Lazio-Roma 1-1, il pari va stretto ai biancocelesti

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(MeridianaNotizie) Roma, 2 settembre 2019 – Ieri, nel Derby della Capitale, il dominio della Lazio è risultato evidente a tutti, basti guardare i numeri: Pau Lopez ha effettuato 6 parate rispetto a Strakosha che ne ha effettuata una sola; i tiri totali sono risultati 21 a 8 per la Lazio e 13 di quelli dei ragazzi di Inzaghi, hanno preso lo specchio della porta, contro i 5 dei giallorossi; anche le occasioni da gol vedono in netto vantaggio i biancocelesti per 14 a 5, così come i “legni” colpiti da ambo le squadre che risultano 4 a 2 per la Lazio.

Insomma, una netta supremazia laziale che, volendo trovare qualcosa su cui recriminare, potremmo indicare nella mancanza di “cinismo” sotto porta.

La Lazio è apparsa superiore anche riguardo la tenuta fisica e tattica in campo. Già all’inizio del secondo tempo, i giallorossi tentavano di rallentare la ripresa del gioco, quando la palla usciva oltre la linea che delimita l’area di gioco, oppure, quando l’arbitro fischiava qualche punizione.

A proposito di arbitraggio e senza volerci appellare agli sbagli arbitrali per cui la Lazio non avrebbe vinto la partita, non si possono evitare di commentare due episodi evidentissimi, che avrebbero dovuto avere un’attenzione maggiore da parte della squadra arbitrale. Ci riferiamo al “placcaggio” di Kolarov effettuato in tandem con Kluivert, che scagliava un colpo in pieno viso a Lazzari in aria di rigore al 48′ del secondo tempo e che presentavano tutti gli estremi per decretare la massima punizione con possibile espulsione del giallorosso Kluivert per il gesto poco sportivo e al precedente brutto fallo di Zaniolo che, con il piede a martello rovina su Luiz Felipe al 31° del primo tempo, che ha costretto il laziale ad uscire anzitempo per infortunio e che ha visto sanzionare il giocatore giallorosso con il solo cartellino giallo. Anche qui ci sarebbe stata un’espulsione, come anche affermato da un ex giallorosso, Cassano, nella nota trasmissione televisiva sportiva “Tiki-Taka – Il calcio è il nostro gioco”, condotta dal giornalista Bardo.

Volendo vedere gli aspetti positivi di questa gara, al di là del risultato, possiamo dire che la Lazio ha fatto vedere un buon gioco, interessanti manovre tattiche, bei gesti tecnici e buona intesa tra i giocatori ed i reparti. Questo fa ben sperare per il prosieguo del campionato ed anche se, la coperta può risultare sempre un po’ corta, per occasioni di mercato che avrebbero potuto portare una punta in più a Mister Inzaghi, concedendo una maggiore tranquillità per eventuali cambi di qualità in corsa, crediamo che questa squadra, già ben rodata ed affiatata, potrà dire la sua in questa stagione.

Le tifoserie di Lazio e Roma e l’oscuramento televisivo della Curva Nord

Ieri il Derby non ha presentato delle criticità evidenti, né fuori dagli spalti, né all’interno dello stadio, anche perché le due tifoserie, solidali nei confronti dell’ultras di fede laziale, Piscitelli, detto Diabolik,  ucciso nel mese di agosto, hanno voluto rendere omaggio a quest’ultimo ognuno a proprio modo.

Ma, è evidente che qualcuno che ha facoltà di scrivere sulle testate giornalistiche della capitale, ha l’esigenza di spostare l’attenzione su fatti che non hanno nulla a che fare con il tifo senza rendersi conto che queste possono alterare gli animi delle tifoserie stesse, facendoli sfociare in risse dalle quali è possibile ne esca qualcosa di molto brutto, come è capitato in passato. E’ strano come si debba assistere, sistematicamente, a chi vuole far risaltare  “quattro strilloni” che non avrebbero nessuna visibilità se non ci fosse qualcuno “attento” (troppo e sempre in una sola direzione, ovvero quella biancoceleste) a rilevare fatti irrilevanti per i numeri e per i quali, forse, sarebbe più saggio sorvolare.

Ieri, fuori e dentro lo stadio, quello che si è vissuto è stato un clima piuttosto tranquillo e le due tifoserie, al di là degli sfotto che sono il sale di questo sport, hanno avuto un comportamento piuttosto controllato.

L’oscuramento televisivo, in occasione delle scenografie o coreografie che si voglia, della curva nord, sono un latro esempio di come si voglia cercare di strumentalizzare qualcosa che in realtà non avrebbe recato nessun danno. E a chi vuole evidenziare che un programma tv a cui tutti possono accedere, deve tutelare la morale pubblica, forse, potremmo rispondere dicendo che, nei programmi televisivi politici, assistiamo a cose molto più “riprovevoli” di una maglietta indossata col nome di un tifoso ucciso (non entriamo in merito al vissuto di Piscitelli) e ad una coreografia sugli spalti. Senza parlare di passaggi nei tg di cerimonie funebri di personaggi criminali noti alla giustizia, mandati più volte in onda.

Insomma, spesso c’è un accanimento da parte di alcuni media nei confronti del tifo laziale che, mentre dicono di voler documentare, semplicemente, fatti di cronaca, evitano di spostare l’occhio della telecamera, verso anche altre tifoserie.

Massimo Catalucci