Attentato a Valona in Albania, due latitanti arrestati ad Ardea

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(MeridianaNotizie) Ardea, 6 dicembre 2019 – Avevano compiuto nel mese scorso un attentato con colpi di arma fuoco in un coffe bar “A&B Mazana” all’interno di un centro commerciale denominato “Oslo” di Valona in Albania ferendo una persona. Dopo aver seminato il panico e agitazione all’interno del centro sono scappati facendo sparire le loro tracce. Grazie alle le indagini della squadra mobile della Polizia di Stato di Roma, sono stati rintracciati ad Ardea.

In particolare i poliziotti, grazie anche alle informazioni fornite dalla Polizia Albanese, che aveva individuato in precedenza i responsabili in M.I. e D. G., di 31 e 42 anni entrambi residenti a Valona, hanno saputo, grazie alla preziosa segnalazione fornita dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale che i due latitanti, probabilmente a bordo di una Mercedes classe A, potevano trovarsi nella capitale.

Monitorando le due utenze segnalate ed una terza attivata dallo stesso D.G. in un negozio all’interno della galleria commerciale della stazione Termini, gli agenti hanno potuto localizzare proprio quest’ultima nella zona fra Ardea ed Aprilia.

Da un sopralluogo nella zona, effettuato martedì scorso, la Squadra mobile è riuscita a rintracciare l’autovettura dei ricercati posteggiata fuori ad un villino, dal quale, intorno all‘ora di pranzo, sono usciti  M.I gli e D. G..

Gli agenti della Squadra Mobile hanno così tratto in arresto, ai sensi degli articoli 715  e 716 del codice di procedura penale, che regolamentano l’estradizione per l’estero, M.I. nato in Albania il 19.09.1988 e D. G. nato in Albania il 15.10.1977.

I due, destinatari del provvedimento di cattura emesso dal Tribunale di Valona l’8 agosto 2019, dovranno rispondere di tentato omicidio in concorso e detenzione abusiva di armi da fuoco, reati che il codice penale albanese punisce con la pena massima dell’ergastolo.

Nei confronti di D. G., in possesso di numerosi alias tra cui Z. G., si è provveduto inoltre a dare esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso nell’ottobre del 2018 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello –Ufficio esecuzioni penali di Firenze, in ordine al quale il D., doveva espiare la pena di anni 2 di reclusione per ricettazione in concorso.