Ardea, allarme maltrattamenti animali. Interviene l’Associazione Rivoluzione Animalista

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(Merididananotizie) Ardea, 3 dicembre 2019 – “Siamo preoccupati e rattristati per quanto sta accadendo nel territorio di Ardea – scrive in un comunicato stampa il segretario nazionale dell’Associazione Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica -, dove le forze dell’ordine hanno rinvenuto un cavallo gravemente mal nutrito e lasciato al proprio infausto destino”.

“Una vicenda terribile- prosegue Caramanica -, che Rivoluzione Animalista stigmatizza con forza e sulla quale deve essere fatta immediata chiarezza. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, l’animale non sarebbe stato accudito dal proprietario di un terreno privato e, stante le disperate condizioni di salute del cavallo, gli sarebbe stata praticata l’eutanasia per evitare ulteriori sofferenze. Tutto questo, dunque, è la dimostrazione lampante di come ancora una volta i diritti degli animali continuino ad essere calpestati a causa di padroni negligenti e senza cuore. Anzi, con l’occasione, lanciamo un ulteriore allarme sul fatto che la tragedia di Ardea potrebbe ripetersi: nello stesso terreno privato, infatti, oltre al cavallo poi scomparso, ne è presente un altro, sempre mal nutrito e in condizione igienico-sanitarie disperate“.

Ricordiamo che nei giorni scorsi è apparsa la notizia sui media locali di un cavallo morto con segni evidenti di mal nutrimento

“E cittadini e volontari – continua Caramanica – ci informano che già in passato sono avvenute segnalazioni senza che però le istituzioni preposte intervenissero e disponessero cure per il povero animale. Davvero inaccettabile. E’ il caso che si agisca immediatamente al fine di evitare una seconda terribile morte. Al contempo, ci auguriamo che il proprietario del terreno, autore di questi atti veri e propri atti criminosi ai danni dei due poveri cavalli, venga perseguito penalmente”.

“Sarà nostra cura – conclude il Segretario Nazionale – seguire l’iter giudiziario della vicenda ed intervenire laddove dovesse rendersi necessario”.

-articolo di Massimo Catalucci