Quando il sonno è malattia, la medicina integrata apre nuovi orizzonti

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(MeridianaNotizie) Genova, 14 settembre 2019 – Stress, ansia e depressione sono tra le cause più comuni dell’insonnia. Ma non c’è solo l’insonnia, le patologie legate “al cattivo riposo” sono molte e nascono per molteplici motivi. Si pensi, ad esempio, alla narcolessia: le persone che ne soffrono sentono arrivare la sonnolenza senza riuscire a contrastarla e rischiano di addormentarsi in situazioni e condizioni imprevedibili, con evidenti ripercussioni negative sulla qualità della vita.

«Sebbene la causa scatenante della narcolessia non sia stata ancora accertata con certezza, questa malattia potrebbe essere l’effetto di un meccanismo autoimmune che produce la perdita di un nucleo di cellule presenti nell’ipotalamo», spiega Giuseppe Plazzi, professore di neurologia all’Università di Bologna, responsabile del Laboratorio del sonno del Dipartimento di scienze neurologiche dello stesso ateneo e presidente di Aims, Associazione italiana medicina del sonno.

Per riuscire a contrastare i disturbi legati al sonno si deve agire su più fronti. Da un lato, è bene promuovere forme di prevenzione primaria come le norme di igiene del sonno (adeguate abitudini alimentari, ambiente in cui si dorme conforme a stimolare un buon riposo…); dall’altro, quando c’è la diagnosi di una patologia, occorre saper intervenire con un trattamento terapeutico adeguato che, spesso, deve coinvolgere più branche della medicina.

Da queste considerazioni è sorta l’esigenza di focalizzare il XXIX Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Medicina del Sonno sulle nuove prospettive di una medicina integrata, che sta richiamando a Genova un pubblico di oltre 300 specialisti nazionali e internazionali di ogni campo della Medicina per seguire conferenze, simposi e corsi tenuti da un prestigioso parterre di relatori.

I temi? Dagli ultimi aggiornamenti per la diagnosi e la gestione dell’insonnia in età pediatrica, alla quantificazione dei ritmi cicardiani, dal ruolo del sonno nei processi di rimodellamento sinaptico della corteccia cerebrale agli ultimi dati sul rischio cancerogeno nel lavoro a turni.

Disagi che coinvolgono non solo chi soffre di queste specifiche patologie ma tutti noi. «Dormire poco o male ha una ripercussione non solo in termine di salute del singolo ma è un costo per la società – chiarisce Dario Arnaldi, ricercatore, esperto in neurofisiopatologia e in Medicina del Sonno all’ospedale San Martino di Genova nonché presidente del Congresso – È necessario, quindi, promuovere una corretta informazione sui rischi per avviare una prevenzione sociale ad ampio respiro, sostenendo sempre di più l’interdisciplinarietà medica e la ricerca».

Diversi studi, infatti, sottolineano che la relazione tra i disturbi del sonno e alcune malattie neurologiche è bidirezionale: «Si è notato che chi soffre di Alzheimer e Parkinson spesso ha un peggioramento della qualità del sonno – evidenzia Arnaldi – ma i disturbi del sonno possono peggiorare se non anche essere alla base di queste patologie».

Ma non è tutto. «Secondo alcune ricerche – aggiunge il Prof. Lino Nobili, responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale Gaslini di Genova e presidente del Congresso assieme ad Arnaldi – il diabete rappresenta una delle maggiori comorbidità nei pazienti insonni e le persone affette da disturbi del sonno hanno un rischio di ipertensione arteriosa più alto del 300-500% rispetto a soggetti non insonni (indipendentemente da età, indice di massa corporea, diabete, consumo di alcool e fumo). Si tratta di un’ulteriore conferma dell’importante ruolo svolto dal sonno nel mantenimento di una corretta salute psico-fisica: ogni alterazione del cosiddetto orologio biologico interno, infatti, si ripercuote anche su altre funzioni fisiologiche fondamentali come i livelli ormonali, la temperatura corporea, la pressione arteriosa, il tono dell’umore e il metabolismo energetico. Associata ai disturbi del sonno, all’ipertensione e al diabete, vi è spesso una ridotta produzione di melatonina, un ormone naturale prodotto nella ghiandola pineale che regola i ritmi circadiani e il funzionamento corretto dell’orologio biologico interno nell’arco delle 24 ore. Oltre ad intervenire sul ritmo sonno-veglia, infatti, la melatonina ha un’azione diretta nella regolazione del metabolismo energetico e del glucosio nell’arco delle 24-h. Inoltre, agendo sui ritmi circadiani e conseguentemente sulla pressione arteriosa, può influenzare anche il sistema cardiovascolare».

E chi potrebbe testimoniare quanto possa incidere sulla qualità della vita il ciclo sonno-veglia se non chi ci deve “fare i conti” per professione, come gli astronauti nello spazio?

Ed è di questo che – all’evento di benvenuto del 13 settembre – parlerà Franco Malerba, il primo astronauta italiano ad andare in orbita: era il 1992, a bordo dello Space Shuttle Atlantis.