Zia Caterina, una storia d’amore e volontariato

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(MeridianaNotizie)Roma, 10 dicembre 2019  – Una macchina speciale gira da tempo per le vie di Firenze. Si tratta di un taxi coloratissimo quello di Zia Caterina, che dalla stazione prende i bambini e li porta al Meyer, l’ospedale pediatrico della città, trasformando in gioco un momento come il ricovero ospedaliero. Zia Caterina qualche giorno fa  è arrivata in Senato della Repubblica ed ha invaso via degli Straderari, per raccontare “con i fatti” ‘Una storia d’amore e volontariato’. L’evento, organizzato dalle senatrici Paola Binetti e Maria Domenica Castellone, ha portato la magia in mezzo alle istituzioni. L’esperienza di Zia Caterina è una lunga storia di volontariato oncologico, “con lei sono entrata in un mondo di bolle di sapone. Dal giorno che l’ho incontrata, ogni volta che mi reco al Mayer, so di poter contare su di lei. Una volta mi chiese dopo la chemio quale fosse il mio sogno, e io le dissi che volevo andare a comprare dei giochi alla Disney e a mangiare un gelato. E così è stato, con lei i sogni diventano realtà e anche i momenti più duri possono diventare allegri”, racconta Lavinia Di Pietro, una delle bambine supportate nel processo di cura dalla magica presenza di questa Mary Poppins italiana. Ognuno dei ragazzi che entra nel mondo di Zia Caterina, infatti, diventa un piccolo ‘supereroe’, con tanto di personaggio stilizzato che si trasforma in uno dei moltissimi sticker che colorano il taxi Milano 25. Lo stile d’abbigliamento di Zia Caterina, inizialmente, “non è stato considerato appropriato e nessuno voleva assumersi la responsabilità di farla entrare in Senato”, spiega la senatrice Udc Paola Binetti, che aggiunge: “Noi, però, abbiamo ritenuto importante che il Senato la ospitasse. Si celebrava la giornata internazionale del volontariato e abbiamo voluto avere qui la testimonianza di una delle persone che con più allegria, serenità, buonumore e magia coinvolge i bambini, a volte portatori di patologie molto gravi- continua- In questo modo le istituzioni incontrandola forse saranno più consapevoli che la sanità ha bisogno di una terapia del sorriso, che se vogliamo stare bene c’è bisogno del contributo di tutti. C’è bisogno che lo Stato- aggiunge- capisca che la salute è un affare serio e proprio per questo i decisori politici devono ricordarsi che la magia, il garbo e la dolcezza devono sempre far parte dei nostri rapporti”.

L’idea che c’è dietro è quella di “sensibilizzare sempre di più le istituzioni al ruolo del volontariato, anche all’interno dei percorsi di cura. Oggi non si parla più di salute come assenza di malattia, ma di salute come stato di benessere dell’individuo- chiosa Maria Domenica Castellone, senatrice M5S- La storia di zia Caterina è una storia d’amore, una storia che riprende le tante altre dei volontari che nel nostro Paese operano all’interno degli ospedali”, continua. Alla conferenza stampa in Senato hanno partecipato, infatti, diverse associazioni di volontariato oncologico e pediatrico, tra cui Braccialetti Rosa, Associazione italiana per la lotta al neuroblastoma, CasAmica, Barcollo ma non mollo, Chez Nous le cirque e Teatro Clowndestino. Una testimonianza che “non cerca di dimenticare il dolore, ma proprio perché c’è del dolore e della sofferenza, cerca di trasformarlo in un momento di gioia e di buonumore. Forse non si può guarire ma sicuramente si può vivere meglio”, sottolinea Binetti.

“Fare questa piccola rivoluzione è possibile. Se siamo tutti uniti possiamo farlo”, ricorda Zia Caterina mentre si connette in una videochiamata con Giovanni, un ‘supereroe’ pugliese che voleva far arrivare in Senato. “Oggi diamo una possibilità alla speranza, ma dobbiamo dargli una certezza- continua- e che cosa possiamo fare? Innamorarci del nostro tempo. Io credo nella vita straordinaria di questi ragazzi. Credo che oggi, dopo una chemio, loro possano tornare più forti ad aiutare un altro fratello. Questa è la loro vita da immortali qui sulla terra: aiutare, aiutare, aiutare. Mi piace tantissimo l’idea che i bambini con le loro emergenze ci raccontino come procedere, cosa possiamo fare”, spiega. Per questa ragione alla politica “chiediamo leggi per poter concedere ai nostri bambini di stare bene anche con una malattia, anche durante un momento di disagio. Come si fa? Si deve essere coccolati, amati, capiti, essere non soltanto un numero ma una persona. Non un paziente ma un supereroe, come SuperLavi o superGiò”.