Cannabis light, l’Avv. Polacco commenta la decisione della Cassazione

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(MeridianaNotizie) Roma, 1 giugno 2019 – La Suprema Corte di Cassazione si è definitivamente espressa su una particolarità della commercializzazione di prodotti a base di cannabis definiti dal commercio “ligth”. La sentenza delle Sezioni Unite del 30 maggio 2019, nel procedimento RG 979/19, porta, almeno un minimo di chiarezza nel grave vuoto legislativo che permane in Italia in tale materia. Si evidenzia che non si tratta di un provvedimento di una singola sezione di Cassazione ma delle Sezioni Unite (massimo organo giudiziario) chiamate a dirimere proprio i contrasti giurisprudenziali sorti negli ultimi tempi. Ancora una volta, in spregio al dettato costituzionale che assegna il potere legislativo al solo Parlamento della Repubblica, lo stesso Parlamento non è stato in grado di assolvere al suo ruolo, di espletare il proprio diritto dovere di legiferare, lasciando alla Magistratura il compito di definire ciò che è lecito e ciò che non è lecito. Pertanto la Cassazione facendo una semplicissima verifica della legge vigente, n.242/16 conseguente alla direttiva CEE 2002/53/CE del 13 giugno 2002, configura il reato di cessione, ai sensi dell’art.73 del DPR 309/90 attraverso la vendita e commercializzazione, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della “cannabis sativa light”, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante. Orbene è proprio quest’ultima affermazione la vera novità ed indirizzo che la Suprema Corte individua come percorso giudicante da applicare. Dovranno essere i Magistrati a verificare caso per caso, sentiti gli imputati che dovranno discolparsi, se sia certificato che quel prodotto in vendita sia completamente privo di sostanza drogante. Tale percorso in contrasto con le fondamenta dei principi del procedimento penale italiano invertono   l’onere della prova obbligando il soggetto indagato o imputato, al fine di provare la propria innocenza, a provare che i prodotti dallo stesso detenuti, venduti, commercializzati, siano completamente privi di sostanza drogante. Un commento giuridico dell’Avv. Edoardo Polacco.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)