Una Lazio affamata di gloria, annienta la Juve e si aggiudica la sua 5a Supercoppa Italiana

0
631

(Meridiananotizie) Riyad (Arabia Saudita), 23 dicembre 2019 – Tutti si aspettavano una reazione di orgoglio della vecchia Signora, dopo il netto 3 a 1 subito in campionato dai biancocelesti e invece…Mister Inzaghi, ha saputo lavorare sulla testa, sul cuore dei suoi ragazzi, mettendo in campo (considerando anche coloro che sedevano in panchina) una squadra motivata, affamata di gloria e vogliosa di andarsi a prendere il giusto trofeo a coronamento di una stagione che fino a questo momento sta regalando forti emozioni ai tifosi laziali e non solo!!!

Tatticamente ordinata in campo, dove ogni giocatore sa svolgere al meglio il proprio ruolo, la Lazio ieri pomeriggio ha tirato fuori dal “cilindro magico” un’altra prestigiosa prestazione rendendo quasi ridicolo il tridente, prima celato da Sarri con un po’ di pretattica nel pre-partita e poi, schierato nel rettangolo di gioco.

Le differenze tra Lazio e Juve, sulla carta e in termini di capitale e patrimonio economico-finanziario del parco giocatori che ieri erano in campo, sono evidenti e sostanziali ma, le uniche differenze che ieri si sono viste sul prato verde dello Stadio dell’Università Re Sa’ud a Riyad, sono state le giocate di Luis Alberto, Lulic, Cataldi, che hanno offuscato completamente, i tre tenori bianconeri, Ronaldo, Dibala, Higuain.

Una grande Lazio che non può più nascondersi e che ora, tutti vorranno battere ma che, allo stesso tempo, tutti temeranno per la sua compattezza, solidità, duttilità, flessibilità, presenza e capacità tattica e tecnica.

La Lazio vince, non per demerito della Juve o delle altre squadre…ora la Lazio vince perché merita ed è più forte di tutte. Lo ha dimostrato vincendo a distanza di soli 15 giorni un doppio confronto con la detentrice dell’ultimo scudetto e miliardaria Juventus, con due risultati tondi, tondi: 3 a 1 in Campionato e 1 a 3 in Supercoppa Italiana.

HIGHLIGHT JUVE-LAZIO, SUPERCOPPA ITALIANA

Nella prima parte di gara la Lazio attende la Juve che, evidentemente, intimorita dalla recente sconfitta in campionato, prova a tenere palla e a farla girare per trovare uno spiraglio (impossibile) tra le maglie biancocelesti, consapevole che, se i biancocelesti dovessero rubare palla, il contropiede che potrebbero innescare diventerebbe molto pericoloso per loro.

E così,mentre la manovra della Juve è resa evanescente, la Lazio all’ del primo tempo, va vicino al gol con gran tiro da fuori di Luis-Alberto che sfiora la traversa. Tra l’altro lo spagnolo nel mentre calciava la palla ha rimediato una forte botta a gamba tesa sferratagli da Matuidi, non rilevata dall’arbitro, altrimenti ci sarebbe potuto stare il cartellino rosso per il bianconero e punizione dal limite dell’area per la Lazio. Il gol biancoceleste è, comunque, nell’aria.

E’ il 17°, quando Lulic prende palla sulla sinistra in area di rigore juventina, corre sul fondo linea e con una finta che inganna il suo diretto avversario De Sciglio che finisce in terra, rientra con il sinistro e di destro crossa una palla al lato opposto dove c’è MilinKovic-Savic che doma il pallone e lo appoggia dietro per l’accorrente Luis-Alberto che, con la freddezza del campione, di piatto destro insacca la palla in rete. E’ uno a zero per i biancocelesti.

Al 31° Dibala sfiora il palo alla destra di Strakosha che in tutta la partita farà solo due parate su tiri indirizzati nello specchio della porta laziale da lui difesa.

Poco dopo, al 33° su tiro in diagonale di Correa, il portiere Szczesny, deve distendersi per evitare il gol e sulla sua ribattuta, la difesa riesce ad evitare l’intervento dei giocatori biancocelesti.

La juve ci riprova con Higuain al 35° ma, l’argentino viene anticipato al momento del tiro da un superbo Leiva (onnipresente). Palla fuori e rimessa dal fondo per la Lazio.

Al 39° azione corale della Lazio che con Correa e Milinkovic-Savic minaccia Szczesny: la Juve si salva murando la conclusione del serbo.

La giocata del campione CR7, arriva al 45°, quando al limite dell’area biancoceleste, con un doppio passo, il portoghese elude l’intervento dei difensori e tira a rete, dove un pronto Strakosha si distende per parare alla sua sinistra l’insidioso tiro. Purtroppo, la sua ribattuta finisce sui piedi di Dibala che da quella posizione non può sbagliare. E’ il 46° la Juve pareggia e l’arbitro Calvaese manda tutti negli spogliatoi per una tazza di tè.

Al 54° ecco il primo cambio della partita, dentro Cuadrado fuori De Sciglio. Sarri sa che ha bisogno di corsa e fisico sulla fascia destra e il colombiano è un giocatore che sa fare bene sia la parte difensiva che offensiva.

Poco dopo la Lazio si rende pericolosa con Correa e Demiral sventa la minaccia biancoceleste.

Al 64° entra il romano Cataldi, bandiera biancoceleste. Sarà un cambio importante!!! Al suo posto esce uno stremato Leiva. Cataldi entra subito nel vivo del gioco occupando superbamente il ruolo precedentemente ricoperto dal brasiliano.

Sarri e Inzaghi al 66° optano per un altro cambio, il bianconero si gioca la carta Ramsey al posto di Higuain che lascia il campo non tanto contento; il biancoceleste fa entrare Parolo per un Luis-Alberto un po’ acciaccato e affaticato: dentro sostanza a fronte della tecnica.

Al 71° Ronaldo sfiora l’incrocio dei pali e poco dopo al 73°, su un’azione iniziata sulla destra dal folletto Lazzari, questi si smarca dal controllo del suo diretto avversario, Alex Sandro, rientra di destro e di sinistro lascia partire un cross su cui arriva Parolo che prolunga di tesa al lato opposto, dove arriva l’accorrente Lulic che si coordina e con un “piattone” di destro insacca il pallone sotto l’incrocio dei pali alla sinistra di Szczesny. E’ 2 a 1 per la Lazio e non finisce qui!!!

Sarri prova l’ultimo cambio, fuori al 76° Matuidi e dentro Douglas Costa ma, le velleità della Juve sono spente dai ragazzi di Mister Inzaghi che sembrano essere padroni del rettangolo di gioco. Ultimo cambio anche per la Lazio, dentro Caicedo e fuori Immobile che, stando alla sua espressione in volto, si legge che avrebbe gradito finire la partita in campo.

Unico pericolo per la Lazio, arriva dal sempre temibile Dibala che si inserisce in area su un cross dalla sinistra e di testa devia come un lampo, verso la porta. Fortunatamente, il tiro è centrale e Strakosha blocca la sfera.

Si arriva al 90° e l’arbitro assegna tre minuti di recupero, zona prediletta dalla Lazio. Infatti al 93° Bentancur entra male su Parolo al limite dell’area bianconera. Secondo giallo per l’uruguaiano e conseguente cartellino rosso…espulso. La Juve finisce in dieci la finale.

Sulla palla si portano Cataldi e Milinkovic-Savic. Il serbo lascia tirare il romano di sponda Laziale. Breve rincorsa, stile CR7…occhi puntati sull’obiettivo…l’arbitro fischia, Cataldi parte e lascia partire un gran tiro che colpisce la traversa interna all’incrocio dei pali alla sinistra di Szczesny. L’estremo difensore rimane immobile e può solo fotografare la palla che rimbalza in terra al di là della linea di porta.

E’ tre a uno per la Lazio. Non c’è più tempo…Game Over.

I biancocelesti conquistano la loro 5a Supercoppa Italiana.

LE DICHIARAZIONI DEGLI ALLENATORI NEL POST-GARA

Sarri – “Ci dispiace aver perso un trofeo, ma andiamo avanti. Abbiamo tante competizioni da giocare. C’è amarezza, ma piangersi addosso non risolve problemi. Ieri (“sabato” ndr) abbiamo fatto il miglior allenamento della stagione. Mi ha lasciato sensazioni di brillantezza che forse non erano completamente vere”.

“La mia sensazione è che siamo arrivati qui con un piccolo deficit di energie fisiche e mentali. Può succedere in un ciclo come questo. Abbiamo sfiorato il pareggio, il 3-1 al 93° lascia il tempo che trova. Eravamo in partita, al 91° abbiamo tirato una punizione in buona posizione”.

Il tridente? Ha fatto la gara che doveva, come gli altri sette. State parlando sempre del tridente, ma abbiamo perso con un centrocampista in più. Non ritengo i tre responsabili della sconfitta. Io ho sempre vinto contro la Lazio, prima. Puo’ darsi che ora loro abbiano una condizione fisica superiore, magari tra due o tre mesi li portiamo via di peso dal campo. Sono in un momento magico: poi se continuano così, c’è poco da fare per tutti”.

S. Inzaghi – “Abbiamo fatto qualcosa di magico, in due settimane battere due volte la Juve è un qualcosa d’incredibile. È una vittoria meritata, di un gruppo forte che ha sempre creduto in quel che si faceva e che merita tutto questo. Sostituzioni decisive? Ho grande fiducia nella squadra, vedo allenare Parolo, Cataldi e Caicedo, possono tranquillamente giocare dall’inizio“.

“Luis Alberto ha stretto i denti, Lucas Leiva ha fatto benissimo ma in quel momento avevo paura che potessero fare qualche fallo sulle ripartenze della Juve. È andata bene. Al di là del sogno scudetto, dobbiamo lavorare per goderci serate come questa. Ce ne sono state tante in questi anni, è il frutto del lavoro di una squadra che ci continua a credere. Dedico questa vittoria alle persone che sono sempre state con me, dai miei genitori a mia moglie e i miei figli. Non ho mai avuto grandi problemi ma in questi anni, quando non arrivavano i risultati, so chi è stato con me e chi no”.

TABELLINO DELLA PARTITA

JUVENTUS (4-3-1-2): Szczesny; De Sciglio (55° Cuadrado), Bonucci, Demiral, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi (76° Douglas Costa); Dybala; Higuain (66° Ramsey), Ronaldo.

All. Sarri

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Leiva (64° Cataldi), Luis Alberto (66° Parolo), Lulic; Correa, Immobile (82° Caicedo).

All. Inzaghi

GOL: 8° Luis Alberto (L), 46° Dibala (J), 73° Lulic (L), 93° Cataldi (L)

Ammoniti: Leiva (L), Bentancur (J), Luis Alberto (L), Cataldi (L)

Espulso Bentancur (J) al 93′ per doppia ammonizione

  • articolo di Massimo Catalucci