale comporta la coltivazione delle materie prime necessarie. Lo sviluppo di questo settore può quindi creare un incremento della richiesta di questi prodotti alle nostre aziende agricole, favorendo tecnologie e metodi più rispettosi dell’ambiente e in generale una maggiore attenzione alla sostenibilità”. L’argomento è stato ampiamente dibattuto e argomentato grazie agli interventi di protagonisti italiani e stranieri del settore, tra i quali Valentino Mercati, presidente di Aboca, che ha condiviso la visione green su cui si fonda l’azienda leader del settore: “Aboca coltiva direttamente e nel rispetto del metodo dell’agricoltura biologica 67 specie di piante medicinali su oltre 1.750 ettari di terreni, dislocati tra Toscana e Umbria. Riteniamo che nella natura e nella terra ci sia tutto, si tratta solo di trovarlo e di combinarlo nel modo opportuno, avvalendosi della ricerca più avanzata, per un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente che sia vantaggioso per entrambi. Le sostanze naturali, sostanze complesse che si sono co-evolute con l’uomo, sono le uniche in grado di interagire con il nostro organismo rispettandone la fisiologia. Da qui la nostra visione del naturale affrontato con i rigorosi metodi della ricerca scientifica e clinica per una nuova prospettiva nella farmacologia e nella nutraceutica”. “La nutraceutica rappresenta uno degli asset verso i quali stiamo guardando anche nel nostro piano industriale” – ha dichiarato Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di BF spa, che ha proseguito “Sono convinto che la filiera della nutraceutica, come quella alimentare vince solo se tutti gli attori scelgono il denominatore comune del benessere del consumatore. Noi abbiamo scelto di verticalizzare ciascuna delle nostre filiere proprio per essere i garanti nei confronti del consumatore”. Giuseppe Angirillo, direttore scientifico e formulazioni di AMG Farmaceutica, ha illustrato i danni epatici dovuti non solo ai farmaci, ma anche all’utilizzo di alcuni integratori alimentari. “E’ un fenomeno in crescita, per l’immissione in commercio di preparati di sintesi dove non sono richiesti studi ad hoc. Inoltre anche l’impiego di piante medicinali senza l’ausilio di specialisti può procurare danni epatici. La tossicità di un prodotto può dipendere da fattori correlati al soggetto o al prodotto stesso. Da non sottovalutare anche la possibilità di reazioni avverse che derivano dall’interazione di droghe vegetali e i farmaci assunti dal paziente. La nutraceutica oggi può avere un posto di rilievo nel supporto alla salute dell’uomo e nell’equilibrio fra natura e ambiente. Dall’integratore alimentare si è passati all’assunzione di prodotti integrati alla terapia farmacologica, degli autentici “nutrafarmaci”, come detossificanti e potenziatori delle terapie oncologiche, nutrienti mitocondriali per problematiche neurologiche, per arrivare alla possibilità di utilizzare microRNA della pianta, una sorte di ponte tra il genoma vegetale e quello umano, in grado di modulare il metabolismo umano”. L’intervento di Laura Di Renzo, professore associato presso la Sezione di Nutrizione clinica e Nutrigenomica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, è stato incentrato sull’importanza di un piano nutrizionale ben studiato per prevenire l’evento patologico: “L’esistenza di una relazione tra alimentazione, stato di salute e patologie cronico-degenerative, note come malattie non trasmissibili, è ormai riconosciuta. Un nutriente, in situazioni ben conosciute, può essere anche portatore di malattia, in funzione della combinazione fra la struttura chimica del nutriente stesso e la dose somministrata. Grazie alle nuove discipline omiche (Nutrigenetica, Nutrigenomica) si ha oggi la possibilità di prevenire l’evento patologico, partendo dalla somministrazione di piani nutrizionali non più su mere basi empiriche, ma sulla profonda conoscenza dell’individuo, a partire dallo studio della sua struttura molecolare, dalla sua genetica e  dalla regolazione di geni legati allo stato infiammatorio e alla stress ossidativo: non più rimedi di una situazione di dissesto biofisico ormai instauratasi, bensì essi stessi facenti parte di un globale processo di profilassi della malattia”. Ma argomento centrale dell’evento rimane che, perché l’agricoltura si sviluppi è necessario ampliarne gli orizzonti. Tecnica e tecnologie si incontrano in un panorama 4.0 che proietta questo settore verso risultati sempre più sorprendenti, nel quale la sostenibilità di questo futuro è un cardine. Anton Voskoboynikov, Amministratore delegato Norway Seaweed, ha illustrato uno di questi progetti all’avanguardia della sua piccola società privata, nata con lo scopo di fornire composti preziosi provenienti dal mare con particolare attenzione agli estratti di alghe marine destinati ai mangimi per pesci. Il progetto è stato sviluppato da un incubatoio leader nel mondo e ha raggiunto risultati notevoli con oltre il 99% di sopravvivenza del pesce. Lo stesso è stato testato su polli e altri allevamenti di piscicoltura norvegesi. Si tratta di una tecnologia per la nano emulsificazione con costi di produzione, scalabilità e potenza molto più bassi. La base di questo integratore alimentare è l’astaxantina naturale, un carotenoide confermato da diverse ricerche per sue forti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Durante il convegno è stato inoltre proiettato in anteprima il film “Il grande laboratorio della natura”, prodotto da ForAgri, che racconta del punto d’incontro tra nutrizione e farmaceutica. Ha spiegato Barbara Anis, Catrina Producciones: “La Nutraceutica è una nuova scienza, una disciplina recente che riprende antiche sapienze e tradizioni, proiettandole in un futuro di ricerca e innovazione al servizio della salute dell’organismo. Il documentario a cura della casa di produzione cinematografica Catrina Producciones e con la regia di Simone Marcelli, mostra con immagini e suggestioni, la grande opportunità che questo mercato apre al settore agricolo italiano. Il nostro Paese è già un’eccellenza mondiale della Nutraceutica e il film raccoglie le testimonianze dei protagonisti che, con spirito pionieristico, investimenti, ricerca e tecnologia hanno aperto una nuova strada, una strada dall’enorme potenziale per imprese e lavoratori”.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)